Elezioni Comunali a Pescara: parola ai candidati. Intervista a Vincenzo D’Incecco.

Di Manuel Berardinucci

Vincenzo D’Incecco ha scelto di candidarsi, nelle liste della Lega, come consigliere comunale della città di Pescara, in occasione delle imminenti elezioni amministrative, che si terranno il 26 maggio.

Buonasera!

Ciao Manuel. Cominciamo?

Certo! Da poco sei stato eletto come Consigliere Regionale abruzzese. A cosa è dovuta la scelta di candidarti anche per la carica di Consigliere Comunale?

In parte la scelta è dovuta ad un’esplicita richiesta del partito che mi ha proposto di candidarmi poiché, avendo 10 anni di esperienza in Consiglio Comunale, potrei agevolare il coordinamento del gruppo consiliare, essendo la Lega, un partito “nuovo” in questi territori. Quindi il mio compito dovrebbe essere anche quello di guidare le nuove figure che entrano nel Consiglio.

Come e quando nasce la tua passione per la politica?

La mia passione politica nasce quando avevo 15 anni, all’incirca nel 1994, perché fui affascinato dalla figura emergente di Gianfranco Fini. Io ero un ragazzino che parlava di politica solo con la famiglia e gli amici, prima di allora, quando iniziai a frequentare il Fronte della Gioventù e poi Azione Giovani.

Perché proprio con la Lega?

Perché la Lega negli ultimi anni è stato l’unico partito capace di incarnare concretamente gli ideali in cui credo: attaccamento al proprio territorio, difesa della sovranità del proprio Paese nel contesto europeo, la lotta a fenomeni come quello dell’immigrazione clandestina. Tutto ciò mi ha avvicinato al partito. Senza dubbio non sarei potuto essere un militante della Lega di 20 anni fa, ma quello di oggi è un partito nuovo, con sfide diverse e ambiziose.

Pensi che la Lega abbia davvero effettuato il passaggio definitivo da partito secessionista e nordista, a movimento di carattere nazionale, o abbia ancora altro da fare in tal senso?

Si, credo che la Lega abbia, oggettivamente compiuto questo passaggio. Probabilmente mancano ancora delle questioni statutarie, ma sono più formali che reali. A tutti gli effetti Salvini è acclamato in tutto il Paese, vi sono eletti in ogni dove e numeri importanti ovunque. Questo perché ha saputo cambiare l’impostazione originaria della Lega che, come sappiamo, era un partito federalista. Oggi il federalismo perde d’importanza, poiché la priorità è rilanciare il ruolo dell’Italia nel sistema europeo. Sono convinto che, andando avanti, anche i più scettici, convinti di trovare in Salvini una “fregatura, che sotto sotto rimane sempre della vecchia Lega” si ricrederanno.

Sicurezza: un tema particolarmente sentito dalla cittadinanza pescarese. Quali sono le tue proposte in tal senso?

Innanzitutto installare una grande rete di videosorveglianza in tutta la città e in particolare nelle zone notoriamente più difficili, e dotare il Comando della Polizia Municipale di una cabina per controllare le telecamere h24, per poter agire tempestivamente, essendo difficile pattugliare tutto il territorio. Con questo metodo si potrebbe “pattugliare” tutta la città in tempo reale da un solo posto. Inoltre l’applicazione del DASPO urbano e di tutte le norme del Decreto Sicurezza. Aggiungo la necessità di qualche Vigile Urbano in più e un forte raccordo tra la Prefettura, la Questura e tutti gli enti preposti alla sicurezza, con la presenza di un sindaco forte.

Due proposte per rilanciare il turismo a Pescara?

Innanzitutto creare degli eventi duraturi, che si estendano su più giorni. Fino ad ora abbiamo avuto solo microeventi di qualche ora che non hanno lasciato nulla in termini turistici ed economici, ma solo la presenza estemporanea di grandi folle. Successivamente bisogna rendere la città più vivibile, combattendo l’inquinamento e il degrado. Credo poi sia necessario migliorare i trasporti, creando, in particolare, un collegamento rapido e diretto tra l’Aeroporto e il centro cittadino, con l’ipotesi di una “metropolitana in superficie”.

Perché scrivere D’Incecco affianco del simbolo leghista?

Perché la mia presenza in Consiglio Comunale è sinonimo di impegno. Conosco  bene le dinamiche del consiglio e le problematicità cittadine. Inoltre mi impegnerò, come faccio da sempre, per la riqualificazione delle periferie, la cura del verde, la sicurezza e le politiche sociali.

Grazie!

A te.

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