Venerdì 7 giugno Roma si mobilita: ne parliamo con il presidente del Partito Roma Nord

di Federica Ciampa.

Tutti per Roma. Roma per Tutti” ha organizzato e convocato una manifestazione in Piazza del Campidoglio per il prossimo 7 giugno, alle ore 18.00. Infatti, a seguito del sit-in di 7 mesi fa, mediaticamente noto come “Roma dice basta”, la situazione nella Capitale non sembra essere migliorata, anzi: la città sprofonda di giorno in giorno in un crescente degrado, contro il quale i cittadini romani hanno deciso di nuovo di mobilitarsi. Ne parliamo con Roberto Riccardi, il Presidente del Partito Roma Nord, che ha deciso di aderire al sit-in, insieme a tutti coloro che fanno parte della sua associazione.

Perché la scelta di chiamare espressamente “partito” questa che, per ora, è un’associazione?

La nostra è un’associazione nata nell’agosto dello scorso anno, quindi ancora giovane, che presto si trasformerà in partito. Il modello di riferimento è quello della lista civica. L’idea è nata da un piccolo gruppo di amici che, seppur lontani dalla politica, hanno deciso di impegnarsi per amore della propria città ormai ridotta in macerie. Già il fatto di aver scelto la forma di partito la dice lunga su quanto per noi sia importante il gruppo, ovviamente nel pieno rispetto dei singoli. In un partito le idee si discutono, si fanno crescere insieme e poi si votano. Siamo contro i dirigismi, in particolare quello che si nasconde nel modello “uno vale uno”, ma con il quale poi nessuno conta alcunché.

Avete iniziato chiamandovi “Roma Nord”, oltre che “partito”, pensate di poter includere anche tutte le altre zone di Roma in questo movimento che state creando?

Abbiamo scelto questo nome perché siamo nati a Roma Nord, poi l’iniziativa è letteralmente esplosa. Basti pensare che la metà degli iscritti è di Roma Sud e sono molto ben rappresentate anche Roma Est ed Ovest. Ci occupiamo con passione di tutta la città e certamente siamo un partito per tutta Roma, insomma per tutti quei cittadini della Capitale che vogliono migliorare la propria città. Un esempio da manuale è il caso di molti dei nostri giovani, i quali provengono da Roma Sud e non si sono minimamente formalizzati sul nome, ma, al contrario, hanno preferito concentrarsi con forza e grinta sull’obiettivo.
Quando siamo nati, pensavamo che con un nome così localizzato saremmo stati definiti pariolini, in termini dispregiativi. È accaduto l’esatto contrario, ha vinto l’idea della rinascita nel bello che aggrega tutti i romani, al di là dell’indirizzo di residenza. Le buche sono identiche per tutti, come sono gli stessi i disagi in cui questa amministrazione ci ha fatto sprofondare.
In estrema sintesi, nel percepito dei nostri iscritti Roma Nord non è un territorio geografico, ma un luogo del cuore da dove è partita la voglia di far rinascere la città più bella del mondo.

Perché avete deciso di aderire alla manifestazione in Piazza del Campidoglio al fianco di “Tutti per Roma. Roma per tutti”?

È giunto il momento di farci vedere e di farci sentire, dire basta allo stato comatoso in cui la città è sprofondata. Ogni occasione è buona! Inoltre, bisogna tener ben presente che non siamo un partito contro, di quelli che ragionano solo in base a delle pregiudiziali superate. Siamo un partito a favore, con tanta voglia di aggregare quanti si vogliano impegnare a favore di una rinascita basata sulle competenze e non sulle clientele. Uno dei nostri motti è: “Noi non abbiamo parenti da sistemare”. Non credo che molti possano sostenere una cosa del genere a fronte alta. Inoltre c’è una differenza abissale tra noi e gli altri partiti o pseudo movimenti: noi non vogliamo educare i romani, ma farli vivere bene. Una rivoluzione copernicana.
Venerdì 7 giugno saremo in piazza per far sì che sia l’inizio di una rivoluzione delicata, ma decisa.

Quali sono, secondo lei, i difetti endemici dell’attuale amministrazione capitolina? Come si possono risolvere?

Sono tangibili la demagogia, l’inaffidabilità e l’irrilevanza degli interlocutori, dei rappresentanti politici e tecnici dell’amministrazione cittadina. Se ci sono non sanno, non ascoltano, non capiscono, non rispondono, ma spesso sono proprio assenti. Non mancano le proposte o le idee dei cittadini, mancano gli attori pubblici con i quali discuterle, progettarle, realizzarle.
Oggi, dunque, non basta più protestare, la nostra voce rischia di mischiarsi con quella degli stessi amministratori Cinque Stelle che hanno più volte ammesso il loro fallimento; o di essere confusa con quella degli alleati di governo intenti a conquistare Roma perché è una bella preda, salvo conoscerne poco o nulla. Roma ai romani, sembrerà un motto unto e bisunto, ma mai come ora è il caso di affidarne il futuro a chi la ama veramente e già per questo merita fiducia rispetto ai politici di professione. Inoltre, non sempre è opportuno affidare ad un partito nazionale una città, come dimostra l’enorme numero di vittorie delle liste civiche in tutto il Paese.
Per una rivoluzione c’è bisogno di persone nuove sul serio, competenti e preparate, non è più possibile tollerare miracolati che si improvvisino in ruoli che non saprebbero interpretare nemmeno in una recita alle scuole elementari. Occorre una progettualità, capace di disegnare la Roma del 2050 e non certo solo inutili piste ciclabili e pezzenti finte spiagge sotto ponte Marconi. Se fosse dipeso dalla Raggi & sodali, oggi al posto del Colosseo ci sarebbe un laghetto con le paperelle: ovviamente sormontato dalle erbacce.

Che ruolo svolge l’ampia conoscenza di come funziona una città come Roma nel momento in cui la si amministra, secondo lei?

Torniamo al tema delle competenze. Grillo ha sempre sostenuto che una massaia che gestisce la spesa domestica sia in grado di gestire allo stesso modo il bilancio dello Stato, cioè che la politica non richieda competenza, impegno e professionalità. Questa non è solo una tesi falsa: è eversiva perché la massaia, oltre a non avere le competenze necessarie è facilmente influenzabile da chi, senza apparire pubblicamente, queste competenze le ha o pretende di averle. E questo che accade anche utilizzando strumenti web populisti, tipo la piattaforma Rousseau.
Lasciamo ai terrapiattisti, ai rettiliani ed ai grillini questa bislacca convinzione sulla capacità taumaturgiche delle massaie. Visti i risultati, noi torniamo alla politica che, se fatta di impegno e con vero spirito di servizio, non è affatto una cosa brutta; a differenza di quanto stanno tentando di farci credere a forza di bordate di qualunquismo.

Quindi, alla fine, vi candiderete alle prossime elezioni amministrative romane?

La strada è lunga, ma noi siamo tenaci ed affatto arrendevoli. Stiamo lavorando duro per creare le condizioni e non ci tireremo certamente indietro. Per salvare Roma dal coma in cui è stata fatta precipitare c’è bisogno di cambiare tutto, a cominciare dalle persone. Vogliamo un sindaco competente che apra nuove strade, anziché chiudere quelle esistenti. Che non butti i soldi dalla finestra per patetiche spiaggette, ma che investa in nuove case per chi ne ha bisogno; che non sogni teleferiche o funivie, ma che allunghi le metropolitane. Insomma, vogliamo proprio fare una rivoluzione nella quale i giovani sono chiamati a diventare i protagonisti. La rinascita di Roma dipende anche da voi. Dateci dentro!

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