Un caffè con… Andrea Mandelli

di Nello Simonelli

Per questa ottava puntata di “Un caffè con…”, siamo in compagnia dell’onorevole Andrea Mandelli, Deputato di Forza Italia e presidente della Federazione Ordini Farmacisti Italiani.

In primis la ringrazio per il suo tempo, onorevole, so che gli impegni sono tanti ma lei ha trovato il modo per essere presente”

Grazie a te ed ai ragazzi di Giovani A Destra e Avanti Italia per questo confronto, cominciamo pure”

– Onorevole Mandelli, per lei non è la prima legislatura in Parlamento. Vista la sua esperienza, cosa è cambiato nella dialettica parlamentare in seguito all’ascesa al Governo di Movimento 5 Stelle e Lega?

Purtroppo nelle ultime legislature abbiamo assistito al costante svilimento del ruolo del Parlamento, con la compressione del dibattito e sistematici abusi nel ricorso alla fiducia e alla decretazione d’urgenza. Questa tendenza, già avviata con gli esecutivi guidati dal Pd, oggi sta arrivando alle sue estreme conseguenze. Le criticità di una maggioranza profondamente divisa al suo interno stanno portando a ‘blindare’ le misure che arrivano in Aula: una volta raggiunto un faticoso accordo tra Lega e M5S su un provvedimento, quel testo non viene più modificato. Nel migliore dei casi, è solo un ramo del Parlamento a poter intervenire sulle norme, mentre l’altro è costretto al mero ruolo di ratificatore. Si è arrivati ad un monocameralismo di fatto, figlio di una coalizione di governo litigiosa e con diverse visioni del Paese. Tutto questo, a scapito dei diritti delle opposizione e della qualità degli interventi legislativi.

– Forza Italia ha al suo interno un nutritissimo movimento giovanile. Riusciranno i ragazzi a farsi strada, partendo dalle amministrazioni locali, o saranno sempre messi in secondo piano da quelli che anche il Presidente Berlusconi ha definito “parrucconi”?

Forza Italia ha sempre valorizzato innanzitutto il merito. Questo per noi è un requisito imprescindibile, il che significa che i giovani capaci e volenterosi troveranno sempre spazio. Moltissimi ragazzi che militano nel nostro partito sono amministratori locali capaci e apprezzati. Ma va fatta attenzione a non considerare il giovanilismo come un valore assoluto: il Movimento 5 Stelle, che ha fatto del rinnovamento della classe politica una sua cifra distintiva, oggi si caratterizza per impreparazione e incompetenza. Perciò se è doveroso consentire ai nostri giovani di emergere, è altrettanto necessario che ad andare avanti siano i più preparati e meritevoli. Il Presidente Berlusconi ha sempre saputo dare ai giovani migliori la giusta valorizzazione.

– Nelle sue attività parlamentari, più volte, anche come Primo Firmatario, Lei ha presentato proposte di legge, come la AC 592 (Disciplina dell’attività di tatuaggio e piercing) e la AC 776 (Disposizioni concernenti il trattamento dei dati raccolti dal mondo reale nell’ambito sanitario e delega al Governo per la disciplina dell’accesso e dell’uso dei medesimi), che denotano grande interesse per il mondo della sanità e della ricerca. L’Italia, in questi due settori, è competitiva nei confronti del resto dell’Unione Europea?

L’Italia ha grandi eccellenze in campo medico e in quello della ricerca. Ci sono ottime strutture nel Paese che ci rendono assolutamente competitivi. Siamo tra i più importanti produttori farmaceutici d’Europa e il contributo scientifico del nostro Paese è innegabile. Per questo motivo avevamo sostenuto con forza l’obiettivo di portare l’Ema in Italia; la sconfitta della candidatura di Milano è stata una beffa.

Il nostro sistema sanitario è stato ed è anche un importante ammortizzatore sociale, garantendo l’accesso alla salute a tutti, pure in periodi di grave crisi economica. Ci sono criticità note, come il nodo delle liste d’attesa, e sfide da affrontare, come quelle dei farmaci innovativi e delle nuove tecnologie. Per questomanterremo sempre alta l’attenzione sulle politiche del governo: la spesa sanitaria va concepita come un investimento sulla salute dei cittadini.

– Elezioni Europee alle porte, in molti configurano un’ascesa dei sovranismi e dei populismi. Come vede l’Europa nel post elezioni e, soprattutto, riuscirà a colmare quella distanza dai cittadini che oggi la fanno percepire come un ente unicamente burocratico?

I movimenti populisti sono quelli che fanno più rumore perché cavalcano sentimenti di insoddisfazione e di indignazione e parlano alla pancia della piazza. Si cerca di far leva su chi è insoddisfatto, arrabbiato o deluso, proponendo un cambiamento che spesso non viene davvero dettagliato. Per quanto riguarda il capitolo Ue, c’è sicuramente da lavorare e molto. Come non manca di evidenziare spesso il presidente Berlusconi, questa Europa deve cambiare, deve essere più solidale, deve riavvicinarsi ai suoi cittadini ritrovando lo spirito dei Padri fondatori. L’Europa entra nelle nostre vite in maniera spesso invasiva, ponendo regole e chiedendo sacrifici. Ma il sogno europeo non era questo: era una grande unione di popoli per rispondere al meglio alle sfide del futuro. La nostra idea di cambiamento dell’Europa va in questa direzione e, anche grazie alla generosa candidatura di Silvio Berlusconi, siamo determinati e certi di poter realizzare quest’idea di un’Unione europea che non sia solo burocratica.

– TAV si, TAV no: dietro questa scelta si erge l’abissale differenza ideologica tra liberismo e assistenzialismo di Stato. Se potesse decidere Lei, come si pronuncerebbe?

Non credo ci sia alcunché da scegliere. Il Tav è crescita, sviluppo, modernità, occupazione. Ci sono accordi internazionali ratificati dal Parlamento per realizzare l’opera. La decisione è stata presa a suo tempo e senza dubbio la posizione favorevole espressa dall’Italia è stata, è e continuerà ad essere quella giusta. Tornare indietro significherebbe mortificare le aspettative dei territori e degli imprenditori, compromettere 50 mila posti di lavoro ed esporre il Paese al ritiro dei fondi europei già stanziati oltre che ad una pioggia di contenziosi. E c’è un fattore non quantificabile che riguarda il discredito europeo di fronte a quella che sarebbe una chiara dimostrazione di inaffidabilità. Questo è un dato che va ben al di là della valutazione costi-benefici.

Tempus fugit ed è ora di tornare ognuno alle proprie incombenze. Grazie mille per il suo tempo, onorevole”.

Di nulla e mi raccomando: formatevi e sviluppate nuovi contenuti e competenze, voi ragazzi avete nelle mani il futuro di questa Nazione”. 

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