Caravaggio, l’uomo del rinnovamento pittorico

di Mattia Ventroni

Un uomo controverso, Michelangelo Merisi noto come Caravaggio, pittore che ha segnato una svolta nel panorama artistico a cavallo tra ‘500 e ‘600.

Potremmo definirlo un’eccellenza italiana: con il suo intuito e tocco rivoluzionario ha influito sullo stile pittorico di tanti che in quegli anni e nei secoli successivi hanno ‘imbracciato’ il pennello.

Ma parliamo un po’ di lui. Sicuramente un artista che ha fatto tanto parlare di sè per via del suo carattere esuberante e difficile da gestire, non solo per chi gli è stato vicino ma anche per lui stesso.

Amante dei sobborghi e degli ambienti popolari spesso lo si poteva incontrare in osterie, bische e luoghi che oggi chiameremo zone grigie. Tutto questo non ha impedito all’indomabile giovane pittore di affermarsi in ambienti di rango come il Vaticano e salotti dell’Italia bene di varie città.
Degna di nota la profonda amicizia con il Cardinale Francesco Maria del Monte, uomo di grande cultura e appassionato d’arte che, estasiato dalla sua pittura, gli ha acquistato le prime opere tra i quali il famosissimo ‘I bari’ (del 1595 ca.).

Michelangelo Merisi è rimasto tre anni al servizio del prelato dove ha avuto la possibilità di frequentare i salotti romani e di avere una dimora dignitosa.

È proprio nel periodo romano che ha espresso il meglio della sua maestria pittorica. Sono di questo periodo quadri come ‘ Giuditta e Oloferne’ la ‘ Conversione di San Paolo ‘ la ‘Nativita’ con i santi Lorenzo e Francesco d’ Assisi’ e la ‘Crocefissione di San Pietro’.
Stanco della vita romana e delle sue continue zuffe, Caravaggio è stato costretto ad andar via da Roma in direzione Palestrina sotto la protezione del principe Filippo Colonna I.

Successivamente a Napoli, poi Sicilia, Malta e di nuovo Napoli. Non si poteva fermare a lungo in nessuna città perché la sua vena polemica e violenta lo hanno sempre costretto a fuggire.

Abbiamo capito che Caravaggio non era esattamente una persona pacata e moderata. I suoi eccessi che da una parte venivano convogliati in talento puro dall’altra gli hanno causato innumerevoli guai legali. Infatti è stato più volte denunciato, incarcerato e addirittura condannato nato a morte per decapitazione per l’omicidio di Ranuccio Tommasoni per una contesa d’amore e forse per alcuni debiti dell’artista stesso.
Proprio per questi motivi ha sempre avuto bisogno di una rete di protezione che gli ha fatto da ombrello a tutte le sue malefatte. Le sue condizioni di salute non son mai state eccelse.
Le ferite causate dalle risse hanno fatto si che la sua vita non durasse più di 39 anni. In 39 anni tuttavia è stato capace di portare un profondo rinnovamento nell’arte del suo tempo.

La rivoluzione del Caravaggismo è stata il naturalismo espresso dai soggetti raffigurati e la capacità di creare tridimensionalità grazie ad un gioco di luci e ombre veramente mai viste prima di lui. Sono pochi i quadri in cui il Caravaggio dipinge lo sfondo, che passa in secondo piano rispetto ai protagonisti della sua opera. Per la realizzazione dei suoi dipinti ha adottato lo stratagemma di posizionare delle lanterne in posti specifici per far sì che i modelli fossero illuminati solo parzialmente dando al soggetto un aspetto quasi scultoreo.
Un gioco abile di contrasti che emoziona e coinvolge.

Ci vorrebbe ben più di un articolo per descrivere Caravaggio. Molti lo conoscono di nome, molti lo hanno avuto tra le mani grazie alla sua presenza nella banconota da centomila lire, molti lo stimano e conoscono tutti i particolari della sua vita e del suo stile.

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