«Faccio strage»: dirotta scuolabus con 51 ragazzi, atti di follia a San Donato Milanese

di Leandro Castelli

Ousseynou Sy, cittadino italiano dal 2004 ma nato in Francia con origini senegalesi, è stato arrestato dopo aver sequestrato e dato fuoco uno scuolabus con dentro 51 studenti (tutti salvi).
L’uomo in passato ha già avuto precedenti penali per guida in stato di ebbrezza e violenza sessuale.
Nel pomeriggio del 20 marzo, Ousseynou ha sequestrato il pullman e minacciato di uccidersi dicendo che voleva farla finita e che vanno fermate le morti in mare.
L’uomo èaccusato di sequestro di persona, strage, incendio e resistenza.

Integrazione fallace

Un lato molto inquietante riguarda lo stato civile dell’attentatore: questo era sposato con una donna italiana e lavorava, quindi si poteva ritenere una persona integrata nella società, ma dopo l’atto di follia sorgono spontanee alcune domande: avere la cittadinanza italiana e un lavoro, si possono ritenere come condizioni sufficienti per essere integrato nella società?
Tutte le persone che arrivano dall’estero, nonostante la cittadinanza e il lavoro, vogliono davvero integrarsi?
Queste domande sorgono spontanee perché la sinistra negli ultimi anni ci ha raccontato la favoletta che per far integrare le persone bastava la cittadinanza italiana e il lavoro, quando, e i vari attentati in Europa lo dimostrano, non è assolutamente vero.

Un altro dubbio che mi sorge è perché è stato dato il lavoro di autista dei pullman con precedenti di guida in stato di ebbrezza e violenza sessuale, quando ci sono persone incensurate che cercano lavoro.

Quello che è successo oggi fortunatamente non ha avuto un finale tragico, però è un piccolo segnale che ci fa capire che qualcosa all’interno del tessuto sociale si sta da tempo logorando.

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