EUROPEE 2019: UN NUOVO GOVERNO NELL’ARIA?

Di Giorgio Gariboldi e Manuel Berardinucci

Le europee di quest’anno non hanno capovolto gli equilibri all’Europarlamento come molti si aspettavano ma, nonostante ciò, han rappresentato comunque una cesura importantissima per il nostro paese, analizziamo perché, vedendo i risultati e le prospettive future dei principali partiti:

  • LEGA: contro ogni pronostico che la dava in declino verso il 27%, la Lega chiude con una vittoria portentosa, con il 34% dei voti, portando a compimento il “miracolo elettorale” di governare e incrementare al tempo stesso il suo consenso. Il primo partito d’Italia ora vede il suo rapporto di forza con il MoVimento 5 Stelle completamente ricalibrato e questa sarà senz’altro un’occasione per spingere quelle riforme di governo che son state bloccate fino ad oggi. Salvini ha già annunciato di voler mantenere la parola data al governo Conte e questa coerenza è forse ciò che serve al paese per avere un momento di stabilità politica; tuttavia è certo che questo governo del Cambiamento sta per essere “cambiato” in modo irreversibile.
  • Partito Democratico: protagonista di un certo “risorgimento” culturale è il PD di Zingaretti che è riuscito nell’intento di isolare politicamente la componente renziana interna, arrestando così la devastante emorragia di voti che ha caratterizzato il PD fino a pochi mesi fa. Bisogna notare che la crescita del partito democratico è andata di pari passo col crollo del M5S, segnale che gli elettori difficilmente transitano al giorno d’oggi fra centro-destra e centro-sinistra, questo perché le ideologie si aggregano sempre di più verso due poli di pensiero contrapposti.
    Quello in cui è riuscito Zingaretti è riportare qualche voto di grillini delusi in casa PD, forse complice il nuovo volto “socialista” del partito.
  • Movimento 5 stelle: E’ giunto il tempo per i pentastellati di raccogliere i frutti di indecisionismo politico e manovre economiche scellerate. Pagano anche la risalita del PD de-renzizzato il quale è tornato a parlare alla sinistra del Paese che, fino alle scorse politiche, si era rifugiata proprio nel Movimento 5 Stelle. I grillini infatti ottengono il 17,1%, posizionandosi proprio 17 punti al disotto del loro alleato di governo, Matteo Salvini. Va ricordato che il partito nato dall’idea di Beppe Grillo, si attestò in cima a tutti gli altri, poco più di un anno fa, in occasione delle elezioni politiche, con più del 30%, dato che rende ancor più preoccupante la loro discesa. Qualcuno potrebbe illudersi sommando le percentuali dei due partiti di maggioranza e giungendo alla conclusione che, alla fin fine, “il contratto” regge. La verità è diversa, poiché se i 5 Stelle cadono vertiginosamente, la Lega trionfa e Fratelli d’Italia, seppur più timidamente, insieme ad essa, l’unica realtà di cui prendere atto è che “l’Italia s’è destra”.
  • Forza Italia: Il polo di riferimento dei liberali italiani è in crisi da tempo. Una crisi che trova in queste consultazioni per il rinnovo del Parlamento Europeo, la sua conferma, con una Forza Italia che ottiene un magro 8,8%. Posizioni eccessivamente moderate da un lato ed una classe dirigente non rinnovata dall’altro, sono le motivazioni da ascrivere a tale tracollo. Oggi Forza Italia ha la possibilità di apprendere la lezione e ritornare con maggior vigore nell’alveo del centro-destra come forza liberale e conservatrice, scegliendo la strada del rinnovamento.
  • Fratelli d’Italia: Il partito di Giorgia Meloni ottiene il 6,5%, mettendo a tacere tutti coloro che lo indicavano in difficoltà, persino nel raggiungere la fatidica soglia di sbarramento del 4%, necessaria per accedere al Parlamento Europeo. La stessa soglia che, Fratelli d’Italia, non era riuscito a superare nelle scorse elezioni europee, attestandosi soltanto al 3,6%. Ad oggi la leader della destra nazional-conservatrice può ritenersi soddisfatta, avendo ottenuto entrambi i risultati che si era prefissa: mandare una “pattuglia di patrioti” presso l’Europarlamento e contemporaneamente dimostrare che in Italia esiste la possibilità di una maggioranza sovranista, che includa Lega e Fratelli d’Italia, in grado di ottenere il 40%. E’ evidente che Giorgia Meloni voglia capitalizzare tale risultato su scala nazionale, ma ora tutto dipende al Ministro degli Interni.
  • +Europa: il partito più europeo d’Europa, alle europee non sfonda. Anzi, non supera nemmeno lo sbarramento, con profonda tristezza dei suoi elettori. Forse complice il programmaultra-liberale e un po’ troppo sognatore, ben lontano dalla realtà dei problemi sociali italiani, Emma Bonino rimane nell’ombra: una pesante sconfitta che fa livore questa, essendo le elezioni in cui avrebbe dovuto dare il meglio di sé.
  • Sinistra Italiana: dopo il collasso di Liberi e Uguali, S.I. registra un tracollo ancora peggiore, arrivando ben al di sotto della soglia di sbarramento. L’ambiguità fra anime comuniste e progressiste al suo interno rende incerti gli elettori su quale sia la vera linea del partito e questo ne ha causato l’isolamento elettorale.

Oggi lo scenario italiano si mostra pronto a mutare: il governo gialloverde ha avuto troppi litigi su temi economico-fiscali che invece avrebbero dovuto formare il primo nucleo della rinascita industriale del nostro paese. Sicuramente questa nuova legittimità elettorale dà a Salvini il mandato per richiederne il compimento in tempi brevi e ai 5stelle spetta valutare se conviene incrinare i rapporti governativi: un rifiuto categorico potrebbe portare alla caduta del governo, cosa che il MoVimentonon può permettersi.

E per il futuro? Con questi numeri si intravedono due possibilità: la formazione di un governo di centrodestra con Lega primo partito, Forza Italia e Fratelli d’Italia e un governo di sinistra PD-M5S.

Quest’ultimo appare come innaturale e incompatibile per questioni di ideali: per il MoVimento della prima ora, il PD rappresentava l’establishmentdaabbattere. Basterà qualche dichiarazione socialista e la perdita di voti per abbattere quella crociata antisistema che è stata tipica dei 5stelle? E come reagiranno quando la prima proposta di legge sarà una riproposizione dello Ius Soli o un’Austerity fiscale 2.0?


Il governo di CDX, invece, appare il più probabile per peso politico, concretezza del programma e comunanza di ideali. Su questo punto tuttavia sorgono i primi dubbi: mentre Giorgia Meloni sta da tempo dimostrando una similitudine di ideali con la linea oramai vincente di Salvini, sarà capace Forza Italia di abbandonare le tesi moderate e centriste per formare un vero governo conservatore e sovranista?

Perché è questo ciò di cui noi redattori sentiamo di aver bisogno: un governo di vera Destra che abbia l’armonia interna necessaria per attuare le riforme che mancano alla nostra Nazione e che abbia la forza di portare il “caso italiano” in Europa, con orgoglio e determinazione, sapendo di aver tutte le prerogative necessarie al fine di poter parlare  per un’Italia forte e pronta a crescere.

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