#Primalitalia – Salvini consacrato leader Europeo

Di Paolo Muttoni

In un sabato freddo di Maggio (Alla faccia di Greta e del riscaldamento globale) Salvini è stato praticamente consacrato come Leader di un nuovo movimento Europeo.

Movimento che l’obbiettivo di creare una nuova Europa fondata sui popoli e sulle sue radici cristiane, che metta al centro la difesa dei confini e la prosperità del continente.

11 leader stranieri si sono passati il testimone sul palco milanese. Un inciso particolare va fatto a Marine Le Pen.

il leader della destra francese non è solo l’antico alleato della Lega Salviniana, e non solo lo straniero che ha parlato per più tempo sul palco; Ma è colei ha fatto il discorso più convincente e meno scontato. Un discorso incentrato sull’affermazione di quelle che sono le radici Europee, citando il duomo di Milano, la Cattedrale di Notre Dame, Leonardo da Vinci. Ed in conclusione, dopo un intero discorso in Francese, tira fuori una voce ferma e convinta in Italiano (come se non fosse straniera) dice: “Allora cari amici, il nostro dovere ora è di scrivere il futuro dell’Europa Insieme. Il 26 maggio porteremo questa rivoluzione del buonsenso in tutta Europa, il 26 maggio renderemo il potere ai popoli, il 26 maggio con noi l’Europa rialza la testa. Viva l’Italia, Viva la France e viva le nazioni europee” rimanendo in tema francese non resta che dire “Chapeau

A chiudere tutto, a modo di investitura come candidato presidente alla commissione dei sovranisti, Salvini. Un’uscita strana, è apparso nervoso ed un po’ tirato nelle parole che usava. Frutto del momento difficile nel paese e del governo, forse frutto anche di quei “Vergognosi” centri sociali arrivati fino in piazza duomo a disturbare il comizio di una parte politica avversaria. Qui vanno fatte due considerazioni:

  1. Sarebbe curioso vedere la reazione del PD se durante una sua manifestazione, un corteo della Lega o di FDI irrompesse nella piazza continuando a disturbare il comizio
  2. Il piazza c’era Calenda, e paradossalmente ha fatto una pubblicità positiva alla Lega a sua insaputa. Perché è entrato in piazza, si è confrontato ha fatto qualche selfie e poi è uscito bello tranquillo senza nessun problema. Un leghista nella piazza del PD avrebbe avuto lo stesso trattamento?

Lasciamo le polemiche sui rosari, sugli striscioni, sui balconi, tutte questioni che non hanno neanche senso di essere citate. Sul quel palco non c’era l’ultradestra, come ha detto Salvini, ma 11 leader che vedono un’Europa di stati in cui ognuno al suo interno si decide quanto deve essere lunga la vongola da pescare e si condividono i grandi temi in politica estera e migratoria. Semplice.

È doveroso chiudere con le parole del presidente Fontana, riguardo gli ultimi attacchi che la Lega, lui e la Lombardia hanno ricevuto: “[…] non possono accettare quando l’attacco viene rivolto alla istituzione. Hanno attaccato la regione Lombardia, hanno attaccato le sue eccellenze, hanno attaccato i nostri lavoratori, i nostri imprenditori, i nostri ricercatori, le nostre università. Io questo non lo posso accettare, né va della credibilità del nostro paese. Se noi siamo in Europa e abbiamo spazio in Europa lo dobbiamo alle Regioni virtuose come il Veneto, il Friuli, il Trentino. Quindi guai a chi mette le mani sulle nostre istituzioni […]” non c’è altro da aggiungere.

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