Avengers: Infinity War la recensione

Di Gianmaria Busatta

Da quando fu creato l’universo, sei gemme rappresentano gli aspetti essenziali e primitivi del cosmo: tempo, anima, spazio, mente, realtà e potere. Le sei gemme, qualora vengano tutte riunite nel Guanto dell’Infinito, consentono al loro possessore di diventare onnisciente e onnipotente. È volontà del titano Thanos appropriarsene per sfruttarne l’incommensurabile potere, e sarà compito degli Avengers e dei Guardiani della Galassia impedire che il destino dell’intero universo sia messo in pericolo.

Avengers: Infinity War ha molto, moltissimo da raccontare: il film è privo di un’introduzione ed inizia subito in medias res, su una nave asgardiana subito dopo gli avvenimenti avvenuti in Thor: Ragnarok. Il film dura circa due ore e mezza, ma il tempo vola per la densità di eventi che accadono.

Il ritmo narrativo è incalzante fin da subito: non ci sono momenti di stallo o fini a se stessi, ma ogni singola sequenza è funzionale alla trama, o perché compie una digressione per spiegare un fatto o un personaggio, o perché è racchiusa in un rapporto di causa-effetto con la sequenza successiva.

Il film diretto dai fratelli Russo è un’opera titanica, in quanto racchiude in un lungometraggio la più grande réunion di supereroi mai realizzata nella storia: si tratta del diciannovesimo film dell’universo Marvel, nato nel 2008 con il primo capitolo di Iron man, e frutto di una storyline ben pianificata in questo decennio e programmata anche per i prossimi anni.

I fratelli Russo sono riusciti a dedicare un determinato spazio e ruolo a ciascun personaggio all’interno del film (ci sono circa 12 protagonisti ed un numero quasi uguale di personaggi comprimari), evitando di sbilanciare il delicatissimo equilibrio narrativo, un rischio che un opus magnum di questi livelli inevitabilmente possiede. La sceneggiatura e il montaggio sono quindi perfetti, perché lo spettatore non ha mai la sensazione di vedere trascurato un personaggio piuttosto che un altro, dovendo, tuttavia, essere consapevole che ogni supereroe ha vissuto un percorso diverso dagli altri, uno sviluppo maturato in film diversi a lui dedicati precedentemente.

Ecco perché, per apprezzare (e capire) Infinity War, è opportuno aver visto gli altri film della Marvel, non solo per dare un senso alla fabula e all’intreccio della narrazione, ma anche per apprezzare l’autodeterminazione della caratterizzazione dei protagonisti.

Nel film vengono sapientemente alternati alcuni momenti di combattimento pazzeschi, altri scanzonati e divertentissimi e altri, infine, profondamente drammatici. Un altro pregio sicuramente da riconoscere, pertanto, è la differenziazione all’interno del film di varie sfumature di intrattenimento: si ride parecchio, senza screditare i momenti più drammatici, che, anzi, vengono rappresentati con sensibilità.

Infinity War non si limita, tuttavia, a riunire protagonisti già visti e a farli combattere contro un nemico comune; il film si propone di approfondire il personaggio di Thanos, che abbiamo visto la prima volta in una scena post-credits del primo capitolo di Avengers nel 2012, e in alcune sequenze di Guardiani della Galassia – Vol. I.

Thanos è un personaggio complesso e profondo, dotato di un’etica non certo condivisa dai “buoni”, ma indubbiamente non mossa esclusivamente da pura malvagità. Thanos non è egoista né cattivo, non si identifica nel male. Ha una visione critica della società, ma assolutamente attuale, dato che alcune sue argomentazioni si avvicinano a problemi che viviamo tutti noi oggi. Thanos possiede, infine, sentimenti, una propria psicologia, e si troverà di fronte a delle scelte che lo metteranno a dura prova.

Non si può non affermare che il vero protagonista di Infinity War sia proprio l’antagonista, Thanos, il miglior villain ad ora mai realizzato in questi dieci anni di cinecomics della Marvel.

Non resta, ora, che aspettare la seconda attesissima parte, al cinema nei prossimi giorni.

P.s. rimanete seduti in sala fino alla fine dell’ultimo titolo di coda, perché la scena post-credits è fondamentale per il proseguo della storia.

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