Crisi TAV: un’ulteriore conferma per parlare di presidenzialismo

di Paolo Muttoni


La Crisi sulla Tav di queste ultime ore sta diventando una vera e propria dinamite per la stessa durata del governo. E dopo neanche un anno potrebbe già cadere l’accordo Giallo-verde, per poi metterci nelle mani del signore (Mattarella o Dio, ognuno creda all’alternativa che preferisce).

TAV: Un progetto incompreso

Sprecando solo due tighe sul merito della TAV, possiamo dire che risulterebbe folle fermare un’opera già iniziata e con già dei soldi stanziati ed un trattato internazionale firmato.
Tornare indietro ci porterebbe, oltre che un danno erariale, anche una perdita di credibilità a livello internazionale poiché – possiamo dire quello che vogliamo – un paese agli occhi esteri deve risultare solido e credibile, altrimenti chi ci investe?
Se i 5 stelle pensano di governare un paese a colpi di reddito di cittadinanza e blocco delle infrastrutture dobbiamo ringraziare che non siano l’unica forza al governo.

Tav e Politica

Politicamente cosa ci dice la TAV? , come ho detto prima può cadere il governo senza girarci troppo intorno, d’altronde basta vedere i numeri dei governi che abbiamo avuto in Italia:
⦁ Dal 1948 ad oggi: 65 governi in 71 anni di repubblica con 29 diversi presidenti del consiglio
⦁ Allarghiamo il campo, dal 1861 ad oggi: 130 governi in 158 anni di unità con 58 diversi presidenti

Numeri che mettono i brividi, e fanno anche un po’ di imbarazzo. Numeri che confermano perché l’Italia è ferma da sempre. Il parlamentarismo – chiaro la forma di governo non è causa di tutti i mali, però parte importante – è una forma intrinsecamente instabile e continuamente soggetta agli equilibri dei partiti, di palazzo, delle leggi elettorali che disegnano diversi risultati ogni elezioni.

È normale aver avuto la media di un governo all’anno, se dopo ogni elezione dei partiti che la pensano in modo diametralmente opposto devono unirsi per tentare di governare il paese, ed una volta coalizzati? Chiaro che non può esistere una visione comune, se sono opposti hanno due idee di Italia diversa.

Credere nel federalismo

Il punto è che qualcuno deve avere il coraggio di mettere in discussione la costituzione in tutta la sua seconda parte dall’articolo 55 al 138. Trasformare questo paese e renderlo moderno, efficiente, federale e presidenziale

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