Caro PIF “a ciascuno il suo”!

di Pasquale Ferraro

Sarà l’aria di primavera, ma sembra che i comici e comicastri si siano dati definitivamente ad argomenti più elevati. Forse non appagati più dalla satira e dalla commedia, pare abbiano deciso di entrare a gamba tesa addirittura sul terreno della storiografia, con buona pace di Tucidide e successori che per secoli hanno dettato le regole dello studio del nostro passato. Dopo Jim Carrey che con abile squallore si è prodigato a raffigurare lo scempio di Piazzale Loreto, all’allegra compagnia si è aggiunto il nostrano PIF, il comico che fa ridere solo se stesso, ospite al Festival del giornalismo, ha incantato la platea con le sue lucide analisi storiche, frutto di anni di studio al tavolo di Michela Murgia, di Michele Serra e di interminabili seminari nei corridoi della Leopolda. PIF ha ammonito sul pericolo dell’avanzata fascista – che vedono solo loro- lasciandosi poi andare ad una esternazione fuori luogo- per carità viva la libertà di espressione- definendo il Cav. Benito Mussolini, un “Dittatore di Merda”, il comico, regista e tutto fare si è guadagnato qualche momento di gloria sui quotidiani e davanti ad una platea di giornalisti attenti a recepire l’ammonimento sui pericoli che corre la nostra democrazia.
Da quando Fratelli d’Italia ha annunciato la candidatura alle elezioni europee di Caio Giulio Cesare Mussolini, le antenne dei fascistofobi si sono drizzate, come a voler gridare “allarme i fascisti”. In verità è oramai chiaro a tutti, eccetto ai diretti interessati, che il fascismo è stato un fenomeno storico che come tale è per l’appunto irripetibile. Loro continuano a vivere di fascismo immaginario, a gridare a pericoli che non sussistono e ad additare la volontà popolare come “populismo”, la voglia di sicurezza, come degenerazione autoritaria, mostrando palesemente la loro totale distanza dai problemi reali del paese.
Pronti subito ad additare e a sputare sentenze apodittiche, dimenticano le ragioni per la quali si sta verificando nel nostro paese un esplosione di rabbia e rancore sociale, ignorano i sacerdoti della cultura liberal, le radici profonde di anni e anni di politiche errate, che hanno minato la stabilità e i già labili equilibri nella aree e nelle fasce più deboli del nostro paese. Quindi caro PIF, prima di parlare di cose a te totalmente sconosciute, e di entrare con linguaggio mainstream in un terreno delicato come la storia italiana e la realtà politica attuale, cerca di capire il perché delle cose prima di sparare sentenze.
Invece di gridare al pericolo fascista sedetevi a pensare – visto che è vostro solito giudicarla come una cosa di sinistra, anche se appare difficile crederlo- osservate la realtà e guardate le cose come sono, osservate la società per quello che è, uscite dai vostri salotti, vedrete un paese esasperato, ferito e invaso da una marea umana di immigrati clandestini che hanno inciso non poco su un tessuto sociale già provato.
Prima di definire il Duce come un “dittatore di merda”- giudizio del tutto liberissimo- chiedetevi il perché quell’uomo riuscì a catalizzare il consenso di una nazione, domandatevi come fu possibile e capirete il perché di tante cose. Mussolini ebbe a dire che gli italiani “sanno essere o feroci o buffoni”, a tal punto noi possiamo affermare che i feroci furono gli artefici di Piazzale Loreto, i buffoni sono PIF e i suoi compari.

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