Tutti eroi, non per i media italiani però

di Andrea Alma.

Sono passati quattro giorni dalla tentata strage avvenuta a San Donato Milanese, l’artefice si chiama Ousseynou Sy, senegalese di 47 anni ma con cittadinanza italiana dal 2004. Il dirottamento è stato sventato dall’Arma dei Carabinieri che hanno coraggiosamente speronato l’autobus e una volta rotti i finestrini hanno fatto irruzione facendo scendere i giovani ragazzi. Il pronto intervento dei Carabinieri è da attribuire alla chiamata di un coraggioso ragazzo egiziano di nome Ramy che nonostante le intimidazioni di Ousseynou si è rifiutato di consegnare il cellulare, e proprio da quel telefono partirà la chiamata al 112.

Oltre a Ramy si è distinto anche un giovanissimo italiano, Niccolò Bonetti. La sua voce è stata completamente cancellata dai media italiani in modo da alimentare la propaganda immigrazionista e far riemergere il tema dello Ius Soli. Queste sono le parole di Niccolò rilasciate alla trasmissione radiofonica “Un giorno da pecora” in onda su Rai Radio 1:

«Il terrorista, io lo chiamo così (l’autista senegalese Ousseynou Sy, ndr) ha chiesto di avere qualcuno vicino a lui, e ha iniziato a spargere benzina. Poi è andato a prendere un ostaggio e ne ha chiesto un altro: se nessuno si fosse presentato minacciava di fare esplodere l’autobus. In un momento di panico, coi miei compagni agitati – ha raccontato lo studente – ho deciso di andare lì ed offrirmi volontario».

Di Niccolò non ne parla nessuno, il nome non è dell’etimologia giusta per promuovere una nuova campagna denigratoria contro il governo e contro chi non accetta lo Ius Soli.

C’è un terzo eroe a San Donato Milanese, è Riccardo, un altro nome cancellato dai media perché italiano. Riccardo si tolse le fascette con le quali era legato e recupera il telefono del compagno Ramy, in un intervista rilasciata al Corriere racconta l’accaduto:

“Un mio compagno, Rami, aveva nascosto il cellulare, ha fatto le prime chiamate al 112”, evidentemente inutili. Ad un certo punto gli è caduto per terra, senza farmi vedere sono andato a raccoglierlo e l’ho passato ad Adam, dietro di me“.

Riccardo ha giocato un ruolo fondamentale, senza di lui probabilmente si sarebbe verificata quella catastrofe sventata per un soffio dalle forze dell’ordine e da questi tre ragazzi eroi che in virtù della loro collaborazione e coraggio hanno saputo avvertire Carabinieri e famiglie. Tutto ciò è avvenuto sotto le grida degli altri compagni (eroi pure loro) che strillavano a gran voce per far si che l’attentatore non sentisse la voce di Ramy parlare al telefono.

Ulteriori contestazioni sono sorte giorni dopo quando il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, dopo il polverone sollevato dai media italiani nei riguardi di Ramy e il suo desiderio che lo Ius Soli diventi legge in Italia, ha dichiarato:

“Questa è una scelta che potrà fare quando verrà eletto parlamentare, per intanto la legge sulla cittadinanza va bene così com’è.”

In seguito a questa dichiarazione la rete si è scatenata scagliandosi contro Salvini dicendo che se non otterrà la cittadinanza italiana non potrà frasi eleggere a parlamentare, ma le due frasi non coincidono: Ramy, se deciderà di fare domanda per ottenere la cittadinanza italiana, la otterrà al compimento del diciottesimo anno di età, l’età minima per essere eletto a parlamentare è di 25 anni. Se Ramy, un giorno, vorrà essere eletto in Parlamento potrà farlo tranquillamente senza nessun intralcio causato dall’attuale legislazione sulla cittadinanza. Con questa dichiarazione, (sicuramente poco diplomatica, come il suo personaggio d’altronde), Salvini ha voluto solamente sottolineare che non è assolutamente in programma un passaggio dallo Ius Sanguinis allo Ius Soli.

Tornando al punto di partenza, vorrei sorvolare tutte le polemiche sorte sucessivamente la tentata strage a San Donato Milanese elogiando tutti i 51 ragazzi che, tramite una cooperazione in cui si sono distinti per grande coraggio Ramy, Niccolò e Riccardo, hanno saputo avvertire Carabinieri e famiglie salvando le giovani vite di altri 48 ragazzi. Non facciamo distinzioni per nazionalità, mettiamo questi giovani tutti sullo stesso piano evitando strumentalizzazioni politiche e lasciando nell’anonimato altri giovani italiani, perché da questo avvenimento ne sono usciti tutti eroi.

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