Quella bandiera rossa che resta sempre impunita. Una vergogna non tollerabile

Di Stefano Polidori

Siamo a Sant’Arcangelo di Romagna, cittadina dell’ entroterra romagnolo, dove i sostenitori del PD locale festeggiano la vittoria alle amministrative della candidata sindaca di centrosinistra, sostenuta anche da una lista civica.
Tutto normale, se non fosse per un signore piuttosto anziano che in alcuni filmati e foto si nota girare in bicicletta portando in trionfo una vistosa bandiera rossa con falce e martello. La stessa situazione si ripete dopo pochi giorni, quando lo stesso signore porta la stessa bandiera rossa sul
monumento ai caduti della città sventolandola fieramente, come fossimo in Unione Sovietica. Sarebbe stato ragionevole auspicare una netta condanna di questo gesto da parte della amministrazione comunale, che invece ha ignorato colpevolmente questi avvenimenti gravissimi, come spesso accade in Italia, non per questo caso, ma dove i crimini e le barbarie perpetrate dai regimi totalitari di stampo comunista e da alcune squadre di partigiani a conflitto mondiale terminato sono stati e continuano a essere costantemente ignorate, e le poche voci fuori dal coro soffocate da un imbarazzante quanto umiliante silenzio. Eppure, essendo anche discendente di persone che sono dovute scappare per sfuggire alle foibe e alle persecuzioni comuniste mi domando se chiedere rispetto per le vittime, per i parenti e per chi ha sofferto a causa del Comunismo, sia troppo.

Mi chiedo anche se questo lassismo verso certi gesti sia una mossa di una certa parte politica per tenersi buono l’ elettorato più anziano o estremista (ricordo che la Romagna è stata per oltre 70 anni terra rossa) e
guadagnare preziosi voti, un po’ come quando viene usato lo slogan restiamo umani, per poi insultare e dare del fascista a chiunque esprima idee diverse. L’ultima cosa che reclamo è la seguente: “cosa sarebbe successo se qualcuno al posto di una bandiera rossa avesse sventolato un simbolo del ventennio?” A questa ultima domanda probabilmente sapremmo tutti dare una risposta. Si sarebbe scatenato, giustamente, un caso mediatico e il gesto sarebbe stato condannato da tutti. Proprio quello che sarebbe dovuto accadere agli inizi di giugno a Sant’Arcangelo, ma che non è successo perché in Italia certe vittime, e il rispetto per queste ultime, viene dopo, è di serie b.

Questa è la cosa che più ci dovrebbe fare vergognare e dovrebbe farci riflettere di tutta la storia del nostro paese.

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