I numeri del trionfo leghista

Di Paolo Muttoni

Il 6% alle Europee del 2014, 17% alle politiche del 2018 e 34,50% alle Europee 2019. Questi sono i numeri della cavalcata della Lega di Matteo Salvini, potete dire che è un populista, un razzista, uno che cavalca le paure, uno che, io direi solo: è uno che andrebbe studiato nei libri di storia e nelle università su come ricostruire consenso attorno ad un partito (prossimo alla scomparsa nel 2013). Capolavoro politico.

La notte elettorale è stata brevemente lunga. Gli ultimi sondaggi avevano dato una tendenza chiara: Lega sotto il trenta (fino alle 23:30 di domenica si parlava di 25%) PD in netta ripresa e 5 stelle in caduta libera. La realtà è ben altra, man mano che le proiezioni si susseguivano la Lega aumentava sempre di più mentre i 5 stelle andavano sotto quella soglia fisiologica del 20% sotto il quale la performance del partito di Di Maio è definita come catastrofe.

Entriamo nei numeri: nelle circoscrizioni del Centro-nord la lega ha una media percentuale bulgara che varia dal 33% del centro, fino al 40% del nordovest e del nordest. Alla faccia di coloro che parlavano di una Lega abbandonata dalle imprese. Al Sud i 5 stelle si dimostrano la nuova Democrazia Cristiana, con una media del 30% ma subito tallonati dalla Lega come secondo partito.

Cosa potrebbe cambiare ora nel governo?

Ci sono 4 scenari possibili:

1) Salvini rompe subito il contratto di governo, mettendosi all’opposizione e cercando di capitalizzare al massimo questo consenso. Con lo spauracchio Mattarella che cercherebbe una nuova maggioranza M5S-PD. Questa è più fantapolitica che realtà;

2) Salvini impone un’agenda ben precisa ai 5S:

  • Autonomia come dice la Lega
  • Flat Tax come dice la Lega
  • Sì alla Tav
  • Più investimenti

Sarebbe un programma distruttivo per i 5 stelle che dovrebbero decidere di accettarlo (relegandosi al ruolo di comprimari in un governo in cui sono maggioranza assoluta) oppure sarebbe l’incipit per indurre i 5S a prendersi la responsabilità di rompere ed andare a nuove elezioni. Questa è la soluzione più probabile, con salvini che ha già fatto dichiarazioni in tal senso;

3) Di Maio viene sfiduciato dal suo gruppo parlamentare, ed il governo cade per riflesso ma anche con la responsabilità dei 5S. Campo inesplorato;

4) Non succede nulla. Impossibile.

Staremo a vedere

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