Che cos’è il Corpus Iuris Civilis? – Breviario di storia giuridica

Di Albrizio Fedele
Curato da Manuel La Placa (resp. rubrica DIKE)

Il Corpus iuris civilis è la raccolta normativa e giurisprudenziale di diritto romano voluta dall’imperatore romano d’Oriente Giustiniano per cercare di riordinare il sistema giuridico dell’impero Bizantino.

Corpus Giustinianeo

Il Corpus Giustinianeo ha rappresentato per secoli la base del diritto comune europeo, ossia quella esperienza giuridica che ha le sue radici nel continente europeo dall’undicesimo secolo fino alle codificazioni del 1800. L’unico Stato europeo escluso è l’Inghilterra, il cui sistema, denominato Common Law, si sviluppa sin dalle origini senza particolari influenze del diritto romano. L’opera ha origine poco dopo l’ascesa dell’imperatore Giustiniano e viene sviluppata fino alla sua morte. La ricerca, la selezione del materiale e la compilazione dell’opera vengono affidati ad una commissione composta da giuristi, suddivisa a sua volta in tre sottocommissioni aventi l’incarico di raccogliere le opere degli autori appartenenti ai tre generi letterari della giurisprudenza, tra gli artefici di maggiore fama risalta particolarmente Triboniano.

L’applicazione viene limitata ai territori dell’Italia meridionale posti sotto il dominio bizantino, mentre l’opera è stata oggetto di un tentativo di rielaborazione da parte della Scuola giuridica della città di Bologna durante il dodicesimo secolo ed in contrasto con le leggi barbariche in vigore all’epoca.
Durante il Basso Medioevo una copia delle Pandette (una parte dell’opera) è conservata ad Amalfi, fino al furto della stessa per opera dei Pisani, conquistatori dell’isola. A partire dal dodicesimo secolo viene conservata quindi a Pisa, per poi essere trasferita definitivamente a Firenze, a seguito della sconfitta dei pisani per mano dei fiorentini.

Il Corpus iuris civilis

Il Corpus iuris civilis, dunque, è una delle più importanti opere dell’età post-classica e della storia del diritto romano comunemente chiamata come età del dominato, ciò nonostante si tratti di un periodo in cui
la giurisprudenza attraversa una grave crisi.
La suddetta raccolta è divisa in quattro parti, in ordine di compilazione temporale.

Le Institutiones di Giustiniano sono un’opera a scopo didattico suddivisa in quattro libri e materialmente l’opera è stata realizzata dal già richiamato Triboniano, da Teofilo e da Doroteo, tre giuristi molto importanti ai quali l’Imperatore affida l’incarico di redigere un testo elementare, destinato agli studenti delle scuole di diritto dell’impero, che viene poi pubblicato il 21 novembre del 533 entro la Costituzione Imperatoriam. I giuristi usano come fonti di ispirazione per redigere l’opera le Istituzioni di Gaio la cui suddivisione viene ripresa nella struttura del nuovo testo il quale, nel particolare, si occupa di persone fisiche (Personae), successioni e proprietà (Res), obbligazioni da atto illecito (Obbligationes) e del diritto criminale (Actiones). Ogni libro è suddiviso in titoli con una propria rubrica.

Il Digesto

La seconda parte dell’opera, quella più corposa, è il Digesto.
Si tratta di una compilazione di 50 libri comprensiva di frammenti di opere di vari giuristi. La parola Digesto, infatti, deriva dal latino “digerere” che indica una disposizione degli argomenti in modo ordinato e dal greco “Pandette” per indicare la completezza della raccolta. L’elaborato vede la luce il 15 dicembre del 530, data in cui Giustiniano dà l’incarico a Triboniano di redigere un’opera riguardante la secolare giurisprudenza romana: questi si avvale di una commissione composta da giuristi ed avvocati al fine di una proficua selezione del vastissimo materiale giurisprudenziale, il cui obiettivo è apportare le modifiche necessarie ai testi giuridici al fine di eliminarne le contraddizioni. Vengono punite le rielaborazioni della legge e in compenso sono ammesse le traduzioni in lingua greca, visto il loro carattere innocuo. Entro tre anni il lavoro viene terminato, nonostante la mole del materiale giuridico da trattare.
Ancor oggi il Digesto è oggetto di studio degli studenti delle facoltà di Giurisprudenza, solitamente al quarto anno di corso poiché l’opera tratta argomenti molto rilevanti nel campo del diritto come ad esempio la proprietà, il diritto di famiglia, le successioni testamentarie e parla, inoltre, in maniera approfondita delle obbligazioni.

La storia

La terza parte, quella più controversa, è il cd.Codice Giustinianeo, inteso come una raccolta di costituzioni imperiali, della quale sono state redatte due edizioni.
La prima, del 529 e composta da una commissione di dieci membri tra i quali un docente di diritto, è andata perduta e si pensa si trattasse di un ampliamento del Codice Teodosiano.
Entrata in vigore tale versione a metà aprile del 529, Giustiniano, accortosi della mancanza di alcune leggi e della presenza di molte norme considerate obsolete, ordina di aggiornare l’opera e la nuova versione viene pubblicata nel 534 .
Tale versione è l’unica giunta fino ai giorni nostri ed è composta da 1600 costituzioni pre-giustinianee ordinate in modo cronologico e suddivise per argomenti: diritto canonico, privato, penale ed amministrativo.

Le Novelle Constitutiones

La quarta ed ultima parte, le Novelle Constitutiones, comprende le costituzioni imperiali emanate dall’imperatore Giustiniano dal 535 fino alla propria morte, avvenuta nel 565. Si tratta di nuove costituzioni rispetto a quelle contenute nel già citato Codice, che Giustiniano voleva raccogliere in un’unica edizione. Tuttavia, l’imperatore morirà prima di vedere completata questa iniziativa.
Il tutto viene affidato alla gestione da parte di privati che dividono il testo in tre sotto-opere.

In conclusione si può dire che l’imperatore Giustiniano ha tentato di redigere un’opera da considerare all’avanguardia per l’epoca.
Le legislazioni moderne, perciò, hanno pieno diritto di prendere spunto dall’ingegno dell’epoca e dalla vastità del Corpus iuris civilis per cercare di proiettare il diritto dei nostri tempi nel futuro.

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