Un caffè con…Carlo Masci

Per il dodicesimo appuntamento con la rubrica del nostro Nello Simonelli, siamo sul lungomare di Pescara in compagnia del candidato sindaco del Centrodestra, Carlo Masci.

Avvocato, da sempre forzista, un amore viscerale per la sua città e l’occasione più importante: diventare sindaco, per farne una città migliore

“Avvocato, La ringrazio per il caffè: visto che il tempo fugge ed ha molti incontri con gli elettori, passerei subito alla prima domanda. Ha sempre amato profondamente la sua città: cosa significa per lei questa candidatura come Sindaco?”

“Ti ringrazio, ma diamoci del tu. La mia candidatura nasce dalla volontà di fornire un contributo di esperienza, di mettere al servizio dei pescaresi la mia passione, di non assistere passivamente all’involuzione della città che amo sottoposta alla cura fallimentare del centrosinistra. Ho vivo il ricordo di quella che era Pescara solo pochissimi anni fa e vedo cosa è adesso anche per colpa di una politica o assente o deleteria. Sono convinto che un’iniezione di entusiasmo con un programma realistico, tale cioè da passare in breve tempo dalla fase teorica a quella pratica, possa rivitalizzare una città che sta aspettando la scossa giusta per ripartire. Questo si può fare con un’amministrazione di centrodestra vicina alle esigenze dei pescaresi, capace di raccoglierne le legittime istanze e di indirizzare le risorse vive, rimuovendo ostacoli burocratici e persino quello psicologico della rassegnazione. Voglio una città dinamica, aperta, funzionale, attrattiva: non è né un sogno né un’aspirazione, ma un diritto di quanti vivono e lavorano qui. Mi impegnerò anche per realizzare al più presto la Grande Pescara, un polo urbano da 200.000 abitanti, quattordicesima città italiana e punto di riferimento dell’intero Mare Adriatico, per tornare protagonisti sulla scena nazionale”.

“E allora diamoci del tu. In questi mesi hai girato Pescara in lungo ed in largo per raccogliere le istanze dei tuoi concittadini, stilando un elenco di priorità: al numero uno leggo Sicurezza Urbana. Cosa farà Carlo Masci sindaco sotto questo aspetto?”

“Abbiamo un progetto razionale per esaltare le risorse tecnologiche e disegnare un concreto piano di sicurezza per garantire una migliore vivibilità dell’intero tessuto urbano. La nostra idea di “Smart City” prevede un utilizzo razionale e coordinato dei sistemi di videosorveglianza, con un monitoraggio continuo e capillare della città in chiave preventiva e di pronto intervento (“deep sensing”). Un aiuto in tal senso può arrivare anche dall’utilizzo dei droni. Sul modello già adottato con successo in alcune città europee, daremo avvio al “poliziotto di comunità”, un agente con cui i residenti della zona interagiscono direttamente. Già previsto il potenziamento della Polizia municipale, sia per l’organico sia per gli equipaggiamenti. Il “daspo antibalordi” è un ulteriore strumento da innestare nel progetto complessivo: è previsto dalla legge 48/2017, in altri capoluoghi è già applicato con buoni risultati, e impone il divieto di dimora per quanti siano già stati raggiunti da denuncia per spaccio, percosse, rissa, lesioni personali, danneggiamento di beni e commercio abusivo su aree pubbliche”.

“Hai più volte sollevato il problema delle periferie: hai un progetto al riguardo?”

“Sulle riqualificazione delle periferie non possiamo permetterci né esitazioni né ritardi, ma soprattutto dobbiamo avere ben chiaro cosa e come farlo. Il programma prevede in ogni quartiere la cura e la manutenzione dell’illuminazione pubblica, una piazza, un’area verde attrezzata e un luogo di aggregazione e socializzazione. Se si recuperano gli spazi comuni aumentando la frequentazione delle persone oneste che ce li chiedono e ne hanno pienamente diritto, li si sottraggono ai malintenzionati. Anche per questo ho intenzione di incidere sul senso e sul ripristino della legalità combattendo il preoccupante fenomeno delle occupazioni e degli abusivi nelle case di edilizia popolare, che penalizzano quanti da anni seguono le regole e si ritrovano ingiustamente scavalcati. Tutto questo è intollerabile, e infatti non lo tollereremo più. Vorrei che si parlasse di periferia come coordinata geografica e non come luogo in cui Pescara è meno Pescara e le istituzioni sono avvertite come lontane, quando non addirittura assenti”.

“Pescara vive di mare e fiume: cosa in mente dal giorno del suo insediamento per il primo motore cittadino?”

“Mare e fiume sono elementi inscindibili quando parliamo di Pescara, ma dobbiamo tornare a parlarne in termini positivi. Cominceremo ad affrontare e risolvere l’annoso problema dell’inquinamento del fiume e della diga foranea in sinergia con la Regione e attraverso un preciso crono-programma. Entro il 30 novembre saranno aggiudicati i lavori per il pennello di protezione, primo dei tre lotti che porteranno al completamento del molo nord. La questione del dragaggio sarà non più una rincorsa all’emergenza ma una soluzione radicale all’accumulo dei fanghi sul fondale che penalizza la nostra marineria ostacolandone l’attività e falcidiandone l’economia. È evidente che perseguiremo seriamente i responsabili degli scarichi abusivi monitorando le sponde del fiume anche con l’ausilio dei droni, in un disegno più ampio di intervento e di miglioramento della qualità delle acque che poi si riversano in mare. Il mare dovrà tornare a essere pienamente fruibile, non solo per la balneabilità. Sappiamo tutti cosa è accaduto durante la gestione del centrosinistra e a quali danni occorre porre rimedio. La costa avrà nuovamente la sua attrattiva nelle quattro stagioni, non solo in estate e non solo per turismo che va assolutamente rivitalizzato. Ma senza poter proporre una città bella, pulita, moderna, vivibile, dove tutto è a portata di mano e tutto quello che deve funzionare funziona, sarà difficile sperare di raggiungere risultati. Il mare, liberato dall’incubo dell’inquinamento e con il contribuito dei nostri balneatori, albergatori, commercianti, farà di spiaggia e riviera una forza propulsiva, come le manifestazioni culturali e gli spettacoli, di cui abbiamo illustri esempi di rilevanza internazionale”.

“Più volte hai detto di volere una città in grado di saper sfruttare maggiormente la tecnologia. Cosa intendi?”

“Non puntare decisamente sulle immense risorse fornite dalla tecnologia sarebbe miope oltre che antistorico e fortemente penalizzante per i cittadini. Non si tratta di fare rivoluzioni, ma di cambiare passo e mentalità. La modernità può venirci in aiuto per snellire la burocrazia, con efficienza amministrativa e gestionale e la possibilità di accedere ai servizi per via informatica senza girovagare da un ufficio all’altro. La tecnologia può rendere competitivo il trasporto pubblico, rendendo il bus un’opzione primaria perché conveniente per ottimizzare i tempi, risparmiare sui consumi, rendere fluido il traffico, ridurre l’inquinamento atmosferico. Studieremo con TUA formule già operative in altre città europee, estendendo il Wi-Fi alle fermate e pure sui bus alimentati a metano ed elettrici, e realizzando apposite App su percorrenze e tempi, naturalmente in “Real-Time”. Una “città intelligente” è quella che mette la tecnologia al servizio del cittadino, non quella che fa smarrire il cittadino nella tecnologia.

“Ottimizzazione dei servizi e maggior attrattività cittadina. La ricetta di Carlo Masci quale è?”

“Incideremo da subito sulle aree di risulta, avviando le procedure per realizzate strutture e infrastrutture di prestigio e utili, da anni avvertite come indispensabili, in primo luogo parcheggi e polmone verde, ma senza inseguire progetti faraonici. Gli oltre 2.500 posti auto, i 500 destinati ai residenti daranno una risposta immediata alle esigenze di una zona nevralgica della città, su cui si estenderà il centro commerciale naturale. Sappiamo cosa fare e dove intercettare i fondi, e abbiamo il preciso intento di non perdere tempo. Ridaremo a Pescara tutti i motivi di attrattiva che ne avevano fatto un centro di riferimento dell’intero Adriatico. Il divertimento serale non è incompatibile col rispetto delle regole e sarà in armonia con le esigenze dei residenti. Il Comune guarderà con favore a tutto quello che fa crescere la città e la qualità della vita, perché dovrà tornare a essere bello vivere a Pescara. Io la vedo già più grande, più affascinante, più dinamica, più importante, economicamente vivace, pulita e ordinata. Si può fare, si deve fare”.

“Avvocato, grazie mille per il tempo e per il programma, chiarissimo. Ed ora?”

“Ed ora, insieme verso il futuro per riprenderci la nostra amata Pescara!”

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