Mentre in Italia si parla (male), in Ungheria si agisce (bene): approvata la legge pro natalità

di Chiara Soldani

Parole, parole, parole. Quante se ne sono dette, a Verona. E quante se ne diranno, ancora, ben oltre perimetro e area della città scaligera. La sinistra, sempre più teatrino degli orrori e avvocato dei tanti diavoli che difende e alimenta (nell’arco delle 24 ore, 7 giorni su 7), sogna malevola la distruzione della famiglia. La sovversione di ogni cosa incontrovertibilmente giusta, poiché governata da buonsenso e dati di fatto oggettivi.

Il medioevo, insomma, non piace ai progressisti demolitori: di argini, di valori, di confini. Così, mentre in Italia si parla e straparla, si intonano “bella ciao” e si escogitano “7 modi per uccidere Salvini” (Vauro docet, Santoro segue), l’Ungheria del cattivissimo e retrogrado Viktor Orban, approva una legge già preannunciata: dalle parole ai fatti. Il primo ministro ungherese è così pericoloso (a detta di Juncker) da voler incentivare le famiglie ad avere dei figli. Qualcosa che ovviamente viene bollato di fascismo (con immancabile accezione negativa) ma che, di negativo, non ha proprio nulla se non la controindicazione di arrecare mal di pancia implacabili. Alla sinistra, a Juncker e amici ovviamente: dunque, difetti o criticità, manco a cercarle riuscirebbero ad emergere. Prestiti senza interessi ed incentivi alle coppie: la legge approvata, prevede che coppie sposate in cui la donna abbia meno di 40 anni, possano ricevere un prestito senza interessi di 10 milioni di fiorini (equivalente a circa 31.000 euro). Necessario che almeno uno dei coniugi abbia un lavoro, che non vi siano precedenti penali o contenziosi con il fisco. Il prestito non andrà restituito nei primi 3 anni di vita del bambino. In caso di nascita di un secondo figlio, la somma da restituire verrà ridotta del 33%. Il debito sarà invece totalmente cancellato in caso di nascita del terzo figlio. Per usufruire del prestito, onde evitare la totale restituzione della somma (con interessi), la coppia deve procreare entro 5 anni dall’erogazione del prestito stesso. Prevedibili critiche, attacchi feroci e colpi bassi scorretti: l’Ungheria attira inimicizie poiché virtuosa, temuta. E l’intransigenza di Orban, il suo affermarsi con dialettica prima e pragmatismo poi, non sono altro che amor patrio. E se, come insegnava Pound, bisogna credere nelle idee che diventano azioni, risulta chiaro l’esempio da seguire.

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