Next step: Europe. Vol. 2, PPE

Secondo articolo nella nostra marcia di avvicinamento alle Europee: in Italia si voterà il 26 maggio, dovremo eleggere 76 europarlamentari – 3 in più rispetto alle ultime elezioni del 2014 – e la nostra penisola sarà suddivisa in 5 circoscrizioni di voto, nordoccidentale, nordorientale, centrale, meridionale ed insulare.

La soglia di sbarramento per le liste è fissata al 4%, qualcuno riuscirà a scalfire il trono detenuto dall’EPP o PPE che dir si voglia?

Non credo, ma è proprio dal Partito Popolare Europeo che prenderà piede questa seconda analisi del voto europeo.

Il PPE è la famiglia politica europeista di centro e centrodestra che raccoglie le forze moderate, cristianodemocratiche e conservatriciliberali. È rappresentato in Italia da Forza Italia, Alternativa Popolare, Unione di Centro ed il Sudtiroler Volkspartei. E’ il gruppo europeo più importante e, seppur in calo, il suo predominio non è in discussione per questa tornata elettorale.

Ed è proprio Forza Italia che nel Belpaese è capofila del PPE anche in questa tornata elettorale.

In queste europee 2019 tornerà in campo l’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che fungerà da capolista in 4 circoscrizioni su 5, in quanto nella circoscrizione Centro sarà presente come primo nome quello dell’attuale presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani. Tra i candidati i confermati sono Fulvio Martusciello, Salvatore Cicu, Lara Comi, Elisabetta Gardini, Innocenzo Leontini, Barbara Matera, Aldo Patriciello e Massimo Salini, oltre a Lorenzo Cesa, segretario dell’UdC, che si presenterà federata al simbolo forzista.

Attualmente, in Europa il PPE sostiene la maggioranza parlamentare, forte di una coalizione con i gruppi di ALDE e S&D, nonostante il desiderio di Silvio Berlusconi di volere una svolta a destra, facendosi portatore di un’alleanza europea con ECR e NFL anziché con i gruppi della sinistra.

Il programma elettorale di Forza Italia consta di un volume di 48 pagine (disponibile al link www.forzaitalia.it/speciali/opuscolo-europa.pdf ), che possiamo riassumere in 11 punti:

1. Più poteri al Parlamento Europeo, vero organo eletto dalle Nazioni, a discapito della Commissione Europea, organo di indirizzo ma non eletto direttamente dai cittadini europei

2. Maggior unità e condivisione in termini di Politica Estera e Difesa

3. Creazione di una piattaforma occidentale unica comprendente Stati Uniti e Russia

4. Maggiori investimenti nei settori dell’industria e del digitale

5. Superamento del regolamento di Dublino, che detta la linea sull’immigrazione in Europa

6. Attuazione del Piano Marshall per l’Africa, necessario al fine di contrastare ed arginare il fortissimo fenomeno migratorio

7. Tutela del Made in Italy, necessaria per competere nel mercato globale

8. Maggior controllo degli investimenti esteri nella penisola, soprattutto di provenienza cinese

9. Riforma della Banca Centrale Europea ed armonizzazione fiscale interna ai Paesi dell’UE

10. Potenziamento delle politiche di Sicurezza, per arginare le piaghe del terrorismo e delle minacce esterne

11. Politiche di Sviluppo Sostenibile, per rendere i cittadini più vicini all’ente europeo.

Forza Italia, assieme a tutto il gruppo PPE, ha deciso di portare come candidato alla Presidenza della Commissione Europea – diventerà Presidente il candidato dell’eurogruppo che avrà vinto le elezioni – Manfred Weber, esponente del CSU tedesco, attualmente capogruppo del PPE al Parlamento Europeo e rappresentante dell’ala destra dello stesso, il quale non ha assolutamente escluso, anzi, una collaborazione con le forze nazionaliste e di destra all’interno dei popolari, schierandosi in passato sempre a fianco di Fidesz, tranne riguardo le recenti violazioni dello stato di diritto commesse dal partito dell’ungherese Orban.

Vincerà ancora il PPE? Ad oggi, se dovessi scommettere i miei 50 centesimi su un nome, direi proprio di si.

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