Un caffè con… Daniele Iezzi candidato al comune di Montesilvano

Di William Grandonico

Ciao Daniele, è un piacere poterti intervistare. Raccontaci un po’ di te.

Pur essendo fortemente radicato a Montesilvano — città in cui vivo da sempre —, il mio trascorso pre-universitario che più ha segnato la mia breve biografia parte dal Liceo Leonardo Da Vinci di Pescara, scuola di cui sono stato rappresentante d’istituto. Quest’ultima è stata forse l’esperienza che più ha influito nelle mie scelte.
Dopodiché ho conseguito la laurea triennale in filosofia nell’università San Raffaele di Milano con una tesi in filosofia antica sul pensiero di un Padre della Chiesa greco, attualmente sono studente magistrale presso il medesimo ateneo. Ivi ho studiato con alcune tra le personalità di spicco del panorama filosofico e accademico italiano [scil. Massimo Cacciari, Emanuele Severino, etc…].
Per quanto riguardo il mio trascorso politico posso dire che, per un verso, non è poi così ricco giacché in questi anni il panorama politico nazionale è stato dapprima il teatro degli schieramenti appartenenti alla dicotomia “destra-sinistra” — categorie dalle quali sono anni luce lontano —, e per questo fatto dunque la militanza entro questi schemi mi appariva davvero ripugnante. In secondo luogo sempre in questi anni, la democrazia in Italia è completamente sparita, praticamente io ho visto succedersi solo governi tecnici o governi di partiti non passati attraverso sovrane e libere elezioni, perciò ero oltremodo sfiduciato. Nonostante questo ho sempre fatto politica (quella vera!), fatta di idee, letture, dibattiti, confronti con le persone, sin dalle superiori trattando di temi politici ovunque, assemblee, conferenze, incontri. In quel periodo per la prima volta mi ero timidamente accostato al mondo Lega, che allora si chiamava “Noi con Salvini”. Dopo questa parentesi e causa spostamenti per gli studi mi sono temporaneamente distacco, per ritornare in seguito a supporto della candidatura di Ottavio De Martinis al consiglio regionale e poi ad oggi per le comunali a Montesilvano — obiettivo che invero ho in mente da sempre.

Ti vedo candidato per queste amministrative tra le fila della Lega, cosa ti ha spinto a fare questa scelta?

“Le motivazioni che hanno spinto un giovane a trovare una rotta nuova nel mare della società, possono essere ridotte essenzialmente a due ordini di ragioni. In primis, dopo le ultime elezioni sono tornato credere in qualcosa, ho visto nell’alleanza di governo M5S-Lega una svolta “progressiva” nel vero senso della parola, come hanno visto anche molti intellettuali che si sono avvicinati a questo governo e a cui mi sono ispirato. Ossia ci sono stati dei cambiamenti radicali i quali, secondo me, potrebbero porre in un futuro non molto lontano le basi per una nuova stagione della politica italiana ed europea. Tra questi per esempio il tentativo di porre un primato della politica nazionale sull’economia globale deregolamentata, le politiche sociali (vedi p.es. Quota 100), l’opposizione al progetto diabolico dell’Unione Europea, la lotta alla moderna schiavitù chiamata ideologicamente migrazione… Questo su scala nazionale. In secondo luogo, sicuramente il desiderio di riportare le politiche sociali di questo governo su scala locale, con la strenua voglia di togliere il posto in comune a qualche vecchio marpione di una generazione fallita che ha pensato solo agli interessi propri e di pochi individui insozzando così la mia povera Montesilvano, la quale tra l’altro sta andando sempre più dissolvendosi in quel progetto nato corrotto della “Grande Pescara”.

Dammi una tua visione della politica odierna nella tua città.

Montesilvano purtroppo si è fatta conoscere negli anni più per i disastri che per i successi politici delle varie amministrazioni. Si pensi all’epoca Cantagallo, alla giunta Di Mattia caduta per motivi vari, all’inquinamento del fiume e annesso divieto di balneazione, alla cementificazione selvaggia che ha sommerso il verde con orripilanti costruzioni, alla microcriminalità dilagante, al recente titolo di “Riace d’Abruzzo” — non certo una medaglia d’apporsi al petto —, e via discorrendo. Solo negli ultimi anni è stato fatto qualcosa per l’ambiente, per combattere la microcriminalità e per riorganizzare meglio le risorse, ma non v’è stato a mio parere un cambiamento sostanziale. Quello che, in breve, dal mio punto di vista occorrerebbe subito fare è puntare sulla cultura con la costruzione di un teatro (è nel programma), l’utilizzo della Stella Maris come centro poli-culturale e soprattutto una programmazione culturale seria; poi favorire le ristrutturazioni più che le nuove costruzioni, dando comunque lavoro alle imprese; apertura di un commissariato di polizia per la sicurezza cittadina (è nel programma); infine l’apertura di centri o punti d’informazione per i giovani dai 18 ai 30 anni che favoriscano l’incontro della domanda e l’offerta di lavoro sul territorio.
Si può sperare in tutto ciò perché ora avendo come riferimento a livello nazionale un partito come la Lega e con un’amministrazione a fortissima trazione Lega, qualcosa dovrebbe andare diversamente, egoismi e interessi individuali potrebbero subire una brusca frenata

Qual è la tua ricetta per la città di Montesilvano?

Montesilvano per chi l’ha vissuta fin da piccolo, nelle strade, nei luoghi più significativi e in mezzo alle situazioni della vita di tutti i giorni, conosce i problemi che ci sono e su cui si dovrebbe intervenire. V’è per esempio un enorme problema di speculazione edilizia, i cosiddetti “palazzinari” hanno messo cemento ovunque, rovinato ogni spazio verde disponibile permettendo la costruzione di mostri di cemento orribili e per di più invenduti, con “gusti” estetici e architettonici propri solo di veri ignoranti i quali sanno solo mettere l’asfalto dentro le buche — fatevi un giro per le strade di Montesilvano e ve ne accorgerete dopo un secondo. V’è altresì un problema di microcriminalità notevole, arginato dallo sgombero del ghetto africano di Via Ariosto, ma ancora presente in varie forme come spaccio, prostituzione, furti, violenze e bullismo tra i giovanissimi. Ancora, la divulgazione e le iniziative culturali sono pressoché nulle e ciò riflette un problema educativo soprattutto giovanile molto presente a Montesilvano — a cui fa capo naturaliter la profonda inadeguatezza delle amministrazioni di questi decenni —; questa volta il sindaco ha in programma la costruzione di un teatro che potrebbe essere sfruttato per moltissime attività che porterebbero lustro a tutta la nostra città, vorrei intervenire in prima persona proprio in questo senso. Sfruttare meglio il turismo, intervenire a sostegno delle giovani famiglie con agevolazioni e bonus, aiutare le piccole attività, sistemare alcune zone e quartieri veramente degradati, fare leva sulla funzione educativa dello sport che ha tolto molti ragazzi dalle strade e ha fatto tanto bene a Montesilvano negli anni — si pensi alla Pugilistica Di Giacomo o all’eccellenza del calcio a 5.
In generale, concentrarsi dunque sulle attività comunitarie.

Sei stato molto gentile caro Daniele, amico ed ex collega di rappresentanza. Salutaci come preferisci, magari con la tua ricetta politica.

In tutto questo io vorrei essere prima di tutto un faro, un punto di riferimento per tutta la fascia giovanile di cui conosco bene le problematiche e di cui nessuno si importa, lo so per certo — sono il più giovane candidato a Montesilvano del primo partito d’Italia e d’Abruzzo, dunque possiamo farcela —, e delle famiglie sfiduciate e abbandonate.
Poi il mio lavoro al consiglio verterebbe soprattutto sulla riqualificazione culturale ed educativa di questa città, che si convertirebbe di conseguenza in benefici economici per tutta la cittadinanza. Quindi promozione di eventi culturali, sportivi collegandoli al turismo e alle piccole-medie attività commerciali e artigianali di Montesilvano, a discapito dei grandi centri del consumo fine a sé stesso.
Il candidato sindaco ha visto in me del potenziale e per questo mi ha portato con sé candidandomi come il più giovane della lista, ma per fare quanto detto sopra servono i voti e l’ulteriore spinta delle persone. In mezzo a tante volpi ben nascoste, speriamo che molti individuino in me un qualcosa di diverso per il bene della comunità.

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