Questo non è un governo. L’analisi della situazione politica italiana

Di Lorenzo Angelini

Ormai è un continuo; Lega e Movimento 5 Stelle sono al governo insieme, ma di fatto non fanno che discutere ed essere l’una l’opposizione dell’altra. C’erano grandi aspettative quando il 1 giugno 2018 il Premier Conte e tutto l’esecutivo fecero il loro giuramento, ma di fatto da quel momento non abbiamo fatto altro che assistere ad una disputa tra le due parti del Governo. Su ogni argomento, su ogni presa di posizione, le due compagini non fanno che litigare come dei bambini che devono assicurarsi l’utilizzo di un giocattolo. Non si contano neanche più le volte in cui, la Lega in particolare, hanno minacciato di far cadere tutto e di tornare ad elezioni, come nel caso dell’argomento TAV, dove abbiamo da una parte una Lega che vorrebbe rispettare gli accordi presi con la Francia e finire un’opera che può far sicuramente bene all’economia dell’Italia e non solo; dall’altra abbiamo il M5S che invece, per mantenere anche un minimo di coerenza con quella che è la sua storia, vuole bloccare tutto.

Ora c’è il caso Siri a tenere banco, il sottosegretario del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è accusato di corruzione, più in particolare sembrerebbe aver ricevuto 30.000€ in cambio dell’approvazione di una norma legata alla costruzione di impianti eolici. Ovviamente la reazione di Di Maio, che è garantista solo quando si tratta del Sindaco di Roma Raggi, non è tardata ad arrivare ed ha immediatamente chiesto le dimissioni del Senatore leghista, forse anche con l’intento di indebolire Salvini, in quanto Siri è un suo strettissimo collaboratore. Inutile spiegare che il leader della Lega non ha nessuna intenzione di perdere questa battaglia, dato che già in diverse occasioni ha dovuto sottostare alle volontà grilline, ed il Governo si appresta ad affrontare l’ennesima crisi. Queste situazioni sono dovute, ovviamente, al fatto che Lega e Movimento 5 Stelle sono quanto di più diverso ci possa essere nel panorama politico italiano. Da una parte abbiamo un partito, La lega, che ad oggi si posiziona a livello teorico a Destra e che prende il grosso dei suoi voti dalla parte della popolazione che si dice sovranista ed identitaria. Dall’altra abbiamo il Movimento 5 Stelle che seppur nasce come partito trasversale e post ideologico, nell’immaginario collettivo di chi vota sta prendendo sempre di più il posto di una sinistra lontana anni luce dal popolo e dagli elettori. Bisogna dire anche che questo Governo qualche punto del suo programma lo ha pure portato a casa, ma non senza mille difficoltà di comunicazione e dissidi vari che danno sempre di più impressioni che siamo di fronte ad esecutivo per niente equilibrato che, nessuno me ne voglia, farà veramente fatica ad arrivare a fine mandato.

LA CRISI ROMANA

Discorso a parte è quello delle amministrazioni locali dove la Lega continua presentarsi e a vincere al fianco del centrodestra con gli altri partiti Fratelli d’Italia e Forza Italia. A Roma – dove la Lega non superò la soglia di sbarramento fermandosi al 2,71%, ma dove ad oggi ha comunque dei rappresentanti, sia in comune che nei municipi, grazie a tutti quei politici passati al Carroccio dagli altri partiti – la situazione è a dir poco più complicata. La città, amministrata dalla Raggi è allo sbando, degrado e insicurezza imperversano ovunque, dalle periferie come nei centri residenziali e la Lega è uno dei partiti che muove l’opposizione alla Giunta Capitolina. Degli ultimi giorni il continuo botta e risposta proprio tra Matteo Salvini e Virginia Raggi dove il primo, anche sfruttando a suo vantaggio l’indagine sul Sindaco di Roma per il progetto del nuovo stadio della Roma, incolpa la seconda di non essere capace ad amministrare la Capitale, arrivando addirittura a minacciare di non far partire il “Salva Roma”, un provvedimento che darebbe più risorse economiche alla città per ripagare una parte dello suo storico debito. Come prevedibile un argomento così scottante non poteva non aver ripercussioni a livello nazionale dove Di Maio si è dovuto muovere in difesa del primo cittadino romano, non presentandosi neanche al Consiglio dei Ministri e aprendo ad una nuova ed ennesima crisi di governo, a quasi un mese dalle elezioni europee. C

Non è la prima volta che in Italia c’è un Governo che si basa su alleanze tra partiti di diversa fazione politica, anzi bisogna dire che negli ultimi anni è diventata una vera e propria moda:

1. Governo Monti – composto da Popolo della libertà e Partito Democratico, più altri partiti minori.

2. Governo Letta – composto dal Partito Democratico, il Popolo delle Libertà che poi passò all’opposizione perdendo un pezzo dei suoi rappresentanti che crearono il Nuovo CentroDestra di Alfano e continuarono ad appoggiare l’esecutivo e altri partiti come l’Unione di Centro e Scelta Civica seppur in rappresentanza decisamente inferiore.

3. Governo Renzi – composto nello stesso modo del Governo Letta.

4. Governo Gentiloni – dove al posto del Nuovo CentroDestra era nato Alternativa Popolare che faceva sempre da stampella al Partito Democratico.

C’è una cosa che accumuna tutti questi esecutivi, sono durati poco e sono sempre stati caratterizzati dall’incertezza politica per qualsiasi tipo di provvedimento.

Questo per dire che se il Governo Giallo – Verde continua ad andare avanti in questo modo sarà veramente dura vedere una progettualità futura a lungo termine, dato che sembrano più interessati a lanciare una nuova campagna elettorale nazionale oltre che quella europea.

La Lega, prima che tutto cada, deve far approvare a tutti i costi la Flat Tax, argomento tanto caro all’area di Centrodestra e che non gli farebbe perdere credibilità, dopodiché dovrebbe iniziare a pensare che questa alleanza sul lungo termine possa essere svantaggiosa per se stessa e per tutto il paese, per arrivare ad un unico risultato scontato, ELEZIONI ANTICIPATE.

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