Esplorando Lo Stivale – Bisceglie #11

Redatto, assemblato e curato: Samuel Tavoletti

Collaborazioni: Manuel Berardinucci, Noemi Mascioli, Silvia Panfili                        

                   

Storia

La città di Bisceglie è stata oggetto di insediamento umano sin dal paleolitico, come dimostra il ritrovamento di diversi utensili preistorici e di un femore umano curvo attribuibile all’uomo di Neanderthal. Nell’età del bronzo vi sono stati edificati imponenti altari e sepolcri, denominati dolmen, tutt’oggi ammirabili nella località. Nel III secolo, il territorio cadde sotto il dominio romano e, alla caduta dell’Impero d’Occidente, la città rimase sotto il controllo del Gastaldato Longobardo di Canosa, per poi essere assoggettato da quello di Trani, per poi passare, insieme a tutte la Terra di Bari, sotto i Saraceni e infine i Bizantini. Dopo lee numerose incursioni ed invasioni straniere, il piccolo borgo venne fortificato attraverso la costruzione di mura e torri. Nel 1063 il Papa Alessandro II istituì  la diocesi  a Bisceglie affidandola al suo primo Vescovo Giovanni il quale detenne sia il potere civile che quello ecclesiastico. Nei decenni successivi Bisceglie intraprese rapporti con le Repubbliche Marinare come Amalfi e con altre città portuali come Ragusa di Dalmazia. Tra il 1573 e il 1713 fu dominata dagli spagnoli e dal 1799 dai francesi. Nel periodo risorgimentale Bisceglie fu centro di cospirazioni, con particolare attività da parte della Carboneria. Nel 1860 istituì una “Giunta di Insurrezione” al fine di sostenere  Garibaldi e il 21 ottobre 1860 si tenne un referendum nel locale monastero di Santa Croce in cui la maggioranza dei votanti si espresse a favore dell’annessione.

Miti e leggende

I tre Patroni di Bisceglie, i Santi Mauro, Sergio e Pantaleone, sono al centro di una tradizionale leggenda popolare. Secondo quest’ultima, Ruvo, Andria e la città in questione, si contendevano le reliquie dei tre martiri cristiani. Scelsero così di affidare la scelta al destino e posero i resti su di un carro guidato da buoi e la direzione che essi avrebbero autonomamente intrapreso, sarebbe stata quella da seguire. La tradizione narra che essi scivolarono nel terreno bagnato a quattro chilometri da Bisceglie, presso la quale sono state poi conservate le reliquie,  in luogo denominato, da allora,“Pedata dei Santi”, ove è ancora visibile, in una cappella, l’impronta dei buoi.

Il personaggio

Un giornalista provocatorio, uno scrittore raffinato ed elegante e un libero pensatore, ha avuto i suoi natali qui. Marcello Veneziani, il Maestro del Conservatorismo nazionale, il più importante odierno intellettuale di destra, nacque a Bisceglie il 17 febbraio 1955. Dopo essersi laureato in filosofia, presso l’Università di Bari nel 1977, inizia a collaborare con diverse testate giornalistiche locali, passando successivamente su ben più noti giornali come Il Tempo, Il Giornale, Il Secolo d’Italia, La Nazione e persino La Repubblica e L’Espresso. Il Maestro del pensiero conservatore, ha una lunga collaborazione con il Maestro del Politicamente Scorretto, Vittorio Feltri: guidarono insieme (il primo come direttore, il secondo come direttore editoriale) Il Borghese,  noto periodico politico e culturale di destra. Il sodalizio tra i due prosegue con Libero nuovamente con Il Giornale fino al febbraio 2015. Attualmente è editorialista per La Verità, diretto da Maurizio Belpietro. Alla professione giornalistica ha sempre affiancato quella di saggista ( tra i saggi più noti “Julius Evola tra filosofia e tradizione”,“Comunitari o liberal. La prossima alternativa?”, “ Contro i barbari. La civiltà e suoi nemici, interni ed esterni”, “Nostalgia degli Dei”, “Lettera agli italiani” ecc.) e romanziere (ha dato vita a scritti come “La sposa invisibile” e “Un’ora d’aria. Sessanta racconti minuti”). Punto di riferimento culturale per tutta l’area della destra, è stato oggetto di numerose ed aspre critiche, da parte dei soliti benpensanti, per la volontà, evidente nelle sue opere, di rendere giustizia al pensiero, spesso trascurato o demonizzato, del filosofo tradizionalista Julius Evola e per essersi più volte espresso in tono dissacrante nei confronti dei taboo tipici della società contemporanea, quali l’antifascismo, le migrazioni, il concetto di famiglia e altre tematiche scottanti. Bisceglie può, insomma, vantarsi di essere la Terra Natia di un’importante personaggio dell’arido panorama culturale-politico contemporaneo.

(Marcello Veneziani)

Economia e politica

L’economia cittadina è da sempre legata all’agricoltura, in particolare alla coltivazione di vigneti per uva da tavola, ciliegeti e oliveti. Bisceglie vanta un’importante settore delle esportazioni ortofrutticole su tutto il territorio nazionale e anche all’estero, grazie anche alla presenza della ferrovia Adriatica. Altra attività del primario, particolarmente presente è quella della pesca, con una flotta peschereccia di oltre 30 imbarcazioni, che costituisce una fondamentale risorsa. Il settore secondario è legato, principalmente, ad attività di piccole e medie dimensioni, collegate direttamente con il mondo agricolo, come i frantoi oleari o le industrie conserviere. Significativa è la presenza sul territorio di numerose imprese che operano nel settore dell’abbigliamento, in particolar modo nella produzione di biancheria intima e di ricami. Vi è una notevole presenza di esercizi alberghieri a cui corrisponde un significativo numero di arrivi e presenze che rendono Bisceglie uno dei centri più visitati nel nord-barese.

Attrazioni

Bisceglie deriva dal dialetto Viscile o Vescegghie, che a loro volta trova la radice nell’antica voce Visciju (querciola). Il querciolo è la quercia di Palestina, una specie che si sviluppa sia come albero che come arbusto. 

Tale quercia, che in Italia è solo presente in Puglia, Basilicata e Sicilia, in passato era particolarmente abbondante nella zona di Bisceglie.

Con una vista mozzafiato sul mare, visitare Bisceglie è una scoperta continua, un viaggio interminabile di conoscenza con testimonianze preistoriche di un passato lontano tutto da esplorare.

Visitare Bisceglie significa passeggiare in un centro storico ricco di testimonianze artistiche: chiese, palazzi nobiliari e monumenti.

Qui spicca la Cattedrale romanica di San Pietro, edificata nel 1295, con una cripta che custodisce le reliquie dei tre santi patroni di Bisceglie. 

Da vedere anche la Chiesa di Sant’Adoeno, risalente all’XI secolo, e il Castello Svevo con quattro torri.

Merita almeno una visita anche la Torre Normanna, o Torre Maestra, costruita nell’XI secolo e alta circa 24 metri. 

Bisceglie ospita anche alcuni interessanti musei, come il Museo Diocesano, con dipinti appartenenti alle chiese e i “tesori” della Cattedrale, ma anche il Museo Archeologico “Francesco Saverio Majellaro” con testimonianze del Neolitico e del Paleolitico.

La città non vi permetterà di andarcene senza una passeggiata sul bellissimo litorale biscegliese che, soprattutto nel recente passato, si è reso noto per la limpidezza delle sue acque.

Non per niente nel 2001 la città ha ottenuto la prestigiosa Bandiera Blu. 

Oltre alle spiagge di Salsello e Scalette, vincitrici della Bandiera Blu, tra i lidi più suggestivi di Bisceglie c’è sicuramente la Spiaggia Trullo Verde, ricca di stabilimenti balneari: qui si trova il Teatro Mediterraneo, dove si svolgono numerosi spettacoli estivi.

Non perdetevi questo piccolo gioiello italiano, un piccolo tesoro capace di raccontarvi storie della preistoria e di farvi rilassare sullo strepitoso litorale azzurro allo stesso momento. 

Ricordate: “Nella botte piccola, c’è il vino buono!”.

(Cattedrale di San Pietro) 

(Castello Svevo)

Piatti tipici

I giorni si fanno più lunghi e le giornate diventano più calde, gli animaletti si svegliano dal letargo e l’amore? L’amore cerca gioia…

Miei cari amici lettori, sono certa che tra di voi qualcuno scalpita dalla voglia di chiedere la mano della sua anima gemella, ma non sa come farsi avanti. Bhe, non allarmatevi perché ho la soluzione che fa per voi!

Regalatevi un weekend di relax a Bisceglie. Dedicate il vostro tempo ad una lunga passeggiata nel borgo e dopo aver ascoltato e ammirato storia e cultura, godetevi una cena romantica vista mare. La cucina, povera e dai sapori raffinati, può assicurarvi il fatidico “Sí”. 

Mi raccomando, puntate tutto sul dolce tradizionale della Città: il “sospiro” o ” le sise di monaca”.

La popolazione del loco tiene tanto al loro piatto tipico, tanto da renderlo molto famoso in tutta Italia.

Il dolce, da tanti definito ambasciatore del paese,  racconta e descrive a pieno la sua città. La ricetta, nata prima dell’ VIII secolo, viene tramandata da anni di generazioni in generazione e tutt’ora non manca mai nelle tavole delle case di Bisceglie. 

L’insieme di comuni e pochi ingredienti e la sua lavorazione non complessa danno vita ad un classico bignè, di leggerissimo impasto, a forma di cupola velata di glassa che nasconde al suo interno una squisita crema pasticcera. Un vero orgasmo culinario.

La bontà pugliese ha dietro di sé diversi racconti: ci sono persone che raccontano che il dolce fu preparato dalle monache per trattenere e coccolare gli ospiti del matrimonio, mai avvenuto, di 

Lucrezia Borgia e Alfonso d’Aragona, altri, addirittura suppongono che fu creato da un pasticcere che si innamorò di una donna dalle fantastiche forme (da qui i due nomi).

Cari Romanticoni, armatevi di coraggio, correte subito in gioielleria e scegliete l’anello che vi legherà per sempre alla vostra lei, pazientate fino a sera e nascondete la vostra chiave d’amore all’interno di un biscotto.

Alla fine della serata, tirerete un sospiro di sollievo grazie ad un semplice segno di dolcezza.

(Il sospiro)

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