Cosa possiamo aspettarci dai decreti del governo

di Paolo Muttoni

La spesa pubblica in Italia è abnorme, come una bestia affamata continua a crescere. Tuttavia non è il più grande dei mali, come non lo può essere definito il debito pubblico. Il problema principale derivante dalla spesa pubblica è l’inefficienza, potremmo dire “Troppa e usata male”.

Senza troppo nei singoli meriti della spesa, dato che diventerebbe troppo tecnico, basta pensare ed applicare un modo diverso di utilizzare la spesa.

Vediamo un esempio concreto. Molti parlano di concedere sgravi fiscali alle imprese, al fine di incentivarle ad assumere nuovi dipendenti ed a far ripartire la produzione. Secondo alcuni dati rielaborati dal senato, nel 2017 la spesa pubblica totale derivante da Sgravi ed agevolazioni fiscali ammontava a circa 470 milioni di euro. La cifra è bassa, però è una spesa corrente che ogni anno deve essere rifinanziata; quindi se per 5 anni quegli sgravi fiscali fossero tenuti uguali, facciamo anche vengano aumentanti a 500 milioni l’anno successivo. Significa che in 5 anni lo stato spenderebbe quasi 2 miliardi e mezzo di euro. Sarebbero certamente soldi ben spesi, ma credo sarebbero meglio investiti in un abbassamento generale delle tasse il che porterebbe una spesa alta subito, ma un effetto immediato; con l’economia che potrebbe ripartire. È chiaro come questi 2 miliardi e mezzo non sarebbero abbastanza per uno Shock fiscale, ma potrebbe esserne parte integrante.
È anche chiaro che a livello politico, eliminare ogni sgravio fiscale non darebbe una bella immagine del governo. D’altronde è al governo che si vede chi pensa ad andare bene alle prossime elezioni e chi pensa alle prossime generazioni.

Un’altra situazione da modificare è la burocrazia che alle imprese costa 31 miliardi ogni anno (Dati sole 24 Ore). Eliminare ogni forma di burocrazia inutile potrebbe portare nell’economia reale del paese più di 30 miliardi di euro, ed è una manovra a costo zero per lo stato.

Attendiamo il Decreto Crescita e lo Sblocca cantieri da parte del governo, sperando in meno tasse, meno stato e più benessere.


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