ONG: Salvini di nuovo nel mirino

di Paolo Muttoni

Ci risiamo, l’ennesima nave delle ONG ha contravvenuto ad ogni ordine Libico ed italiano ed ha caricato 50 disperati entrando nella acque territoriale Italiane.

Salta subito all’occhio questo sbarco ad orologeria visto che domani in Senato si voterà sul caso Diciotti e per l’autorizzazione a procedere contro Salvini, che si voglia far litigare il governo su questo proprio oggi?

Una chiara sfida a Matteo Salvini

Tuttavia abbiamo una novità rispetto alle situazioni precedenti, questa volta la ONG “Mare Jonio” è italiana, però ha palesemente infranto l’ordine della Guardia della finanza di non entrare in acque territoriali italiane, inoltre come si vede benissimo dalla foto, la “Nave” è andate a prendere queste povere persone davanti alla Libia, facendo subito rotta verso l’Italia, ignorando completamente la Tunisia, un paese che non mi sembra distrutto dalla Guerra. È chiara la sfida a Matteo Salvini.

Strategia di contro propaganda

Si, Purtroppo la questione è diventata questa, distruggere l’immagine del ministro dell’interno usando le persone, caricandole su navi che evidentemente non sono omologate per essere “Abitate” e portarle davanti alle coste italiane, e far cominciare il teatrino, legittimando il tiro al bersaglio contro il ministro brutto e cattivo. È chiaro come questa sia la tratta degli Schiavi del terzo millennio, ed è una sfida da non perdere assolutamente, perché c’è in gioco qualcosa in più che la sopravvivenza del governo italiano. Abbiamo di fronte una sfida che i Romani, con le dovute proporzioni, persero. Tuttavia nella nostra epoca tutto questo processo di “Migrazione controllata” è regolamentato da organismi internazionali di cui fanno parte paesi che fino all’altro ieri erano coloni in quelle terre africane depredando le loro ricchezze ed ora controllano i governi fantoccio, fregandosene completamente del benessere di quei popoli.

Basterebbe investire, come i cinesi stanno facendo, in infrastrutture in tutta l’africa e nessuno scapperebbe più. Però questo è un argomento più grande.

Il punto però è chiaro, nel mirino abbiamo il nostro ministro dell’interno, e non siamo più nel 900 quando le persone si eliminano fisicamente, ora si utilizza la magistratura, la gogna mediatica e si mette ogni questione sul personale

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