L’aumento della produzione industriale e il boom di Piazza Affari

di Luca Palmegiani.

Ebbene sì. Così all’improvviso è l’Eurostat ( l’ufficio statistico dell’unione europea ) a dare il felice annuncio, la produzione industriale italiana torna a crescere. L’hanno definito il “Tiramisù time” per il bel paese che, in un’Europa segnata dal segno meno, vede la propria previsione di crescita della produzione industriale segnare un +2% rispetto allo scorso anno. Brutte notizie invece per i “colleghi” tedeschi che registrano calo molto significativo ( ben 2 punti percentuale ) mentre resiste la Francia seconda solo all’Italia. La produzione industriale italiana a gennaio è stata in linea con una media positiva per tutta l’area euro (+1,4% appena rivisto al rialzo a +1,9%) mentre a febbraio il +0,8% messo a segno da Roma è molto migliore della media che fotografa un calo dello 0,2%. “Il rimbalzo della produzione dell’Italia fa ben sperare per un’uscita dalla recessione”, scrivono Lorenzo Totaro e Giovanni Salzano per Bloomberg ( l’agenzia che ha elaborato i dati forniti dall’Eurostat )

Aggiungo poi però che “la terza maggiore economia dell’area dell’euro deve ancora fare molto per recuperare il terreno perso nell’ultimo decennio”; guai quindi a montarsi la testa. Infatti “nonostante la recente ripresa, la produzione industriale italiana rimane inferiore del 17% rispetto al picco pre-crisi del 2007, mentre la Germania è sopra del 7%”.

L’Italia si trova quindi a recitare il ruolo di “locomotiva europea” trainante la crescita dell’intera Eurozona, ciò non significa che sia finalmente arrivata la luce in fondo al tunnel ma che comunque qualcosa si muove, il paese è vivo; non bisogna adagiarsi sugli allori, anzi questi dati devono spronare chi di dovere a capitalizzare gli sforzi e a mettere la parola fine a questo periodo buio.

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Non è però l’unica notizia positiva di questo primo trimestre del 2019, infatti anche la borsa di Milano registra un +16% e vengono guadagnati ben 8 miliardi di euro. Mai così bene Piazza Affari dal lontano 1998. Infatti dal 2 gennaio al 29 marzo il FTSE MIB ha portato a casa un ottimo +15,95% che ha permesso all’indice principale di Borsa Italiana di svettare sul resto delle colleghe europee. Vengono recuperate così le perdite di fine anno, un periodo particolarmente impegnativo per il mercato azionario globale, durante il quale i timori di recessione sono tornati a farsi sentire. Nell’ultimo trimestre del 2018, la Borsa Italiana ha perso l’11,5%, mentre nell’intero anno ha bruciato il 16,5% del suo valore. In questo frangente però hanno sorriso un po’ tutti, ottimi sono i risultati anche da Londra, Parigi e Francoforte e più in generale l’intero mercato globale ha registrato una significativa crescita.

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Tutte queste inaspettate notizie positive invitano sicuramente ad una riflessione sull’operato dell’attuale governo italiano. Infatti sin dal suo insediamento è stato oggetto di critiche ( sia da destra che da sinistra ) sul lavoro svolto in campo economico. Quello che ci viene presentato dai dati però è uno scenario leggermente diverso da quello descritto dalle opposizioni, forse. Il forse è d’obbligo perchè la strada è ancora lunga, ma il duo Salvini-Di Maio può tirare un sospiro di sollievo e intraprendere la campagna elettorale pre-elezioni europee con una nuova “medaglia” al petto, lanciando un chiaro segnale a chi fin dal 4 Marzo continua con un ormai monotona critica.

Che non sia davvero un così grande male la “strategia” del governo giallo-verde? Che siano davvero tutti incapaci quelli del governo? Presto per dirlo ma sicuramente i dati per ora danno ragione a loro. Attenderemo speranzosi altre novità.

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