Uyoku Dantai: il riemergere del nazionalismo giapponese

di Franz Bertagnolli



In un mondo che sempre di più si avvia al multipolarismo internazionale, l’Asia sta assumendo un’importanza sempre più crescente, vista l’ascesa della Cina a potenza globale e alla corsa al nucleare coreana. Il Giappone, vista la sfida rappresentata dai nuovi scenari internazionali, si trova dover ritornare sulla scena internazionale, ma al tempo stesso a fare i conti con lo spettro del nazionalismo, dormiente ma mai spento.
I più attivi sostenitori della rinascita del nazionalismo giapponese, nella sua versione più aggressiva, sono rappresentati dagli Uyoku Dantai 右翼団体? lett. “gruppi di destra” gruppi politici di estrema destra: sono estremamente frammentati sia a livello ideologico che a livello organizzativo, tuttavia questi gruppi sono accumunati da alcune posizioni comuni.
Primo fra tutti il Kokutai Goji, ossia la conservazione dei caratteri fondamentali della nazione, a cui si somma un forte l’anticomunismo, con la conseguente ostilità nei confronti di Cina e Corea del Nord. Negano o minimizzano il ruolo dell’esercito e delle autorità giapponesi nei crimini di guerra commessi durante la seconda guerra mondiale, come il massacro di Nanchino, gli esperimenti dell’Unità 731 e le Comfort Woman. Sostenitori dell’irredentismo verso i territori persi a seguito della guerra, quali le Curili e Sakhalin e a favore della difesa delle isole Senkaku contro le rivendicazioni cinesi, sono accumunati dall’odio per coreani e cinesi specie quelli immigrati in Giappone. Si fanno promotori di iniziative volte a glorificare l’operato dell’esercito giapponese, è centrale il ruolo dei soldati sepolti nel santuario di Yasukuni, definiti martiri dell’era Showa, e supportano il revisionismo storico di quel periodo.

Gli Uyoku Dantai sono noti per il loro furgoncini di propaganda noti come Gaisensha.Solitamente questi furgoncini sono dotati di altoparlanti per la diffusione di messaggi patriottici e sono decorati con bandiere giapponesi di vario tipo tra cui la bandiera imperiale giapponese e scritte propagandistiche. Gli Uyoku Dantai spesso inscenano proteste di fronte alle ambasciate di Cina, Corea del Sud ,Russia e più raramente degli USA.
Gli Uyoku Dantai non sono un fenomeno moderno, ma radicato nella storia giapponese, ben prima della seconda guerra mondiale: L’Aikokusha ( Società di Patrioti), venne fondata nel 1928 da Ainosuke Iwata. Le attività dell’Aikokusha consistevano in propaganda anticomunista e indottrinazione dei giovani nei villaggi rurali. Il 30 novembre 1930 uno dei loro membri sparò al primo ministro Hamaguchi Osachi con l’intenzione di assassinarlo. Il gruppo più antico può essere considerato il Genyosha (Società dell’Oceano Nero), una società ultranazionalista originata da una società di ex samurai con l’obbiettivo di ripristinare il sistema feudale. Furono coinvolti in atti terroristici come il tentato assassinio di Okuma Shigenobu nel 1889.Crearono una vasta rete di spionaggio e di crimine organizzato in tutta l’Asia orientale e favorirono l’espansionismo giapponese. Fu costretta a sciogliersi dopo la sconfitta del Giappone nella seconda guerra mondiale.


Questi gruppi non erano localizzati solo sul territorio nazionale ma anche nei territori posti sotto l’influenza giapponese, come ad esempio la Società del Drago Nero (kokuryukai), un influente gruppo paramilitare formatosi nel 1901 inizialmente con lo scopo di scacciare la presenza russa dall’Asia. Diressero reti spionistiche in Corea, Cina, Manciuria e Russia. Si espansero in tutto il mondo nei decenni successivi e diventarono una piccola ma molto influente formazione ultranazionalistica negli ambienti politici ufficiali.
Con la sconfitta e la successiva occupazione americana, i gruppi nazionalisti giapponesi sono inizialmente ripiegati con attività di natura culturale attraverso la Daitōjuku (Grande Scuola Orientale), un’accademia culturale fondata nel 1939, che dirige tutt’ora corsi correlati allo Shinto e di arti tradizionali giapponesi quali il Karate e Waka (poesia). Ha condotto diverse battaglie quali la restaurazione del Giorno della Fondazione Nazionale a Giorno dell’Impero (kigensetsu) e il ripristino delle ere giapponesi come calendario giapponese ufficiale.
I nazionalisti e molti ex soldati costituirono il Grande Partito Patriottico Giapponese (Dai-nippon aikokuto) fondato nel 1951 da Satoshi Akao: il partito sosteneva la statalizzazione delle industrie e l’Imperatore come decisore principale, insieme al bisogno di un’alleanza tra Giappone, Corea del sud e USA in funzione anticomunista contro Cina Popolare e Corea del Nord. Celebri furono i loro furgoncini che esponevano la bandiera a stelle e strisce americana accanto alla bandiera giapponese. Un ex membro del partito Otoya Yamaguchi fu il responsabile dell’assassinio del capo del partito socialista giapponese Inejiro Asanuma nel corso di una riunione televisiva nel 1960.
I nazionalisti che rigettavano il filoamericanismo, costituirono nel 1972 l’Issuika un nuovo movimento che considerava il governo giapponese un fantoccio USA e sostiene l’indipendenza completa. Auspica la creazione di un nuovo ONU basandosi sul fatto che quello esistente sia un relitto della seconda guerra mondiale. L’Issuikai è stata ferocemente contraria alle politiche unilaterali dell’amministrazione Bush in materia di guerra in Iraq e protocollo di Kyoto.


Non secondario è l’utilizzo da parte della mafia giapponese, le Yakuza, che usano gli Uyoku Dantai come copertura per le loro attività illecite e di conseguenza diversi gruppi Uyoku Dantai sono paravento di clan Yakuza. Tra questi vi è Nihon Seinensha (Società Giovanile Giapponese)
Uno dei gruppi più grandi con circa 2000 affiliati. Fondata dalla Sumiyoshi-Ikka nel 1961. Dal 1978 i suoi membri hanno costruito due fari e un tempio Shinto sulle isole Senkaku un gruppo di isolette rivendicate da Cina, Giappone e Taiwan. Nel giugno 2000 due membri della società hanno attaccato gli uffici di una rivista che pare abbia pubblicato un articolo irrispettoso nei confronti della Principessa Masako. Altra fazione nazionalista, il Nihon Komintō (Partito Popolare Giapponese dell’Imperatore) era affiliato al clan yakuza della Inagawa Kai e nell’Aprile del 2004 un bus appartenente al gruppo speronò danneggiandoli i cancelli del consolato cinese a Osaka.
L’esempio più consistente di questa collaborazione è costituito dalla Federazione Internazionale per la Vittoria sul Comunismo (Kokusai Shōkyō Rengō), fondata in Corea del Sud e in Giappone nel 1968 dal coreano Sun Myung Moon. Il capitolo giapponese dell’organizzazione fu fondato a seguito dell’incontro tra Moon e Ryōichi Sasakawa un uomo d’affari e ultranazionalista giapponese e Yoshio Kodama una figura importante del crimine organizzato giapponese. Questi due personaggi, entrambi sospetti di essere coinvolti in traffici di droga con la Cina durante la guerra, diressero l’organizzazione. Nel 1969 si impegnarono per chiudere l’Università Coreana che era diretta dall’organizzazione filo nordcoreana Chongryon. Nel 1971 organizzò scioperi della fame per fermare il riconoscimento ufficiale della Repubblica Popolare Cinese. Il gruppo è a favore di un Giappone dotato di armi nucleari e solidarietà nei confronti della Corea del Sud e degli USA.
Alcuni gruppi minoritari si sono resi protagonisti di atti di violenza politica: il Seikijuku (Società dei Sani Pensatori), un gruppo basato nella Prefettura di Nagasaki e fondato nel 1981. Si è reso responsabile di diverse azioni violente tra cui il tentato omicidio nel 1991 del sindaco di Nagasaki colpevole di aver detto che la seconda guerra mondiale sia stata causata dall’imperatore Hirohito. Il Yūkoku Dōshikai un altro partito nazionalista, che fu responsabile dell’incendio della casa di Ichiro Kono, politico liberale, nel 1963. I membri erano armati di katana e armi da fuoco, presero otto ostaggi e si barricarono nella Federazione Commerciale Giapponese nel 1977.
Controverso è il legame tra esponenti dei partiti istituzionali e questi gruppi nazionalisti: causò lo scandalo la divulgazione di foto di Kazunari Yamada, leader del Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Giapponese (Kokka Shakaishugi Nippon Rōdōsha-Tō) partito inneggiante al nazionalsocialismo tedesco, assieme a esponenti politici di alto rango quali la ministra Sanae Takaichi e l’attuale ministro della Difesa Tomomi Inada anche se i politici chiamati in causa hanno negato ogni legame con Yamada e il suo partito.


Tutt’oggi il legame tra esercito e nazionalisti è evidenziato dalla presenza di gruppi come il Ganbare Nippon (Resisti Giappone! Comitato d’Azione Nazionale), gruppo fondato il 2 febbraio 2010 e presieduto dall’ex capo delle Forze Aeree di Difesa Nazionale Toshio Tamogami che dirige il gruppo sin dalla fondazione. A seguito del tentativo effettuato da attivisti di Hong-Kong di sbarcare sulle isole contese delle Senkaku il gruppo è sbarcato sulle isole e ha issato la bandiera giapponese.
Il fenomeno degli Uyoku Dantai può essere interessante per capire il Giappone contemporaneo dato che il Giappone e i suoi leader all’infuori delle scuse di convenienza non hanno mai tracciato un solco netto tra l’Era Showa, ossia il regno dell’imperatore Hirohito che ha guidato il Giappone prima durante e dopo la seconda guerra mondiale fino alla sua morte avvenuta nel 1989.Il risorgere di un nazionalismo istituzionale come quello promosso dai governi di Koizumi in poi pone delle domande tra la reale distanza di essi e le politiche di risveglio nazionale Giapponese.

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