Il Salone della vergogna!

di Pasquale Ferraro

Che il nostro fosse il paese delle ipocrisie lo sapevamo! I fatti di oggi si uniscono a quelli di ieri, in una catena che cinge e schiaccia la libertà di espressione, che tradisce i principi cardine del nostro sistema costituzionale e umilia i più basilari elementi che costituiscono il sistema democratico.

Ciò che è accaduto al salone del libro di Torino è la manifestazione più evidente di quello che è il clima d’odio che contro la cultura di destra, ma più in generale contro la cultura non omologata si leva dagli ambienti più gretti e fanatici della sinistra, e dei suoi intellettuali. Un clima che da tempo viene alimentato come un rogo dai libelli, pamphlet, saggi e post sulla piazza virtuale che gridano al pericolo nero. Noi ci chiediamo dove? Quando? Da chi? Quello che gli intellettuali di sinistra stanno realizzando è il tentativo più nefando di annichilimento e oscurantismo, un atto vergognoso che si sta perpetrando contro ogni libero pensatore che sceglie di non sottomettersi ai dogmi della sinistra. Se prima l’atteggiamento di costoro dopo le violenze degli anni bui della storia d’Italia si limitava all’isolare e allo schernire, oggi alle ingiurie si sono sostituite le minacce e le violenze.

Ma ancora più paradossale appare il fatto che gli attori e gli interpreti di questa danza macabra sono gli stessi che invitano gli avversari a “moderare i toni”, che parlano del rischio “ di fomentare i fanatici”, loro gli stessi che giustificano il terrorismo e i terroristi, che avallano delitti contro i nemici del loro “modello di società”. Il passato non si cancella con un colpo di spugna, non è una lavagna, ma una pietra scolpita, e noi non dimentichiamo.
A Torino è andata in scena la morte della democrazia, tacciata come una lotta di “liberazione” dalle infiltrazioni fasciste, peccato che i primi ad essere iscritti nelle liste di proscrizione del “Sommo” Raimo siano stati editori e intellettuali conservatori, non tacciabili di essere fascisti, e solo dopo quando l’attenzione mediatica si è fiondata sulla polemica, solo allora i “i gendarmi della liberta a tinte rosse” hanno additato Altaforte collegandola a CasaPound.

I fatti pero richiedono un analisi e una valutazione che va bel oltre la lettura quotidiana della cronaca, c’è un messaggio morale, un allarme che va captato e discusso: è in gioco la nostra libertà, la libertà di esprimere le proprie idee, di scrivere liberamente e di fare cultura altrettanto liberamente.

Non possiamo permettere che tali azioni rimangano impunite, non possiamo lasciare cadere nel dimenticatoio, abbassare l’attenzione su gli eventi di Torino, al contrario questo deve essere l’inizio della nostra reazione in difesa della libertà di espressione, contro la ghettizzazione della cultura di destra, contro l’omologazione e i daspo morali che contro di noi vengono lanciati.

Per troppo tempo abbiamo subito, con una certa indifferenza Stoica, forti delle nostre idee, ma adesso abbiamo un dovere morale, una sfida da ingaggiare con tenacia in difesa della LIBERTA’ !

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