#JeSuisMedievale: piccolo elogio del Medioevo

di Manuel Berardinucci

A Verona, dal 29 al 31 marzo, tutta la feccia retrograda, maschilista, sessista, omofoba e misogina, si radunerà per sputare, ancora una volta, il suo odio per le libertà individuali, i diritti civili e il laicismo. Questo è quello che gli adepti del politicamente corretto stanno divulgando con fervente convinzione. Falso. Semplicemente in quei giorni si svolgerà il Congresso Mondiale delle Famiglie, ideato negli anni 90’ da uno storico funzionario dell’amministrazione statunitense Reagan, Alan Carlson. Interverranno diverse personalità, del mondo conservatore, cattolico, tradizionalista, trattando il tema della famiglia, della crisi demografica, della sacralità della vita ecc. Eresie per la Moderna Inquisizione Politicamente Corretta. Quest’ultima, ogni qualvolta si prefigge di demonizzare un fenomeno, una tesi, un personaggio o un partito, sceglie una parola da affibbiare al nemico di turno. Stavolta i suoi seguaci hanno optato per “medievale” che, nella loro ignoranza o disonestà intellettuale, associano esclusivamente ad oscurantismo e arretratezza. Alt cari Compagni! Sappiate che nessuno di noi si offenderà ad essere apostrofato come “medievale” o inorridirà di fronte al pericolo imminente di ritorno ai Secoli Bui, che voi paventate una settimana sì e due no (nelle due in cui non lo fate, gridate che alle porte c’è il fascismo). Il motivo è presto detto: i Secoli bui, non erano così bui. E sinceramente siamo stufi di sentir parlare di Medioevo, come se fosse stato caratterizzato soltanto da roghi, guerre, peste e povertà. In primo luogo mi tocca segnalare che tre delle quattro piaghe prima citate, le ritroveremo anche nelle epoche successive, spesso, in maniera molto più violenta e disumana. In secondo luogo il Medioevo è stato il periodo, durante il quale, grazie alla forte influenza della tanto vituperata Chiesa Cattolica, si avrà una prima condanna della schiavitù in quanto tale, dopo che per secoli era stato considerato normale porre un uomo al pari di un oggetto. Basti pensare al concilio cattolico di Londra che vietò il traffico di schiavi (che riprenderà in Epoca Moderna) definendolo “nefarium negotium” (traffico infame) o al Liber Paradisus (testo di legge emesso dal Comune di Bologna con cui si proclamava l’abolizione della schiavitù e la liberazione dei servi della gleba).
Proseguendo poi nell’operazione di demitizzazione del falso storico di “Medioevo= Secoli bui”, mi basta citare Dante, Cimabue, la Scuola Poetica Siciliana, la maestosità delle Cattedrali, la chanson francese, l’arte romanica eccetera, eccetera, eccetera! Le Università! Lorsignori radical-chic, formatisi nelle più facoltose università, dovrebbero sapere che queste ultime si sono originate proprio nel Medioevo e proprio nelle chiese e nei conventi, in cui, attorno all’XI secolo, varie categorie di docenti e studenti iniziavano ad organizzarsi in corporazioni per la lettura e spiegazione di testi di varia natura. Vi è poi il complesso discorso delle Crociate che, per questioni logistiche non approfondirò, poiché sarebbe necessario un articolo a parte per il tema. Mi limiterò a citare “il più santo tra gli italiani, il più italiano tra i santi”, l’amato San Francesco che, dinnanzi al Sultano d’Egitto disse: “”Se il tuo occhio ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo lontano da te”. E, con questo, Gesù ha voluto insegnarci che, se anche un uomo ci fosse amico o parente, o perfino fosse a noi caro come la pupilla dell’occhio, dovremmo essere disposti ad allontanarlo, a sradicarlo da noi, se tentasse di allontanarci dalla fede e dall’amore del nostro Dio. Proprio per questo, i cristiani agiscono secondo massima giustizia quando vi combattono, perché voi avete invaso delle terre cristiane e conquistato Gerusalemme, progettate di invadere l’Europa intera, oltraggiate il Santo Sepolcro, distruggete chiese, uccidete tutti i cristiani che vi capitano tra le mani, bestemmiate il nome di Cristo e vi adoperate ad allontanare dalla sua religione quanti uomini potete. Se invece voi voleste conoscere, confessare, adorare, o magari solo rispettare il Creatore e Redentore del mondo e lasciare in pace i cristiani, allora essi vi amerebbero come se stessi”.
Se, alla luce di ciò, continuate a chiamarci medievali, non possiamo far altro che sorridere e rispondere con orgoglio che lo siamo. Perché, se per medievale si intende quanto ho appena citato, non vi è nulla di male. Se invece si intende un atteggiamento diverso dalla vulgata corrente in materia di famiglia, diritti civili e demografia, non vi è ugualmente nulla di male. Non ritengo collegate le due cose, poiché sarebbe solo la spiccata sensibilità religiosa di quel periodo a fungere da trait d’union tra i due concetti, ma, alla luce del fatto che chi di noi sposa certe tesi, spesso non lo fa per adesione confessionale, ma per laico buonsenso, decade pure questa ipotesi. Vi esorto dunque, con la fierezza di un medievale retrogrado, ad evitare tali imbarbarimenti del dibattito e certi toni inquisitori (quelli si che ricordano le ombre del Medioevo). #JeSuisMedievale

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