Esplorando Lo Stivale – Onna #8

Redatto, curato e assemblato: Samuel Tavoletti

Collaborazioni: Manuel Berardinucci e Noemi Mascioli

A 10 anni dal sisma che sconvolse la vita dei cittadini Aquilani non potevamo che scorgere la frazione più colpita di tutte. 

Storia

Il nome di Onna si fa derivare dal latino unda (= onda), che rispecchia le caratteristiche geografiche fisiche della frazione, situata nei pressi della confluenza tra la Vera e l’Aterno.

La località è menzionata per la prima volta nel 1178, come Villa Unda, in una bolla papale di Clemente III, e in seguito ancora in una bolla di Innocenzo III nel 1204.

Le origini abitative più remote risalgono all’epoca preromana: a lungo non è possibile parlare di un autentico centro urbano, e d’altra parte si trattava di un sito completamente indifeso. Ma la fertilità della conca aquilana rese vantaggioso lo sfruttamento del terreno e quindi l’insediamento dell’uomo. Analoga situazione seguì alla conquista romana.

La formazione del paese vero e proprio appare databile intorno al 1000. In generale, comunque, Onna non ebbe una storia indipendente dal resto del territorio rurale dell’Aquila, e restò feudo di vari signori succedutisi dal medioevo all’età moderna.

Pertinente al comune di Paganica, alla soppressione di questo nel 1927 venne aggregata definitivamente a quello dell’Aquila. Nella seconda guerra mondiale si ricorda in Onna un fatto tragico: gli occupanti nazisti trucidarono qui 17 persone, tra il 2 e l’11 giugno 1944.

Il 6 aprile 2009, il terremoto che colpì l’Aquilano devastò Onna. La maggior parte degli edifici del paese crollò e quelli rimasti in piedi subirono comunque danni gravissimi. A Onna vi fu anche il maggior numero di vittime umane del terremoto, 40, circa il 15% della popolazione. Perirono anche animali a causa del crollo di più stalle del paese. Oltre ai soccorsi per le vittime umane, furono inviati dei contadini per aiutare gli animali che si trovavano in stalle scampate alla catastrofe. Per l’occasione, alla frazione fu dedicato un brano musicale scritto da Gianna Nannini e Isabella Santacroce e inciso dalla Nannini con Laura Pausini, Giorgia, Elisa e Fiorella Mannoia intitolato Donna d’Onna, presentato durante il concerto di beneficenza relativo all’evento sismico Amiche per l’Abruzzo e pubblicato come singolo.

Dopo il sisma, in ricordo della strage del 1944, l’ambasciatore della Repubblica Federale di Germania in Italia Michael Steiner ha promesso il contributo della Germania alla ricostruzione della frazione. 

Il terremoto ha portato anche ad un effetto paradossale: il 25 aprile 2009 ci si è accorti che dalla chiesa di San Pietro Apostolo, venuto meno l’intonaco che li copriva, erano emersi frammenti di preziosi affreschi del Quattrocento.

La ricostruzione, affidata ad una compagnia privata tedesca, lo Studio Schaller è ricominciata immediatamente con il restauro della chiesa di San Pietro, riaperta nel 2015. Il direttore del progetto è Gunther Adler, beneficiario dei 3 milioni di euro stanziati dal governo tedesco e dei 72 milioni iniziali del governo italiano. Il progetto ha previsto la temporanea costruzione delle casette del progetto Map, e successivamente la ricostruzione ex novo del centro con edifici in cemento armato, rispecchiando tuttavia lo stile architettonico ottocentesco del borgo, con le classiche cornici agli archi delle porte e i mattoni sporgenti dagli intonaci.

A dicembre 2016 erano stati avviati 4 cantieri su 22. L’8 maggio dello stesso anno inoltre era stata inaugurata la chiesa parrocchiale ricostruita.

Economia e politica

La zona industriale principale è quella di Bazzano, che si sviluppò negli anni 2000. E’ considerato uno dei polmoni principali della zona aquilana per il settore secondario. L’area comprende centri commerciali e industrie varie. Il terribile terremoto del 2009 colpì tragicamente Onna, abbattendo edifici e abitazioni e causando anche indubbi danni all’economia locale. La ricostruzione è stata affidata allo Studio Schaller, una compagnia tedesca, ed è cominciata con il restauro della chiesa di San Pietro, riaperta nel 2015. Il direttore del progetto è Gunther Adler, beneficiario dei 3 milioni di euro stanziati dal governo tedesco e dei 72 milioni del governo italiano. Il progetto ha previsto la temporanea costruzione delle casette del progetto Map, e successivamente la ricostruzione del centro con edifici in cemento armato, tentando di rifarsi allo stile architettonico ottocentesco del borgo, con le classiche cornici agli archi delle porte e i mattoni sporgenti dagli intonaci.

Attrazioni 

L’identità di questa piccola frazione si concentra nella tutela del patrimonio artistico, in cui possono vantare di Chiese molto antiche.

(Chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo)

La chiesa di San Pietro Apostolo fu fondata nel XII secolo e poi ricostruita dopo il terremoto del 1461. Ciò è testimoniato da affreschi preziosi rinvenuti dopo il terremoto del 2009. La chiesa è in pietra di montagna, a navata unica, con facciata massiccia decorata da portale duecentesco e piccolo rosone. Il campanile è a torre.

L’interno è stato completamente ricostruito, dopo il sisma recente, seguendo rigorosamente la pianta originaria, ossia in stucchi del Settecento e intonaco bianco.

(Chiesa rurale di Sant’Anna)

Fu costruita come cappella nel XVII secolo, la cappella è a navata unica, in pietra, con facciata semplice decorata da portale sobrio con tettoia. Il campanile è a vela. Danneggiata dal sisma del 2009 non è agibile.

(Chiesa rurale di San Giovanni Battista)

Da vedere nelle vicinanze c’è anche la Chiesa rurale di San Giovanni.

La chiesa fu costruita come cappella nel XVII secolo perché la zona era punto di massima frequentazione dei pastori e dei pellegrini sulla via dell’Aquila, sul sito era presente anche un punto ristoro chiamato “Taverna Piedi”. La cappella è a navata unica, in pietra, con facciata semplice decorata da portale sobrio con tettoia. Il campanile è a vela. La campana risulta requisita dal tempo dell’ultima Guerra Mondiale.Restaurata negli anni ’90 del secolo scorso è rimasta indenne da danni nel corso del sisma del 6 aprile 2009, al contrario del fabbricato retrostante, che fuingeva da stalla che è stato distrutto.

Miti e leggende

Onna rientra nel più ampio affresco della città de L’Aquila, la cui fondazione è avvolta nel mito. Secondo una leggendaria ricostruzione infatti, sarebbe stata edificata dai Cavalieri Templari, di ritorno dalla Terra Santa, per nascondere uno dei tanti preziosi tesori e reliquie. Vi sono diversi indizi che sembrano suggerire un legame tra il capoluogo abruzzese e il mitico ordine. Nella chiesa di “S.Maria Ad Criptas” costruita nel tredicesimo secolo, ad esempio, troviamo affreschi raffiguranti la “Crocifissione”, la “Flagellazione” e la “Deposizione di Gesù” che hanno molti elementi in comune con la “Sacra Sindone”. L’immagine di Gesù, infatti, ha il pollice piegato verso il palmo della mano destraun dettaglio che sembra ripetersi in quasi tutte le raffigurazioni all’interno della chiesetta. Nelle raffigurazioni poco più in basso, poi, possiamo vedere le immagini di S. Giorgio e di S. Martino con elementi che ricordano la divisa tipica dei Templari.  Ma l’elemento che più di tutti suscita curiosità è la mappa catastale de L’Aquila, la quale è speculare alla rappresentazione dell’antica Gerusalemme. Oltre alla pianta delle due città, entrambe sorgono su colline a poco più di 700 mt sul livello del mare e sono divise in quattro grandi parti (non solito per l’epoca). Persino il numero 99, caro alla storia aquilana, potrebbe essere interpretato come un richiamo alla cristianità e a Gerusalemme: 99 sono le lampade ad olio che bruciano ininterrottamente, notte e giorno nelle grotte vaticane, dove sono ospitate le tombe dei Papi; 9 erano i Templari che scavarono per 9 anni nel Tempio di Salomone; la misura della stanza segreta in cui si supponeva fosse conservata l’Arca dell’Alleanza, misurava 9×9; infine Gerusalemme ha come numero 66, il valore numerico corrispondente alla parola Dio e L’Aquila, è la sua copia occidentale, progettata con i punti cardinali topograficamente invertiti, così come invertendo 66 si ottiene 99.

Piatti tipici

Tra un sasso e i ricordi che riaffiorano tra le macerie, abbiamo i colori dell’arcobaleno. Un brivido e una grande forza di rinascita. 

Onna, un piccolo paese aquilano con una grande volontà di rimettersi in gioco ancora per l’ennesima volta e partono facendo conoscere la loro lunga storia, cultura e, anche se poca, gastronomia.

Il paese, non offre solo luoghi di interesse ma anche una vasta scelta di piatti dalle origini aquilane e non umbre. 

Il piatto più richiesto e sopratutto più conosciuto sono i “maccheroni alla chitarra”, una pasta all’uovo fatta con uno strumento particolare chiamato Chitarra. 

I maccheroni alla chitarra somigliano molto ad uno spaghetto, ma di forma quadrato e con una consistenza porosa che consente al sugo con cui verrà condita di aderire completamente. 

Il sugo spesso è un ragù di agnello o maiale.

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