Il Regno Unito partecipa alle Elezioni Europee… poi “Leave”?

di Paolo Muttoni

Pronti e via! Il Regno Unito decide di partecipare alle elezioni europee del 2019, Farage fonda un suo partito e in 1 settimana nei sondaggi schizza al 27%.
Non è nuovo il buon Nigel dato che nel 2014 con il suo UKIP mise all’angolo il bipartitismo inglese imponendosi con il 27.1%, per poi essere l’artefice del risultato elettorale di Brexit.

Dopo essersi messo da parte, possiamo dire chiaramente che la May e tutto il partito conservatore ha gestito la questione Brexit peggio di come il Chievo ha gestito il campionato di Serie A quest’anno. È innegabile però dire come in questi mesi c’è stata una forte pressione mediatica per spingere ad un secondo referendum, e durante quella campagna elettorale senza dubbio sarebbero state fate delle fortissime pressioni psicologiche sugli elettori affinché virassero sul Remain. Perché la democrazia in Europa funziona cosi, va bene fintantoché i popoli decidono come va bene ai burocrati europei. Quando si esce dai binari, ecco le mannaie economiche e sociali contro un singolo popolo.

Ora senza ombra di dubbio queste elezioni europee in UK si trasformeranno in un secondo referendum, per decidere e virare su un partito o un altro indica un remain ed un Leave, ed i primi sondaggi mostrano che gli inglese non hanno cambiato di tanto la loro idea rispetto al 2016: “Leave!”

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