ONG alla Guerra con il Governo – Ministro Trenta, se esiste, batta un colpo

Di Paolo Muttoni

In questi giorni si sta vivendo un clima, surreale.

Abbiamo un Capitano (perché Capitana è uno stupro alla lingua italiana) che ha violato un ordine di divieto, firmato da 3 ministri, di entrate nelle nostre acque. E va bene. Poi si è “Parcheggiata” davanti alle coste italiane, tentando anche di accendere i motori e partire, fino ad arrivare alla notte di sabato in cui ha tranquillamente deciso di attraccare rischiando di schiacciare una nave della GDF contro una banchina. Giustamente arrestata, è stata successivamente scarcerata. E su questo punto meglio stendere un velo pietoso

Ora siamo a punto a capo, abbiamo un’altra ONG sbarcata per mano della magistratura, contro il volere del ministro dell’interno e nel completo silenzio del ministro della difesa nonostante ci siano navi che continuino a violare i nostri confini marittimi.

Soffermiamoci però su che nave è quest’ultima sbarcata

Questa nave chiamata “Alex” è una normalissima barca a vela noleggiata dalla ONG apposta per andare davanti alle coste libiche, caricare il prezioso carico e cominciare la battaglia di nervi contro il governo. La stessa ONG in giornata ha denunciato di non avere cibo, bagni, di non essere una nave adatta tenere a bordo 50 persone.

Quindi seguendo il filo del discorso, questi hanno chiaramente noleggiato una nave per salvare migranti, coscienti del fatto che in Italia Salvini li avrebbe fatti sbarcare in 2 minuti, ed ora chiamano nelle trasmissioni televisive (Vedere L’Aria che Tira del 05/07/2019) lamentandosi che si rischia la strage per colpa del Governo italiano (nello stesso audio di cui sopra la simpatica tizia dell’ONG, più che una generosa umana che salva vite, sembrerebbe un deputato del PD).

Oramai lo schema è questo, carico e mi posteggio davanti alle coste italiane e comincio a dire quanto Salvini sia brutto e cattivo.

Allora. Diciamo che Salvini in questo momento è anche fin troppo morbido con questi trafficanti d’esseri umani del terzo millennio. Proviamo a pensare ad una nave a largo delle coste di NY, con un divieto di sbarco, se questa nave accende i motori e tenta di attraccare, quanti secondi passano prima che un siluro la affondi?

La situazione si sta ulteriormente complicando perché la Libia sta tornando ad essere una polveriera, ed il leader del governo di unità nazionale Serraj ha minacciato di aprire le carceri e liberare quasi 8.000 migranti. Questo sarebbe solo pane da dare alle affamate ONG che stanno solo aspettando di comprare navi e partire a prendere preziosi carichi.

Chiaramente una soluzione strutturale la si può trovare solo a livello Europeo, ma visto che l’Europa è un’entità astratta che c’è quando si sfora il rapporto deficit/PIL dello 0.000001% e si finge morta quando c’è trattare questioni complesse. Sarebbe opportuno che l’Italia cominciasse a fare da sé, partendo dallo schierare la Marina militare e mettendo in campo un’operazione, traendo ispirazione dall’Operazione australiana “No Way”

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