Il patentino di voto. L’idea che tormenta la sinistra italiana

Di Alessio Moroni

Negli ultimi anni, ed in particolare dall’esplosione dei consensi elettorali della Lega di Matteo Salvini e del Movimento 5 Stelle vi è stato un curioso fenomeno sul web, portato avanti dalle stesse persone che nel corso della loro quotidianità si riempiono la bocca di slogan democratici e liberali: la costituzione di un patentino di voto affinché solamente i cittadini informati, istruiti e meritevoli potessero avere il diritto di voto.

Ad esempio, su Facebook vi è una famosissima pagina chiamata ‘Abolizione del suffragio universale’ che già dal proprio nome chiarifica il proprio intento: scorrendo si possono trovare numerosi post in cui si dileggiano numerosi esponenti politici ed in cui tramite la forza del branco si attaccano coloro che non possiedono il loro stesso ideale politico, augurandosi che presto si possa attuare una nuova legge elettorale in cui questi presunti ‘ignoranti’ non possano votare. Seguita da più di 200.000 persone è sintomatica del consenso che questa proposta riceve.

Sembra una dichiarazione di intenti abbastanza datata che non ha riguardo delle lotte per il suffragio universale e di quelle per garantire l’uguaglianza di ogni individuo a dispetto del proprio ceto, del proprio titolo scolastico o di qualsivoglia altra differenza. Garantire la possibilità di scegliere i governanti solamente ad una parte della popolazione, significa togliere al nostro status democratico qualsivoglia significato. Si rischierebbe di tornare all’epoca pre-settecentesca in cui vi era un’oligarchia a decidere del futuro di milioni di persone.

Quis custodiet ipsos custodes?

Ripropongo tali parole di Giovanale, tratte dalla VI satira per chiarire che proprio come vi è il problema di chi controlla i controllori, con l’abolizione del suffragio universale e con la conseguente creazione di uno pseudo governo dei migliori si aprirebbero le porte per il dilemma sul chi e come dovrebbe dare le patenti di voto: quali sarebbero i requisiti per garantire la possibilità di esercitare tale fondamentale diritto? Chi garantirebbe che vi sia una valutazione imparziale?

E bisogna badare bene che il governo migliore per come lo si intende non esiste: il mondo è composto da numerose idee che spesso sono impossibilitate a coincidere, per ragioni culturali, sociali e personali e pertanto in molte decisioni politiche non vi è spazio per una decisione che possa essere ritenuta arbitrariamente migliore.

Il cittadino che non si interessa di politica non deve essere allontanato dalla politica togliendogli il diritto di esprimere la sua volontà ma anzi, deve essere incentivato ad informarsi, ad aggiornarsi e ad elaborare un proprio pensiero critico, indipendentemente che la sua decisione possa essere per altri giusta od erronea.

In sintesi, è doveroso sottolineare come la crescita dei consensi del partito di Matteo Salvini non sia dovuta all’ignoranza delle persone ma solamente al fatto che evidentemente tale partito ha risposto con maggior precisione alle richieste degli elettori. E’ vero che molti di loro hanno un titolo di studio basso ma, paradossalmente, il ceto operaio è stato il granaio di voti della sinistra nel corso dello scorso secolo. Eppure all’epoca nessuno della sinistra parlava di patentini…

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