Il reato di essere cristiani

di Lorenzo Angelini


Sta uscendo in questo momento la notizia riguardante un’aggressione avvenuta a Termini ai danni di un Georgiano da parte di un uomo marocchino. Il Georgiano avrebbe avuto la colpa di indossare un crocifisso al collo e per questo si sarebbe meritato l’aggressione fisica da parte di questo marocchino che avrebbe tentato di sgozzarlo con un coltello al grido di “Italiano cattolico di merda…” Come detto, i dettagli stanno uscendo solo ora ma questo fatto sarebbe avvenuto nella giornata di sabato, la vigilia di Pasqua. Anche la giornata di Pasqua, come tutti sappiamo, è stata una giornata triste per i cristiani.

In Sri Lanka, vi è stato un attentato in una Chiesa, mentre si celebrava la messa e la prima comunione di molti bambini. L’attentato, già rivendicato dall’ISIS, ha fatto 321 morti, di cui 50 bambini e 500 feriti. La notizia è rimbalzata in tutto il mondo ma i potenti buonisti del mondo sembrano non averla recepita, basti pensare ai tweet della Clinton e di Obama che nel condannare l’attentato hanno scritto che le vittime dell’attentato erano “adoratori di Pasqua”, come se fosse un peccato scrivere la parola “CRISTIANI”. Due episodi molti diversi tra loro, di diversa entità e gravità che hanno subito scatenato la reazione delle amministrazioni in Italia.

Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha immediatamente mandato una circolare ai Prefetti e Questori chiedendo di aumentare la sicurezza nei luoghi di aggregazione islamica. Ancora più netta la presa di posizione di Giorgia Meloni che ha affermato di volere bloccare, momentaneamente, gli arrivi in Italia da chi proviene da Stati a maggioranza islamica, sulla falsa riga di quanto già fatto negli Stati Uniti da Trump con il “Muslim Ban”, un atto che nega l’approdo sia clandestinamente che legalmente ai cittadini provenienti da Siria, Libia, Iran, Somalia, Sudan, Yemen. Una cosa è certa, la religione Cristiana e più nello specifico quella Cattolica resta la più perseguitata al mondo col silenzio di tanti. Urge prendere dei provvedimenti immediati in Italia, prima che accada qualcosa di molto grave e irreparabile anche a casa nostra

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