Esplorando lo Stivale: Palermo #7

Redatto, assemblato e curato: Samuel Tavoletti

Collaborazioni: Manuel Berardinucci, Noemi Mascioli, Silvia Panfili

Una città affascinante e stuzzicante, eretta su una grande storia.

Storia

L’antico nome della città era Zyz (Il fiore), chiamata così dai fenici. Il nome odierno deriva da Panormos (Tutto-porto, per via della presenza dei due fiumi Kemonia e Papireto, che ne facevano un enorme approdo naturale), in greco antico, che poi i romani mutarono in Panormus. Passando poi per Balarm, Balermus (arabo), si è arrivati all’attuale Palermo. Dopo la caduta dei romani, per lungo tempo la città vive sotto il dominio bizantino, divenendo provincia dell’Impero d’Oriente.

Nel IX secolo i berberi dal Nordafrica invasero la Sicilia: la conquista, fu iniziata nell’827, Palermo fu presa nell’831. Furono i governatori musulmani a spostare la capitale della Sicilia, che fino a quel momento era Siracusa, a Palermo. Nel 1072 il dominio arabo, fu letteralmente abbattuto, da  Ruggero, primo Conte Normanno. In questo periodo la città è fiorente dal punto di vista economico, culturale e artistico. Successivamente, Palermo e la Sicilia passarono nelle mani di Federico II di Svevia , sotto il quale la città riacquista centralità e vigore. Si susseguirono al potere gli angioini, cacciati alla fine della Guerra del Vespro, gli Spagnoli e, nel ‘700, i Borboni di Napoli. 
L’Ottocento segna l’apertura della città ai commerci ed alle relazioni con l’Europa. La borghesia imprenditoriale sarà la nuova linfa vitale e Palermo verrà finalmente annessa all’Italia unita.

(Viale Libertà, anni 30’)

Economia e politica

Benché il territorio comunale sia fortemente urbanizzato, vi sono ampie aree dedicate alle coltivazioni agricole, in particolare quella del mandarino tardivo di Ciaculli (per cui i produttori si sono riuniti in un consorzio). La pesca è anch’essa un’importante attività cittadina che si sviluppa in alcuni porti minori come La Cala e soprattutto il porto di Sferracavallo.

Per quanto concerne il settore secondario il più importante polo industriale è il porto di Palermo con la presenza dei cantieri navali di proprietà della Fincantieri. Un altro polo industriale cittadino è il quartiere industriale di Brancaccio dove sono presenti molte attività industriali di media dimensione. Il settore commerciale è invece orientato al dettaglio e alle aziende di piccola e media dimensione, con una scarsa presenza, mi permetto di aggiungere, fortunata, di grandi supermercati.

Infine vi è il turismo. Palermo era già tappa fissa del Grand Tour nel ‘700 e rimane ancora oggi particolarmente attrattiva per il suo clima, le bellezze naturali, artistiche e culturali. E’ meta, inoltre, di turismo religioso, grazie al culto di Santa Rosalia presso il suo santuario sul Monte Pellegrino.

(Il porto di Palermo)

Attrazioni

Come affermava Oscar Wilde : “Palermo è la città col panorama più bello del mondo. Stupenda è la vallata situata fra due mari, i boschetti di limoni e i giardini d’aranci cosi perfetti. Molti ragazzotti hanno volti che sanno di grecità, altri proprio da arabi, sembrano tante sculture che girano a cielo aperto.”

Palermo, infatti, è in grado di raccogliere due stili diversi, quello arabo-normanno e greco, di raccontare storie delle varie civiltà che la conquistarono e di affascinarvi da tutti i punti di vista.

Nata dall’incontro di vari popoli, ecco a voi la maestosa Cattedrale di Palermo.

Ideata e costruita dall’architetto Ferdinando Fuga, il quale le impose uno stile neo-classico, si possono ancora notare tracce di altri stili come l’abside maggiore (arabo-normanno) e la cupola (barocco).

Assolutamente da non perdere è il Palazzo dei Normanni e la Cappella Palatina.

Il primo monumento è la residenza reale più antica d’Europa e la sede dell’Assemblea Regionale Siciliana, invece il secondo è una basilica a tre navate celebre per i magnifici ed ineguagliabili mosaici bizantini.

Non a caso, la Cappella Palatina, dal luglio 2015, è sotto tutela dell’Unesco per la sua meravigliosa bellezza e unicità!

Al centro centro della piazza, maestosa e splendida, sorge la “Fontana Pretoria”, o meglio chiamata dai palermitani la “Fontana della Vergogna” per via della nudità delle statue che la circondano.

Queste statue rappresentano divinità e figure mitologiche (Ercole, Venere, Apollo, Diana ecc.).

Se volete prendervi un attimo di pausa da tutta questa storia e cultura, vi consigliamo di passeggiare tra le vie che ospitano i famosi mercati della città tra cui la “Vucciria”, il “Ballarò” e il “Capo”, dove potrete assaggiare il famoso cibo da strada e tantissime altre delizie.

Dopo aver riempito le vostre borse e saziato il vostro appetito, vi aspetta una rilassante giornata a Mondello, la spiaggia dei palermitani.

Sabbia bianca, mare cristallino, viali alberati, ristoranti, bar, strutture ricettive di ogni tipo … Cosa chiedere di meglio?

(Palazzo dei Normanni)

(Cappella Palatina)

(Fontana Pretoria)

(Mondello)

Miti e leggende 

Le affascinanti storie di fantasmi, sono semplici dicerie o vi è qualcosa di fondato? Comunque la pensiate, dovete sapere che Palermo, capitale del Sud, Patria di leggende e superstizioni antiche, non manca del suo fantasma vero o presunto. Il Teatro Massimo di Palermo è stato costruito sui resti di un antico monastero, detto delle Stimmate, e del suo cimitero, alla fine dell’800. Durante i lavori sarebbe stata demolita la cripta in cui erano conservate le ossa della prima badessa che, da allora, avrebbe maledetto il teatro, rallentandone i lavori, che infatti durarono più di 20 anni. Ad oggi, vi è chi sostiene che il fantasma della Madre Superiora, detta “la monachella”, si aggiri dietro le quinte e nei sotterranei, causando spaventi.  La suora misteriosa non ha mai parlato con nessuno e i guardiani notturni del teatro che vi si sono imbattuti affermano che essa scompaia non appena si provi ad avvicinarla. La tradizione vuole che chi non crede alla leggenda, inciampi in un particolare gradino all’ingresso, chiamato “gradino della suora”.

(Monastero delle Stimmate, 800)

Piatti tipici 

Cercate una località dove passare giornate prendendo sole su una bellissima spiaggia, dove poter conoscere tanta storia e in cui poter mangiare, magari anche un semplice panino, ma di alta qualità? 

Miei cari amici lettori, non preoccupatevi, perché quest’oggi siamo nel posto ideale. Siamo in una città segnata dalle tante popolazioni romane, arabe, francesci e spagnole che sono passate qui. Diverse culture che hanno lasciato un’impronta, non solo a livello di racconti territoriali ma anche a livello culinario, influenzandone i gusti e le tendenze.

Palermo e i suoi abitanti hanno saputo sfruttare nel modo migliore le numerose multinazionali insediatesi nel paese con vari fast food. I cittadini Palermitani sono stati in grado di miscelare alla perfezione il vecchio con il nuovo: cucinare piatti veloci con ricchi sapori e tradizioni del loco. Usufruendo solo frutti della loro calda terra.

Tra le decine e decine di piatti tipici troviamo le famose arancine/i: una sorta di timballo di riso a forma di piccola arancia. Molti raccontano che il supplì nasce e prende spunto da un’abitudine Araba che era quella di appallottolare un po’ di riso allo zafferano nel palmo della mano, per poi condirlo con la carne di agnello. Oggi, in quest’ultimo viene inserito carne di maiale, piselli, passata di pomodoro e caciocavallo. Il tutto panato, fritto e pronto per essere degustato. Il piatto viene preparato, maggiormente, nel giorno di Santa Lucia, il 13 Dicembre.

Non finisce mica qui! No, perché è l’ora di un bel dolce, di un qualcosa di sfizioso e prelibato. 

Fermiamoci e chiediamo una “sfincia di San Giuseppe”, già dal nome si evince che viene consumato il giorno di San Giuseppe, il 19 marzo, la festa di tutti i papà. Una frittella dalle origini antichissime e tramandata dalle suore del monastero delle Stimma ai pasticceri a palermitani. Di generazioni in generazioni il dolce è stato integrato con ingredienti tipici siciliani, ovvero crema di ricotta, granella di pistacchio e canditi di scorza d’arancia, rendolo più gustoso. 

Bhe, che dire! Pigghiati qualchi cosa!

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *