Oggi i media informano o si limitano a fare propaganda? Ce lo racconta Giuliano Guzzo nel suo “Propagande”

di Federica Ciampa

La questione centrale affrontata dal nuovo libro di Giuliano Guzzo – intitolato “Propagande, segreti e peccati dei mass media” ed edito da La Vela – riguarda il ruolo che ricoprono al giorno d’oggi i mass media: mirano ad informare in maniera imparziale ed oggettiva? Oppure, al contrario, hanno lo scopo di fare propaganda, attraverso un racconto fazioso e strumentale degli avvenimenti?

A questo riguardo, l’opinione di Guzzo – firma de La Verità e curatore del suo blog personale, giulianoguzzo.com – è chiara fin dalla prima pagina: infatti, è «sbagliato demonizzare i media, immaginando l’umanità intera plagiata ed ostaggio del Grande Fratello, ma ingenuo anche sottostimare un potere che esiste e può produrre effetti notevoli e talvolta inquietanti».

Per spiegare quanto i media riescano a condizionare la nostra vita, la nostra visione dei fatti e la nostra percezione del mondo il sociologo individua, in primo luogo, tre storie, inerenti, rispettivamente all’influenza della radio, della carta stampata e della televisione. Il testo reca, in secondo luogo, testimonianze di giornalisti di punta di quotidiani internazionali e nazionali, riguardanti la mistificazione della realtà che viene appositamente operata nelle e dalle redazioni.

Ancora, nel corso della trattazione, vengono sviscerate attraverso uno stile scorrevole ed un linguaggio non particolarmente complesso – tali da essere comprensibili ed accessibili anche a coloro i quali non sono esperti del tema oggetto del saggio – varie tematiche in cui l’ascendente dei media è più pregnante, tra le quali si evidenziano, a titolo esemplificativo e senza eccessive rivelazioni, l’autodeterminazione dell’individuo per quanto riguarda l’ aborto e l’eutanasia, la criminalizzazione della famiglia naturale, l’esaltazione dell’immigrazione e lo sdoganamento della pedofilia in nome dell’ “amore”. Dunque, gli articolati meccanismi della propaganda mediatica hanno la capacità di far sembrare giuste o, più semplicemente, normali, vicende davanti alle quali le prime reazioni sarebbero, senza dubbio, lo sgomento, la perplessità, lo sdegno.  Infine, l’autore cerca di fornire al lettore gli strumenti che può utilizzare per esaminare una notizia, i quali consistono nella ricerca, nello studio, nell’approfondimento e nell’attesa dell’uscita dei nuovi sviluppo di un avvenimento. Questi strumenti, apparentemente banali, non lo sono affatto, in un’epoca in cui i media puntano al titolo sensazionalistico e alla loro ovvia autorevolezza, la quale non può essere messa in discussione se non si vuole essere tacciati di complottismo. Lo scopo ultimo deve essere, comunque, la ricerca della verità, la quale «esiste e, nonostante tutto, resiste». Proprio per questo Guzzo sembra essere abbastanza ottimista circa l’evoluzione del ruolo dei media nella società contemporanea.

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