Esplorando Lo Stivale – Roma #10

Redatto, curato e assemblato: Samuel Tavoletti

Collaborazioni: Manuel Berardinucci, Noemi Mascioli, Silvia Panfili                          ROMA

Altare della Patria – Copertina di Esplorando lo Stivale

Storia

«Roma è la sola città d’Italia che non abbia memorie esclusivamente municipali; tutta la storia di Roma, dal tempo de’ Cesari al giorno d’oggi, è la storia di una città la cui importanza si estende infinitamente al di là del suo territorio; di una città cioè destinata ad essere la capitale di un grande Stato.»

C.B. Cavour

La storia romana è la storia del mondo, dell’Italia e d’Europa. Densa di avvenimenti e personaggi memorabili, tenterò perciò di tracciare una generale narrazione degli accadimenti più importanti e delle epoche che l’hanno attraversata, tentando di non tediarvi. La data di fondazione della Città di Roma è convenzionalmente il 21 Aprile del 753 a.C., come ci suggerisce lo storico latino Varrone. Essa nacque dall’unione dei villaggi che vivevano sui colli romani e fu retta, per un periodo di 244 anni, da una monarchia che vide regnare, secondo la tradizione, sette re: Romolo (leggendario fondatore), Numa Pompilio, Tullo Ostilio, Anco Marzio, Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo. L’ultimo monarca, di origine etrusca, fu deposto e venne instaurata la prima Repubblica che la Storia ricordi, internamente segnata dalle lotte tra patrizi e plebei, ma che riuscì a conquistare prima il Lazio e poi tutta la penisola Italica. Successivamente Roma si spinse verso Cartagine, la Macedonia, le isole del Mediterraneo, la Spagna, la Grecia  e l’Africa, attestandosi il dominio del mare che, infatti, i latini denomineranno Mare Nostrum. Con Caio Giulio Cesare, prima console e poi dittatore a vita, e fondamentale nel passaggio dalla forma repubblicana a quella imperiale, il dominio romano si estese in Gallia. Il suo governo fu segnato da alcune importanti riforme e terminò con una congiura ai suoi danni. Successivamente prende piede l’Impero che, fino alla divisione alla proclamazione di Ravenna come capitale dell’Impero Romano d’Occidente, avrà in Roma il suo fulcro vitale. Alla caduta dell’Impero d’Occidente nel 476, Roma, come il resto d’Italia, fu segnata da invasioni barbare, fino all’insediamento della Chiesa che, nel 756 prese potere, sotto Papa Stefano II, sulla città. Roma, centro politico del mondo grazie all’avvento dei Papi (appoggiati dalle famiglie nobili) si confermò città pontificia quando Bonifacio VIII nel 1300, proclamò il primo Giubileo, portandovi milioni di pellegrini. Nel periodo della cosiddetta “cattività Avignonese” fu governata dall’aristocrazia, in perenne lotta interna, che portò ad un’involuzione della città. Col ritorno dei Papi, Roma conobbe un nuova epoca di splendore e crescita, venne ricostruita l’attuale Basilica di San Pietro e il centro cittadino venne profondamente rinnovato. Nel 1527 Roma fu vittima del Sacco dei Lanzichenecchi, al servizio dell’Imperatore Carlo V, che la devastò. Successivamente le famiglie cardinalizie si dedicarono all’edificazione di nuove lussuose dimore e alla ricostruzione in stile barocco. Il dominio Papale durerà fino al 1798, quando, anche per influenza dei disordini causati dalla Rivoluzione Francese, Pio VI fu deposto e venne proclamata la Repubblica Romana, fino alla conquista da parte di Napoleone Bonaparte (che avviò diversi scavi archeologici), alla decadenza del quale tornerà ad essere città Pontificia. Il predominio dei Papi durerà, con alcune brevi eccezioni come l’occupazione di Gioacchino Murat o la Seconda Repubblica Romana, fino al 1871 quando, in seguito alla Breccia di Porta Pia, verrà dichiarata Capitale del Regno d’Italia. Da allora la città sarà sempre al centro della politica nazionale italiana e fulcro della cristianità in tutto il mondo.

(Colosseo, 1860) 

Il Personaggio

 Non nego la difficoltà nella scelta di un singolo personaggio per una città di tale calibro. Sceglierne uno tra Re, Imperatori, Pontefici, Generali, Nobili e Politici, mi sarebbe sembrato scorretto nei confronti di tutti gli altri e così ho optato per qualcuno che ha contribuito, al di fuori delle lotte per il potere, alla grandiosa bellezza della Città Eterna: Gian Lorenzo Bernini. Nato a Napoli nel 1598, si trasferì a Roma nel 1606 con la famiglia. Il padre, Pietro Bernini, già noto artista, introdusse il figlio nell’alta società, permettendogli di conoscere alcune importanti famiglie come i Borghese e i Barberini. In particolare il cardinale Scipione Caffarelli-Borghese commissionò al giovanissimo artista, alcune delle opere che diverranno più note del Bernini, tutt’oggi conservate presso il museo Villa Borghese a Roma: Anchise e Ascanio fuggitivi da Troia, il Ratto di Proserpina, il David e l’Apollo e Dafne. Le opere impressionarono gli osservatori per la leggerezza che Gian Lorenzo riusciva a conferire alle sue sculture e i movimenti fluidi e dinamici. Nel 1623, Matteo Barberini, che in passato era stato mecenate del Bernini, salì al soglio pontificio col nome di Urbano VIII e gli commissionò diversi importanti lavori come il sepolcro di diversi Papi e il Baldacchino di San Pietro. Dopo un periodo di scarsa attività, dovuta all’ascesa di Innocenzo X, apertamente ostile al defunto Urbano VIII e a tutti i suoi protetti, Bernini tornerà in auge con la meravigliosa Fontana dei Quattro Fiumi in Piazza Navona. Successivamente progettò il Colonnato di Piazza San Pietro e realizzò gli Angeli con i Simboli della Passione, che adornano Castel Sant’Angelo. Morì nel 1680, il 28 novembre. Piccola chicca: quando la Patria aveva ancora una sua moneta, che era espressione di Sovranità e omaggiava la sua storia, Gian Lorenzo Bernini, fu impresso sulla banconota da 50.000 Lire.

(Gian Lorenzo Bernini)

Miti e leggende

Avrei potuto parlare della mitica fondazione di Roma, delle celebri Oche del Campidoglio o dell’adultera che riuscì ad ingannare la Bocca della Verità. Senza dubbio una città infinitamente grande ed eternamente attraversata dalla Storia con la “S” maiuscola, come Roma, si presta ad essere sfondo di innumerevoli racconti, veri o presunti. Ho deciso così di portarvi nel Regno della Magia, a cui la Capitale della Cristianità, nella quale convivono, senza stridere tra di essi, Sacro e Profano, non è sfuggita. Campeggia nei giardini di Piazza Vittorio, infatti, la “Porta Alchemica”, edificata nella seconda metà del 1600 dal marchese Palombara, presso la sua lussuosa residenza. Della Villa, ad oggi, resta solo la misteriosa porta, su cui sono incisi simboli alchemici e magici che, a detta di alcuni, rappresenterebbero la formula per costruire la Pietra Filosofale, per altri quella dell’oro. Una delle tante versioni legate al mistero della porta, racconta che il marchese ospitò presso la sua dimora Giuseppe Borri, noto alchimista, il quale passò un’intera notte, nel giardino della Villa, alla ricerca di una misteriosa erba. Il mattino seguente fu visto scomparire per sempre attraverso la porta, lasciando dietro di sè alcune pagliuzze d’oro, frutto di una riuscita trasmutazione alchemica, e una misteriosa carta piena di enigmi e simboli magici che sembravano contenere il segreto della pietra filosofale. Palombara al mattino trovò il foglio e non riuscì, nonostante i numerosi tentativi, a decifrare i codici. Decise così di renderli pubblici, facendoli incidere sulle cinque porte che circondavano Villa Palombara (di cui unica superstite è la Porta Alchemica), nella speranza che, un giorno, qualcuno sarebbe riuscito a comprendere il testo. Secondo altri, le enigmatiche iscrizioni, potrebbero riferirsi al manoscritto Voynich.  

(Porta Alchemica)

Economia e politica

Roma è il primo comune italiano per Prodotto Interno Lordo ed il più grande d’Europa per superficie agricola, pari al 40% del suo territorio totale. Roma ospita un vasto numero di imprese di medie e piccole dimensioni, concentrate in alcuni grandi poli come il Tecnopolo Tiburtino, il Parco de’ Medici e Santa Palomba. Presenta un settore dei servizi particolarmente sviluppato, ospitando le sedi di varie aziende di telecomunicazione, oltre che poli di ricerca tecnologica e scientifica. Inoltre, diverse attività commerciali e finanziarie, enti pubblici e Ministeri della Repubblica, sono siti nel complesso urbanistico dell’EUR, la cui grandiosa realizzazione è da riconoscere al Regime Fascista.

Infine, la sua storia, le sue Chiese, i musei, le antiche strade, i sapori genuini, i Parchi, le fontane, i paesaggi e le tracce della grandiosa antichità, vincendo sull’incuria di amministratori e spesso, cittadini, continuano ad attrarre circa 90.000 turisti al giorno, rendendola la città più visitata d’Italia, la sesta in Europa e la 14esima nel mondo. Certo, pensare che Londra e Parigi battano la città eterna, non ci fa piacere e deve costituire una spinta per non adagiarci più sugli allori delle bellezze antiche. Infatti, se queste ultime, senza essere accompagnate da serie politiche turistiche, già portano a risultati così straordinari, immaginate dove potrebbe arrivare la Capitale d’Italia, con amministratori accorti e lungimiranti e cittadini consapevoli.

(Ministero dell’economia e delle finanze)

Attrazioni

Tutte le strade portano a Roma. 

Infatti come si può non visitarla almeno una volta nella proprio vita?

Simbolo e cuore di essa è proprio il Colosseo.

Come disse Charles Dickens: “Il Colosseo di giorno, al chiaro di luna, a lume di torcia e con ogni sorta di luce è quanto di più stupendo e terribile.”

Basti pensare che è la principale meta turistica in Europa e la seconda al mondo dopo la Muraglia Cinese. 

Originariamente conosciuto come Amphitheatrum Flavium o semplicemente come Amphitheatrum, è il più grande e maestoso anfiteatro del mondo, situato nel centro della città di Roma. Nel 2007 è stato inserito tra le sette meraviglie del mondo moderno.

Un vero e proprio gioiello che porta con sé 1949 anni di storia.

Onorato da una maestosa cupola, non può passare in secondo piano il maestoso Pantheon.

Esso fu costruito dall’imperatore Adriano tra il 118 e il 125 d.C e nel 609 fu convertito a basilica cristiana, dedicata a Santa Maria ad Martyres. Nel 1870 è divenuto luogo di riposo dei sovrani d’Italia, tra cui Vittorio Emanuele II, Umberto I e Margherita di Savoia.

Un altro pilastro della storia da non perdere è l’Altare della Patria, o noto meglio come il Vittoriano.

Questo monumento fu costruito per celebrare il re Vittorio Emanuele II ed oggi rappresenta il simbolo dell’identità nazionale, artistica e culturale.

Non si può visitare Roma e lasciarsi sfuggire l’occasione di vedere uno degli più celebri e magnifici esempi di archittetura italiana e della cristianità. 

Ecco a voi la cupola della Basilica di San Pietro, progettata da Michelangelo e dove vi si conservano capolavori di una bellezza unica come la Pietà di Michelangelo, la Cattedra di S. Pietro e il Baldacchino del Bernini.

Impossibili da mancare sono anche I Musei Vaticani, noti come uno dei più ricchi complessi museali al mondo, Piazza di Spagna, con la sua incantevole scalinata protagonista di svariati film, e la Fontana di Trevi, dove potrete lanciare la vostra moneta portafortuna e rivivere il periodo della Dolce Vita.

E ricordate, come disse Giovanni Canestri : “Chi è nato a Roma la ama, ma chi non ci è nato e l’ha incontrata, a volte, come nel mio caso, la ama ancor di più!”

(Colosseo)

(Basilica di San Pietro)

(Musei Vaticani)

(Piazza di Spagna)

(Fontana di Trevi)

Piatti tipici

“Che tu possa vedere nulla di più grande delle città di Roma” .

La capitale d’Italia, la città dalle mille sfaccettature e dai tanti colori. 

Il suo fascino e la sua bellezza la rendono unica al mondo. Le sue vie ricche di luci e di storia, il suo cielo  prega e parla d’amore. La sua atmosfera e i suoi sapori incantano e rapiscono, non solo l’intera nazione, ma anche i turisti provenienti da tutto il mondo. 

In un paese saturo di cultura non potevano mancare i piatti più scelti, più rinnovati e tipici, che riescono a raccontare e a rappresentare  al meglio la nostra Forza.

Roma non ti farà mancare niente, nemmeno, a tavola : dall’ antipasto al dolce, la scelta è abbondate e molto vasta.

Per chi di voi non ha ancora deciso cosa fare in questo giorno di festa, io vi consiglio caldamente di provare queste tre portate tipica della cucina Romana.

Antipasto per ”aprì o’ stomac(o) ”, un  semplicissimo carciofo alla giudìa: i conosciutissimi carciofi romani (i cimaroli), senza spine e teneri immersi nell’acqua e limone e poi fritti con olio bollente.

Primo gustoso e “non tanto leggero”, una bella carbonara: il piatto della Patria, poiché risulta lo spaghetto condito più apprezzato e mangiato dagli italiani. La sua preparazione, non semplice, deve essere seguita nei minimi dettagli per evitare l’effetto frittata. Per un’ottima carbonara non deve mancare i seguenti ingredienti: uova, guanciale e pepe.

In ultimo, come da tradizione e da vero romano devi far felice il pancino con un caloroso dolce. Roma, trova spazio per tutti, anche per un buon dessert: la crostata di visciole (marmellata di ciliege), gustata in ogni stagione e in ogni ora della giornata. 

Amici lettori, non dimenticate mai che i romani sono “gente de panza e de sostanza”.

(Carciofo alla giudia)

(Carbonara)

(Crostata alle visciole)

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