In Università il dissenso è vietato. Così è per Prof. Gervasoni

Di William Grandonico

Ci sembrava strano che i democraticissimi sinistroidi non avessero ancora chiesto di emarginare qualcuno, certo, per Salvini lo fanno tutti i giorni, ma qui si parla di un uomo di cultura, un docente universitario, un importante storico.

È accaduto qualche giorno fa e il soggetto preso di mira dai democratici dell’ANPI è un docente universitario. Un curriculum di tutto il rispetto, tra numerose pubblicazioni, il “Docente Fascista” come lo definiscono anche le ricerche di Google.it, professore Marco Gervasoni insegna Storia contemporanea all’Università del Molise e Storia comparata dei sistemi politici all’Università Luiss di Roma. Tra tutto, è anche uno dei più famosi editorialisti del «Messaggero».  Nulla di male.

Peccato che per qualcuno, il professore sia un fascista. Lo dicono a tutti, siamo abituati ormai. Lo dicono anche a noi, un blog che accomuna tutte le teste del centrodestra, dai liberali ai conservatori, dai liberisti agli statalisti, in un certo senso, lo specchio giovanile del centrodestra unito. Ci impegniamo a scrivere, approfondire, ricercare e perché no, anche punzecchiare i nostri stessi padri politici, ma di fascismo non credo ci sia nemmeno un “pelo”.

Tornando al professore Gervasoni, l’illustre docente di storia, tacciato di fascismo, perché si è “azzardato” di dire che la Sea Watch sarebbe dovuta essere affondata, evidenziando le parole dell’On. Giorgia Meloni. “Sea Watch bum bum, a meno che non si trovi un mezzo meno rumoroso” aveva dichiarato il docente. In un attimo è arrivato il tornado, da sinistra sono volate critiche, piovute parole di sdegno e addirittura richieste “di valutazione da parte dell’università per le parole pronunciate” la quale si è dissociata da Gervasoni.

Ma l’università non è l’unica, anche i vari collettivi organizzati dai docenti degli istituti superiori si sono schierati con la Capitan* (come piacerebbe a qualche Arci) Carola. Torniamo al solito discorso della cultura, delle scuole e delle università che non riescono a evitare di indossare un colore politico. Non riescono proprio, purtroppo lo fanno dalla parte sbagliata e ahimè, si spera, “la storia non vi darà ragione”!

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