Un viaggio in treno, Camilleri, la libertà

di Nello Simonelli


Oggi si viaggia in treno, a farmi compagnia é un’amica che chiamerò Nina.
Nina ha un animo infinitamente più gentile del mio, studia lettere ed é più giovane di me di qualche anno.Nina ha visto, come me, l’apparizione in TV di Camilleri e ha prima letto e poi seguito la trasposizione televisiva dei romanzi di questo signore di 93 anni. Nina ha osservato, come me, le mille offese pervenute a questo uomo di lettere e cultura, da parte di chi non ha né le prime né la seconda, per un’affermazione su Salvini.
Si va dall’opinabile “stronzo sopravvalutato”, molto opinabile, al becero “muori, vecchio bastardo”, dal ridicolo “amico dei negri, magari vengono a delinquere a casa tua” al medievale “bruciamo Montalbano, pezzo di merda”.

Ma Nina sa, come me, che in realtà questi sono solamente i rigurgiti di chi, nonostante voglia sempre scrivere e parlare della propria opinione, senza che di questa freghi realmente a qualcuno, non ammette l’opinione altrui, la decontestualizza e, qualora non approvata dal monomantra, si sente in dovere di sacrificarla sull’altare della webagorà.
Oggi va di moda la sistematica soppressione di qualsiasi pensiero non allineato, a destra come a sinistra, anche se esposto senza urlare , senza uccidere e senza fare clamore.
Un domani, però, Nina regalerà ai suoi figli “La gita a Tindari” o “Il cane di terracotta” e li educherà a rispettare il pensiero altrui, col quale si può essere d’accordo o meno, senza bisogno di doverlo sopprimere.Area degli allegati

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