Un caffè con… Alessandro Cattaneo

di Nello Simonelli

Per questa nona edizione di “Un caffé con… “, davanti a me, oltre ad un caffè ma, c’è l’onorevole Alessandro Cattaneo, sindaco di Pavia a 29 anni, ex Presidente ANCI ed oggi Deputato di Forza Italia.

N: Onorevole, grazie mille per il suo tempo.
A: Figurati, grazie a te per questa occasione di rapportarmi direttamente col mondo giovanile. Sono pronto, cominciamo pure.

N: Onorevole, lei all’interno dell’organigramma di Forza Italia è responsabile della formazione politica dei giovani. Quanto è importante tornare ad educare i ragazzi ad una politica che sia responsabile e contenutisticamente importante?
A: È fondamentale educare le future generazioni a costruire per sé e per gli altri una coscienza politica determinata e oggettiva. In una fase politica come quella che stiamo vivendo, dove conoscenza, merito e competenza hanno lasciato spazio a improvvisazione, incompetenza e populismo formare i giovani, insegnare loro le radici del ‘buon governo’ , indirizzarli su cosa è giusto e cosa sbagliato nell’azione di governo, mostrare loro li orizzonti perseguibili se determinati da una piena consapevolezza delle proprie capacità e aspirazioni è un dovere morale prima che politico.

N: Lei è stato Sindaco di Pavia a soli 29 anni, per cui è molto vicino alla realtà delle amministrazioni comunali. Quanto è importante portare i ragazzi, troppo spesso abituati agli slogan politici, a confrontarsi con l’Amministrazione delle proprie città e quindi agli iter procedurali della politica?
A: I giovani d’oggi hanno troppa poca dimestichezza con gli iter procedurali e le direttive implicite delle amministrazioni locali. E questo è un errore. Perché la politica, quella vera, si fa sul territorio, si fa nel piccolo dei municipi, dei comuni, delle tantissime realtà territoriali motore autentico dell’attività politica anche a livello nazionale. È proprio in queste realtà che si tocca con mano quella che Cicerone, nel suo trattato politico de re publicadefiniva res publica , ossia “cosa del popolo. E il popolo non è un qualsiasi aggregato di gente, ma un insieme di persone associatosi intorno alla condivisione del diritto e per la tutela del proprio interesse”. In questo senso lavoro affinché la ‘cosa pubblica’ torni ad essere oggetto di studio e ambizione giovanile.

N: Le elezioni europee sono alle porte, molti vedono un’ascesa di sovranismi e populismi. Lei come vede la nuova Europa e, soprattutto, la immagina come più vicina a quei cittadini che oggi la vedono tremendamente distante e burocratica?
A: L’Europa di oggi non è più l’Europa immaginata e sognata dai padri fondatori, mi riferisco a De Gasperi, Schuman , Adenauer . È un’Europa che ha perso i valori fondanti trasformandosi nell’Europa dei burocrati, dei contabili, dell’austerità inutile. È un’Europa da riformare e stravolgere al grido di: più Italia in Europa e meno Europa in Italia. Come ha ribadito in più occasioni il presidente Berlusconi bisogna passare dal sovranismonazionale al sovranismo europeo, mettere insieme tutte le forze militari europee in modo che possano sedersi allo stesso tavolo, insieme alle altre potenze militari, per decidere il destino degli altri popoli.

N: TAV si, TAV no: da amministratore cittadino e poi da politico nazionale, quale è il suo punto di vista?
A: Sulla Tav stiamo assistendo ad uno spettacolo indecoroso e inaccettabile da parte del governo. La Torino-Lione è un’opera strategica per il Paese si deve fare, senza tentennamenti e compromessi al ribasso. La sceltadi questo governo targato 5stelle è una scelta ideologica che non ha nulla a che fare con analisi costi-benefici fasulle. D ire Sì alla Tavsignifica indicare che visione di Paese si ha in mente, significa dire Sì al lo sviluppo, Sì al progresso, Sì a un’Italia inclusa e non isolata, significa dire Sì al futuro: e ci batteremo per questo ovunque e comunque.

N: Si parla di regionalismi ed autonomie: è un’occasione per la Nazione o un ulteriore passo verso quella contrapposizione Nord/Sud che non è mai stata risolta, in fin dei conti, dall’Unità d’Italia?
A: Il tema dell’Autonomia differenziata è un tema estremamente virtuoso perché si è chiamati tutti ad amministrare secondo parametri di efficienza: tanto al Nord quanto al Sud. Rivendico fortemente un discorso di buona prassi amministrativa che solo attraverso un federalismo sostenibile può essere attuato. Si parta quanto prima dalle regioni che si sono espresse già a favore con il voto referendario. È una semplice questione di buon senso e buon governo appunto.

N: Onorevole, la ringrazio ancora per il tempo dedicatomi. Vuole aggiungere un’ultima cosa?
A:Si. Vi aspetto nei prossimi eventi di formazione, sono occasioni da non farsi scappare. Ed il caffè, ovviamente, lo offro io”.

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