Avengers: Endgame. La recensione

Lo schiocco delle dita di Thanos ha spazzato via il 50% degli esseri viventi dell’intero universo. I pochi supereroi superstiti non reagiscono allo stesso modo in seguito al tragico evento apocalittico: c’è chi prova a ricominciare una vita, chi ci riesce e chi non perde le speranze e non smette di cercare nuove soluzioni.

La svolta avverrà grazie al gioco di squadra, quando ciascuno è chiamato a fare la propria parte e diventa consapevole che il futuro dell’umanità non dipende dalla forza del singolo, ma dalla collaborazione e il sostegno reciproco in un gruppo. Una sfida indubbiamente non facile, contro un nemico, Thanos, astuto e pericolosissimo.

Tutto è iniziato con Iron Man nel 2008, primo capitolo di una una saga di 22 film che la Marvel Cinematic Universe ha creato in undici anni sulla base narrativa dei fumetti del compianto Stan Lee (anche qui presente in un imperdibile cammeo). Programmazione e creatività, due ingredienti fondamentali che hanno dato vita a storie e vicende che si intrecciano, momenti che hanno divertito, commosso ed emozionato generazioni di spettatori.

Degno successore di Infinity WarAvengers: Endgamerappresenta il gran finale. Un film indubbiamente più profondo rispetto ai precedenti, in cui la drammaticità e l’epica assumono una connotazione più marcata ed elaborata, e l’eroismo viene mostrato in diverse sfaccettature. Non mancano, tuttavia, l’ironia, la dissacrazione e il ridimensionamento di qualcuno, in grado di alleggerire i momenti di tensione più palpabili.

La colonna sonora contribuisce efficacemente a creare maggior enfasi nei momenti di páthos e nelle sequenze più galvanizzanti. Grazie anche alla grandiosa e magnificente spettacolarizzazione visiva (soprattutto nell’epico scontro finale) si crea una potente immersione collettiva, un’esperienza che solo al cinema si può vivere.

Nonostante le tre ore di durata, grazie a un’ottima sceneggiatura e una sapiente regia il film intrattiene tantissimo. Inoltre, la scelta di dedicare (soprattutto nella prima metà) moltissime scene al dialogo piuttosto che all’azione rende Avengers: Endgame un film più adulto e ambizioso. E ciò non è un peso, anzi!

Emerge, infine, con molta forza il tema del sacrificio, chiave di lettura antica e ricorrente nelle storie dei grandi eroi. La consapevolezza che il benessere altrui e comune sia superiore al proprio, l’umiltà di abbandonare una visione egoistica a favore di una collettiva, la capacità di cogliere e realizzare ciò che è davvero importante sono gli elementi alla base del sacrificio, una componente della nostra umanità.

Perché, prima di tutto, l’eroe è un uomo. Con poteri speciali, ma un uomo.

Per la prima volta non sono presenti scene dopo (o durante) i titoli di coda. Tuttavia, assistere alla parte grafica in cui compaiono le firme (!) degli attori che hanno dato volto, voce e corpo agli eroi dei fumetti per svariati anni è un commiato originale ed emozionante.

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