Lasciate stare Piazzale Loreto!

di Pasquale Ferraro


Viviamo oramai in un epoca distorta, in cui, grazie anche al lato più negativo dei social chiunque, ma proprio chiunque ha diritto di parola. Quanto suonano veritiere e profetiche quelle parole del Prof. Eco, quando tuonò che i social network “hanno dato il diritto di parola a legioni di imbecilli”. Di tutte le piazze, infatti, quella dei social è sicuramente la più infame, quella in cui la rabbia repressa e le aspirazioni deluse, vengono fuori, avvolte in un turbinio di ira e malvagità. Sono il luogo in cui si mettono in scena le gogne, i processi sommari, le minacce e in cui gli agnelli e le formichine timide nella vita reale diventano leoni, da tastiera, ma comunque sempre leoni. Ogni giorno ci viene servita una nuova polemica, fresca e più nefanda.
Questa volta è il turno della polemica Twitter tra l’attore comico Jim Carrey e Alessandra Mussolini.

IL CASO


Carrey, oramai è divenuto un commentatore attento della scena politica, è un altro alfiere della cultura Liberal, è un fiero oppositore del Presidente Trump e delle politiche di contrasto all’immigrazione clandestina. Probabilmente, infatti, non ha retto la notizia dell’assoluzione del Presidente Trump dal caso “Russiagate” e, per sfogare la frustrazione, ha preso in mano foglio e matita ha realizzato una macabra vignetta su Piazzale Loreto, una delle pagine più vergognose della Storia d’Italia.
In questo caso, non si tratta qui di essere Fascisti o Antifascisti, ma di essere semplicemente esseri umani; non si tratta nemmeno di essere a favore o contro la pena capitale – chi scrive si dichiara a favore – ma semplicemente di non andare fieri di un atto assolutamente ripugnante.

UN ATTO DI MACELLERIA MESSICANA


Rimangono incise nella memoria le parole di Ferruccio Parri, che lo giudicò come un “atto di macelleria messicana”, tanto che molte furono tra gli antifascisti le prese di distanza per un atto che macchiò anche l’anima più sincera della resistenza. Quell’immagine rimarrà scolpita nella memoria, rimarrà a monito, un memento della ferocia di cui la folla può rendersi artefice.
Per questo niente può giustificare il gesto di Carrey e comunque la si pensi non ci può non unire coralmente a quel “You Are Bastard” espresso dall’On. Mussolini. Ciò che preoccupa è l’atteggiamento di una parte della cultura “liberal”, la quale predica “pace” e razzola “odio”, agogna la gola dell’avversario in mezzo alle fauci delle proprie fiere mediatiche, scatenate al grido dello slogan del momento. Questa è la società liquida e i suoi parassiti, i suoi sacerdoti improvvisati e le sue vestali sempre pronte a sfilare per qualche corteo.
L’amarezza di fondo rimane, la delusione verso l’umana specie, nel pensare che qualcuno possa provare piacere nel guardare quei corpi appesi come carcasse di animali al macello, sfigurati e vilipesi, nel vedere una donna, la cui unica colpa fu quella di amare un uomo di nome Benito Mussolini e di volergli rimanere a financo fino a condividerne l’amaro destino.
Dove sono le vestali del femminismo? Non fu la Petacci una donna? Non merita rispetto Postumo? Dov’è il “MeeToo”?
Non c’è condanna che possa bastare per commentare il gesto di Carrey, soprattutto perché all’immagine tetra, l’attore canadese ha allegato una frase, che recita come monito ai fascisti “questa è la fine che vi toccherà”, ma chi sono i fascisti? Coloro che sono etichettati come tali, nella visione dell’attore, quindi uomini e donne che si oppongono alla cultura dominate del politically correct. Così come il concetto di fascismo di cui i sacerdoti liberal si fanno dispensatori, oltre ad essere antistorico, è assolutamente privo di basi logiche e fuorviante.

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