NEXT STEP: EUROPE. VOL 3. Il voto in alcuni paesi dell’UE

Chi si vota e come si vota in giro per l’Europa?

Dopo aver analizzato, nei primi 2 volumi di questo speciale in vista delle Europee, uno scenario del voto possibile in Europa ed aver analizzato l’eurogruppo egemone, il PPE, in questo terzo volume ci dedichiamo all’osservazione di come e chi voterà in diversi Paesi europei.

Ogni singolo dato è da prendere con le molle, in primis in quanto manca un mese alle elezioni e tutto è possibile, in secundis perché i singoli dati nazionali sono frutto solamente delle informazioni fornitemi da corrispondenti esteri.

ITALIA

Partiamo dal Bel Paese, come è giusto che sia: allo stato attuale, il primo partito, senza timore di smentita, sarà la Lega. Il partito, che oggi si definisce di destra e che fa del populismo, dell’antimmigrazionismo, euroscetticismo, antiglobalizzazione, nazionalismo e federalismo i suoi cavalli di battaglia, è dato tra il 31 ed il 32% nei consensi. A livello europeo è nell’ENF, del quale è in questo momento il membro più rilevante.

AUSTRIA

In Austria il primo partito uscente nelle future elezioni europee – ad oggi è dato intorno al 34% – è il Österreichische Volkspartei (OVP) guidato da Sebastian Kurz. Il Partito Popolare Austriaco, di ispirazione cristiano – democratica e conservatore liberale, fa parte del grande calderone del PPE, anche se la sua collocazione attuale è più nel solco della Destra classica che non del centro – destra per come lo intendiamo noi in Italia.

Subito a seguire – con il 28% dei favori – viene il Sozialdemokratische Partei Österreichs (SPO), il Partito Socialdemocratico d’Austria, di matrice neocorporativista, ecosocialista, socialiberale, europeista e socialdemocratica. Schierato a centro – sinistra e facente parte dell’eurogruppo S&D, è il principale antagonista in questa tornata elettorale dell’OVP.

REPUBBLICA CECA

In Repubblica Ceca dovrebbe stravincere – è tra il 30 ed il 33% nei sondaggi  – Akce Nespokojených Občanů – ANO 2011 (ANO), fondato e guidato nel 2012 dal milionario Andrej Babis. Azione dei Cittadini Insoddisfatti – SI 2011 è un interessante progetto politico fondato su due ideologie, quella liberale e quella populista, che si colloca in un’area di centro/centro – destra, uno dei tanti “partiti acchiappa tutto” che stanno sorgendo negli ultimi 10 anni in Europa. Fa parte, in Europa, di ALDE.

SPAGNA

In queste ore gli iberici stanno votando per il loro nuovo Governo. Le attuali proiezioni europee, ad ogni modo, danno in vantaggio, seppur in calo, il Partido Socialista Obrero Español (PSOE), socialdemocratico, europeista e riformato, negli ultimi anni, spostandosi da una collocazione di sinistra pura ad una di centro – sinistra, con un gradimento del 26%. Il Partito Socialista Operaio Spagnolo, in Europa, fa parte della famiglia di S&D.

A seguire – intorno al 20% dei consensi – il Partido Popular (PP), cristiano – democratico, monarchico, conservatore liberale, popolare ed europeista. Forte della sua collocazione a centro – destra (anche se negli ultimi giorni si è aperto nei confronti di VOX e della destra franchista), fa parte del PPE.

* L’articolo è stato scritto precedentemente alle votazioni per il rinnovo del Parlamento spagnolo: in ogni caso, seppur con qualche scostamento di percentuali (28% PSOE – 17% PP), le previsioni si sono rivelate giuste.

CROAZIA

In Croazia la fa da padrone, anche se rispetto alle elezioni nazionali del 2016 è in declino, l’Hrvatska demokratska zajednica (HDZ),l’Unione Democratica Croata, di centro – destra, conservatore, europeista e cristiano – democratico. Il partito, che esiste dalle prime elezioni democratiche dopo la fine del sistema comunista del 1990, in Europa è posizionato all’interno del PPE. Per le attuali elezioni è dato tra il 32 ed il 27%.

DANIMARCA

In Danimarca situazione abbastanza particolare, nella quale i primi due partiti di Governo sono entrambi schierati a “sinistra”, e così dovrebbe essere la situazione in vista delle votazioni Europee. Tra il 25 ed il 26% dei consensi, Socialdemokraterne (A), socialdemocratico e di centro – sinistra, facente capo all’eurogruppo S&D, dovrebbe risultare il primo votato.

A seguire, in uno scenario anomalo rispetto al resto d’Europa, Venstre – Danmarks Liberale Parti (V), intorno al 18% nei sondaggi ed in ascesa. La particolarità è che il partito, che si chiama Sinistra – Partito Liberale di Danimarca, in realtà occupa l’area di centro – destra del Governo e si ispira al liberalismo conservatore e al ruralismo. In ambito europeo, fa riferimento ad ALDE. Strana gente, questi danesi.

SVEZIA

Dalle parti di Stoccolma, il primo partito, anche se in calo come tutte le sinistre europee, rimane Sveriges Socialdemokratiska Arbetareparti (S). Il Partito Socialdemocratico dei Lavoratori di Svezia, principale partito di centro – sinistra locale, è anche il più antico della nazione (1889) e si ispira alla socialdemocrazia ed alla “terza via” (posizione intermedia tra le istanze della destra e della sinistra). Le attuali proiezioni lo danno tra il 23 ed il 27%, una percentuale utilissima all’eurogruppo S&D, di cui fa parte.

Secondo partito dovrebbero risultare Sverigedemokraterna (SD), i Democratici Svedesi, partito di destra populista, nazionalista, conservatore ed euroscettico, in netta ascesa, e che in Europa fa capo a EFDD.

OLANDA

Situazione decisamente interessante in Olanda, dove il primo partito – 17% nei sondaggi, primo per un nulla – dovrebbe confermarsi Volkspartij voor Vrijheid en Democratie (VVD), partito di stampo liberale e conservatore che si posiziona nel centro – destra locale e, a livello europeo, è nella famiglia di ALDE.

Segue immediatamente – in forte ascesa e con un 16% nei sondaggi – Forum voor Democratie (FVD), il partito con a capo Thierry Baudet, di estrema destra, che si fa portavoce del nazionalismo, conservatorismo, euroscetticismo, sovranismo, oltre che a propugnare idee di democrazia diretta e digitale. Non ha un gruppo di riferimento in Europa, sarà interessante sapere se questo influenzerà il voto.

Al terzo posto, in una situazione di incertezza massima, si piazza GroenLinks (GL), partito di sinistra che si fa araldo dell’ambientalismo, ecosocialismo, liberalismo sociale, progressismo e cristianesimo sociale. E’ dato in ascesa ed al 13%, mentre il suo party europeo di riferimento è Verdi/ALE.

REGNO UNITO

La situazione di profonda crisi che si respira nel Regno Unito dal 2016, tiene in gioco essenzialmente due partiti, a poca distanza l’uno dall’altro. Il primo di questi è il Labour Party (LAB), guidato da Corbyn, ormai stabilmente a sinistra, portatore dell’istanze laburiste, socialdemocratiche e marxiste. E’ dato attualmente al 30% e fa riferimento a S&D.

In seconda posizione troviamo – con circa il 27% delle preferenze, benché in calo – il Conservative Party (CON) di Theresa May, conservatore, liberale, euroscettico e posizionato a centro – destra. In Europa fa riferimento a ECR.

FRANCIA

In Francia due gruppi si contendono lo scranno di primo partito. Il primo è La République En Marche (LREM), lo schieramento politico di Macron, liberista, europeista, un classico partito “pigliatutto” di centro. E’ forte di circa un 23% delle preferenze ed in Europa è uno dei massimi esponenti di ALDE.

Il secondo gruppo è Rassemblement National (RN), il nuovo partito che fa capo a Le Pen, di estrema destra, nazionalista, populista, euroscettico, antimmigrazionista, sovranista, conservatore e protezionista. E’ in leggero calo, ma può contare sul 21% delle preferenze ed in Europa, dopo la Lega, è araldo di ENL.

BULGARIA

In Bulgaria ci sono due partiti con pressoché identica possibilità di vittoria. Uno è Bălgarska Socialističeska Partija (BSP), il Partito Socialista Bulgaro. Orientato a centro – sinistra, socialdemocratico, russofilo ed euroscettico, è in forte ascesa ed è dato al 36% dei consensi. In Europa è parte di S&D.

Il secondo è Graždani za evropejsko razvitie na Bălgarija (GERB) – in calo ma sempre intorno al 35%. Il Partito dei Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria, di centro – destra, fortemente europeista, populista e conservatore, è parte del PPE.

Nei prossimi volumi di questa analisi, saranno analizzati i possibili voti negli altri Paesi UE e molto altro. Manca meno di un mese al voto? Siete pronti a votare?

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *