Amministrative 2019: intervista a Anthony Aliano, candidato al consiglio comunale di Montesilvano.

di Manuel Di Pasquale.

Anthony Hernest Aliano, classe 1979, è candidato al consiglio comunale di Montesilvano in quota Lega. In passato è stato consigliere comunale per due mandati, eletto nel 2012 e 2014.

Come e quando è nata la tua passione per la politica?

Già dall’età di 14 anni capii che avrei dovuto sfogare la sete di rivoluzione che mi pulsava nelle vene, confrontandomi con la mia prima elezione, poi vinta: fui eletto rappresentante d’istituto, e così anche per i successivi anni.

Perché barrare il simbolo della Lega e scrivere Aliano?

Perché rappresento al meglio quei principi sui quali il nostro leader Salvini ha puntato per conquistare l’Italia e gli italiani. La mia condotta politica mi ha spinto più e più volte ad intraprendere azioni coraggiose in rappresentanza ed in difesa dei nostri concittadini. Penso a quando mi sono spinto dentro al ghetto di via Ariosto per fotografarne lo stato e renderne edotti la Procura e la Asl con esposto, a quando ho combattuto gli scempi dei quartieri popolari di via Lazio e via Rimini per i quali ho messo a rischio la mia incolumità.

Parlaci delle tue proposte per Montesilvano…

Montesilvano ha bisogno del salto di qualità che scelte scellerate e mediocri non hanno mai consentito si verificasse. Ritengo utile, per iniziare, conferirle identità sottraendo la città al deprimente destino di città di passaggio e dormitorio: ho chiesto ad un team di tecnici di predisporre un progetto per conferire alla città un corso ciclo-pedonale; insomma, una via dello shopping e della passeggiata che nei mesi scorsi ho presentato alla città e ai commercianti. Penso anche alla apertura, illuminazione e fruibilità della pineta locale, magari aperta alla strada con abbattimento o alleggerimento della barriera di cemento che ora la rende una gabbia. La modifica coraggiosa e prospettiva del piano regolatore risulta fondamentale, così come la riqualificazione a colpi di sgombero dei quartieri popolari.

Il tuo punto di vista sulle politiche riguardanti l’accoglienza attuate dalla Giunta Maragno?

Fallimentari. Lontane dall’idea che sia io sia la Lega abbiamo. Basti pensare che il primo cittadino sia stato equiparato al sindaco di Riace ed assunto a modello dal mondo di sinistra per la gestione degli immigrati. Memorabile rimane quel momento in cui decisi di dormire nella pineta locale con una tenda tricolore, accanto all’accampamento degli immigrati e spacciatori. L’Ente Comunale avrebbe dovuto combattere il fenomeno sul campo, opponendosi con provvedimenti amministrativi (ordinanze di sgombero e chiusura per ragioni urbanistiche ed igienico-sanitarie) ad ogni forma di speculazione immigratoria. Al contrario, si è posta come protagonista del sistema del business degli immigrati, perpetrato per mezzo del sistema Sprar. Io, di contro, ho scritto di mio pugno esposti, provvedimenti e la proposta di modifica della legge regionale sul turismo (poi approvata) che ha scoraggiato le imprese alberghiere a ripiegare sul business degli immigrati.

In caso di vittoria del centrodestra, la futura giunta riuscirà ad arrivare al termine naturale del mandato?

Auspico per la città che la prossima amministrazione sappia ben interpretare il sentimento del popolo che aspetta da troppo tempo oramai scelte coraggiose ed in controtendenza con quanto è stato sino a ieri. Per quel che mi riguarda, a queste condizioni, sia io sia i componenti della Casa dei Patrioti saremo leali e a disposizione per un futuro migliore.

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