La Sea Watch viola sovranità italiana. Salvini batte i pugni

di Paolo Muttoni

La notizia bomba è arrivata nel pomeriggio di ieri, il capitano (capitana secondo alcuni) della Sea Watch 3 ha deciso di forza il blocco stabilito dal decreto del ministro dell’interno di non entrare nelle acque italiane. Dopo quasi 14 giorni in mare alle soglie delle acque italiane, con migranti recuperati sulle coste libiche, periodo in cui è chiaro come la nave poteva tranquillamente andare dove voleva.

La Sea Watch è un’ONG battente bandiera olandese, e con equipaggio tedesco, e vuole venire in Italia? Purtroppo, stiamo arrivando ai limiti dell’assurdo, al di là del fatto che la Sea Watch avrebbe potuto portare i migranti in Tunisia che è un porto sicuro per milioni di turisti, ma non per i clandestini. Oppure poteva virare verso l’Olanda ed andare al porto di Rotterdam e tornare davanti alle coste libiche in questi 14 giorni, invece no. Ha preferito stare in mare, mettere in pericolo la vita dei poveri migranti solo per creare un problema politico, solo per una pura logica di politica la Sea Watch ha preferito mettere a rischio la vita di decine di persone.

Ora la questione non è più politica, ma di principio. Il Ministro dell’Interno, che dopo l’approvazione del DL Sicurezza Bis è autorità competente in materia di porti, ha vietato alla nave nelle nostre acque. E questa nave di nuova iniziativa decide di forzare un blocco di uno stato sovrano?

Bene, ha piena libertà di farlo, ma ora l’Italia deve rispondere a tono. Agli atti ostili si risponde con altri atti ostili, Salvini ha già minacciato di non identificare i migranti.

C’è anche un’altra questione che però va affrontata. I 5 stelle dove sono? dove è il ministro della difesa Trenta? cosa aspetta a schierare la marina?

Vedremo cosa accadrà, ma è chiaro come la Sea Watch abbia violato la nostra sovranità. E mi chiedo cosa sarebbe successo se la stessa nave avesse forzato un blocco in Australia o in America.

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