Il PD esponga pure la bandiera UE, il tricolore lo sventoleremo noi!

di Manuel Massimiliano La Placa

Non sorprende la presa di posizione di questi giorni del PD che, seguendo pedissequamente i consigli del proprio ispiratore Romano Prodi, in vista delle prossime elezioni europee lancia la campagna per esporre su ogni balcone non la bandiera nazionale, bensì quella dell’Unione Europea.
Pur con il rispetto dovuto alle istituzioni internazionali e comunitarie, non si tratta certo di una mossa particolarmente felice dal punto di vista simbolico, visto quel che attualmente rappresenta nell’immaginario collettivo l’attuale sistema istituzionale e burocratico europeo.

Ormai lontano dai reali problemi del quotidiano, testimonianza ne sono gli sconfortanti dati elettorali degli ultimi anni, il Partito Democratico sublima la propria crisi di idee con una iniziativa che ne pone in evidenza tutti i limiti e tutte le crepe, snobbando persino a livello d’immagine la dimensione nazionale per proiettarsi non si sa bene verso quale vaga direzione.
Perché l’Europa propugnata dalla Sinistra non è né quella confederazione di Stati sovrani che, condivisibile o meno, rappresenterebbe un progetto di superamento dell’attuale assetto burocratico comunitario, né un modello seriamente alternativo a quel regime di austerity che finora ha illuso e poi deluso fortemente gli italiani con l’ampio sostegno proprio dei partiti socialdemocratici.
Il PD, in sostanza, si limita ad abbozzare qui e là qualche slogan volto al cambiamento interno dell’Europa, salvo poi farne proprio lo stile proponendo per l’ennesima volta ricette imprecise, invocando gli Stati Uniti d’Europa senza saperne spiegare nemmeno i fondamenti e mettendo la testa sotto la sabbia dinnanzi alla necessità di approcciare in modo credibile la questione immigrazione.
Ma, in realtà, quel che maggiormente colpisce è la pressoché totale fumosità del concetto stesso di Europa che sembra albergare in casa PD, che viene percepita quasi come un monolite indecifrabile, un contenitore vuoto dentro al quale non si capisce che cosa dovrebbe essere inserito ma che però, al contempo, vede la presunzione di potersi sganciare semplicisticamente dagli Stati che ne hanno costituito le fondamenta senza averne minimamente compreso i valori e, innegabilmente, i problemi sottesi.
Prima di fare voli pindarici ed occuparsi di dimensioni sovranazionali, il partito di Zingaretti, Renzi e Prodi farebbe meglio a ripartire dai problemi concreti del proprio popolo, anziché continuare a sorvolarli.

Prendiamo atto dell’ennesima occasione persa a Sinistra, quindi, e per ogni bandiera europea che il PD chiederà di sventolare vorrà dire che risponderemo facendo sfoggio del nostro tricolore, non certo per dileggio verso le istituzioni o verso la stessa idea d’Europa ma, anzi, proprio per ricordarci che il nostro essere europei discende, sopra ogni cosa, dal nostro essere, prima di tutto, italiani.

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