Quei martiri dimenticati, di ieri e di oggi

di Manuel Berardinucci

Oggi si festeggia la Santa Pasqua, la più solenne ricorrenza del cristianesimo, che celebra la resurrezione di Gesù. I miei più sinceri auguri vanno a tutti,  ai credenti e ai non credenti, agli amici e ai nemici, a chi mi è vicino e caro e a chi mi è lontano, ma in particolare a quella folla oceanica di morti, moribondi e vivi che sono i cristiani perseguitati, e dimenticati, nel mondo e nella storia. Nel mio piccolo chiedo a chi legge di rivolgere una preghiera a chi è morto per difendere la sua fede in Cristo e a chi, ancora oggi, non può professarla liberamente. La conta dei morti non mi ha mai appassionato, ma è un fatto che nella storia siano stati, all’incirca, 70 milioni i cristiani uccisi per via della loro fede religiosa. Noi cristiani, quelli tanto vituperati e accusati di ogni nefandezza storica, i più perseguitati di sempre. Ma l’informazione politicamente corretta, aiutata anche dall’assente e silente Chiesa bergogliana, la quale dedica le tappe della Via Crucis ai migranti,  preferisce ricordare altri genocidi, altri massacri, altre forme di discriminazione. Le prime persecuzioni si ebbero già agli albori della religione che cambierà il mondo, ad opera delle autorità di Gerusalemme, di cui fu vittima il primo martire della cristianità:Santo Stefano, detto “protomartire”, la cui lapidazione è descritta negli Atti degli Apostoli. Migliaia di cristiani furono poi vittime dell’Impero Romano, in particolare sotto Nerone (il quale li accusò nel 64 d.C. di essere responsabili del Grande incendio di Roma), Decio, Valeriano e Diocleziano. Le persecuzioni perdureranno fino al perdono di Galerio e all’Editto di Costantino. Dopo il periodo medievale di soppressione nei confronti dei credenti ritenuti eretici, come i Valdesi, i Dolciniani e i Catari, la persecuzione tornerà con maggiore vigore nel Giappone del XVII° secolo, dove i cristiani vennero crocifissi in pubblico poiché considerati pericolosi agenti esterni che avrebbero potuto  ledere alla tradizionale struttura della società. Sarà poi la classe dirigente post-Rivoluzione Francese e in particolare col Regime del Terrore, a tentare di sradicare il cattolicesimo cristiano dal cuore della Francia, poiché simbolo della Tradizione e dell’Ancien Régime. Si impose ai sacerdoti di giurare fedeltà allo Stato e rinnegare la Santa Romana Chiesa, ghigliottinando i preti refrattari e chiudendo conventi, abbazie e chiese (la cattedrale di Notre Dame, pochi giorni fa devastata dal fuoco, fu, all’epoca, vittima del dispotismo illuminista che la sconsacrò, trasformandola nel Tempio della Ragione). Tutto ciò contribuì a scatenare l’insurrezione della Vandea, in difesa del Trono e dell’Altare, contro cui la Repubblica attuò una repressione talmente violenta da essere considerata uno dei primi genocidi della Storia moderna. Tonando nuovamente al di fuori dei confini europei e spostandoci di qualche secolo, atterriamo in Messico, in cui la Costituzione del 1917, che è tutt’ora vigente, prevedeva, inizialmente, alcune forti limitazioni al culto cristiano. Contro tali limitazioni della libertà, i cattolici riuscirono ad organizzarsi nell’Esercito dei Cristeros e a dar vita alla Cristiada (sollevazione di popolo contro le politiche laiciste) che durò dal 1926 al 1929, in seguito alla quale venne messa in atto una forte repressione nei confronti dei sacerdoti fedeli alla Chiesa che vennero catturati e fucilati. Furono però i regimi fedeli all’Ideologia Comunista a scagliarsi con maggiore ferocia contro le comunità cristiane . Nella Russia sovietica, iniziando con Lenin e proseguendo, con ancora più elevata atrocità, sotto Stalin, vennero confiscati tutti i beni della Chiesa Russa, posto agli arresti domiciliari il patriarca di Mosca, Tichon, arrestati, uccisi, torturati, spediti nei gulag o esiliati, decine di migliaia di cristiani e, con teatrale volontà, distrutta la Cattedrale di Cristo Salvatore, a Mosca, la più grande chiesa ortodossa di sempre. Negli ultimi decenni la piaga delle persecuzioni cristiane non si è arrestata. Nonostante l’informazione ci narri dei poveri islamici discriminati dai governi nazional-populisti e razzisti, nel 2011 è stato rilevato che il 75% degli attacchi a sfondo religioso sono nei confronti dei cristiani, con una media di 8.000 martiri annui, in particolare nei Paesi in cui è in piedi un regime comunista (tra i quali spicca la Corea del Nord), in Nazioni del Nordafrica e del Vicino e Medio Oriente in cui la conversione dall’islamismo al cristianesimo è considerata reato (apostasia) e punibile con la pena di morte. Sono infine tristemente noti gli attentati, in tutto il mondo,  da parte di gruppi di estremisti islamici, con particolare protagonismo da parte dell’ISIS.
Alla luce di tutto ciò vi chiedo di riflettere su chi siano gli oppressi e chi gli oppressori, e di spendere una preghiera se credete, un pensiero in caso contrario, per le vittime della ferocia pagana, illuminista, comunista o islamista, a seconda dei contesti e delle epoche. Anch’essi meritano di essere ricordati, come tutti gli altri morti della Storia. Perciò, oggi il mio augurio va a tutti, ma specialmente a chi non potrà celebrare questa Santa Pasqua o sarà costretto a farlo nascosto come fosse un criminale, nella speranza che un giorno possa essere festeggiata da chiunque e in ogni dove.

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *