Palermo: Sindaco Orlando, taci per favore

Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, parla ancora di Salvini, accoglienza e ONG, dimenticandosi totalmente della sua città.

Prima di parlare della sua intervista e dello stato di Palermo, facciamo un piccolo excursus della storia di Leoluca Orlando:
egli è politico e avvocato, è stato deputato per tre legislature, attualmente è al quinto mandato (non consecutivo) della città di Palermo. È stato protagonista di spiacevoli episodi con Giovanni Falcone, mettendo a dura prova il lavoro dell’antimafia in quel periodo.

In un’intervista, il sindaco Orlando, ha paragonato il modo di porsi di Salvini, a quello di Mussolini e Hitler, oltre che a marcare l’assoluta politica di accoglienza da parte del capoluogo siciliano. Una domanda sorge spontanea, ma Palermo non ha altri problemi?
Allo stato attuale, Palermo è una città poco sicura, sporca, poco funzionale e con pochi servizi. La differenza della qualità di vita che c’è tra le altre città è imbarazzante, soprattutto se si parla della 5º città d’Italia. È sconcertante che un sindaco si interessi più dei problemi non inerenti al suo compito, invece che dedicarsi alla sua città.

Il sindaco Orlando, come suo solito, mette becco in affari che non gli competono è un sindaco che, oltre a testimoniare pubblicamente la sua volontà di violare una legge (Decreto Sicurezza) promulgata dal Presidente Della Repubblica, difende l’immigrazione clandestina. Per quanto mi riguarda, dovrebbe concentrarsi più sul lavoro istituzionale, in quanto non fa gli interessi dei suoi cittadini, basti guardare il degrado di Palermo. Caro sindaco Orlando, quando Palermo sarà un esempio di città, forse potrà parlare, ma fino a quel giorno, lavori per la sua città, pensi ai suoi cittadini, faccia in modo di creare occupazione e punti tanto sul turismo, su quella perla di mare, di cui l’isola si bagna.

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