Prato: operai picchiati dai datori di lavoro. La sinistra li dimentica

Di Andriy Galtieri

Fin da bambini ci hanno spiegato che la mescolanza di culture, di popoli e di varie estrazioni era un fattore ASSOLUTAMENTE positivo, che era inevitabile e mai negativo. Le migrazioni arricchivano chi le “subiva” e che pensarne male era “cattivo” o “razzista”, così le nostre città si sono riempite di persone da tutto il mondo, mix di gente da ogni parte del globo sono rintracciabili sui nostri territori.

Ma cosa succede quando entrano nuove persone “esterne” in un mercato del lavoro?

Semplicisticamente succede che, aumentando le unità che si offrono sul mercato del lavoro, per una posizione non qualificata e già a basso costo, diminuiscono i salari per alcune figure lavorative – perché “se non accetti queste condizioni, ne trovo altri dieci disposti a lavorare a 10 volte meno” e, complice quella sinistra “dei lavoratori” che dall’abbattimento del Muro di Berlino, 1989 (ndr), se ne infischia della tutela dei lavoratori si è visto un progressivo declino dei diritti dei lavoratori, tornati ad essere gli “sfruttati, malpagati, picchiati e derubati” di cui cantava Rino Gaetano in “Mio fratello è figlio unico”.
Quindi, ricapitolando: abbiamo una sinistra che non presta più il fianco alla tutela dei diritti dei lavoratori e non ne fa più gli interessi, ma si preoccupa di far approvare pseudo-diritti, del tutto inventati, dal ius soli alle nozze egualitarie.

Gli immigrati picchiano i lavoratori.

Succede che a Prato, città notoriamente in “terra rossa”, la maggior parte della forza lavoro del reparto tessile sia gestita da cinesi. A Prato si sperimenta quello che succederà presto in tutta Italia, masse di stranieri si organizzeranno e distribuiranno lavoro a loro piacimento e alle loro condizioni, solitamente a livello schiavistico.

Ma cosa succederebbe se qualcuno osasse ribellarsi?

Oggi, sempre a Prato, un gruppo di lavoratori organizzati sindacalmente hanno tenuto uno sciopero per migliorare quelle condizioni di cui poco sopra, risultato: anche i datori di lavoro cinesi si organizzano, in picchetto per sciogliere con le cattive i lavoratori e ne mandano alcuni al Pronto Soccorso.

Ora, è gravissimo quello che è successo, perché riporta il nostro Paese indietro di 200 anni in tema di diritti sindacali, ed è altresì gravissimo l’assordante silenzio della classe dirigente di quella sinistra così sempre attenta ai diritti di tutti. Ma forse è troppo impegnata a trovare delle pseudo giustificazioni per alcuni stupratori, incolpare le Forze dell’Ordine o ad indossare assurdi calzini rainbow.

Poi chiamateci populisti e diteci che facciamo leva sulla pancia delle persone.


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