Eugenio Montale, una vita tra politica e poesia

Di Mattia Ventroni

Forse in pochi lo sanno. Il premio Nobel Eugenio Montale, noto poeta e giornalista italiano è stato senatore per ben 5 legislature (partito liberale) e successivamente nominato dal Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat Senatore a vita. Ma partiamo dall’inizio. Eugenio Montale nasce a Genova, la mattina del 12 ottobre del 1896. Quelli son anni floridi dal punto di vista economico infatti la famiglia d’origine la troviamo negli ambienti della borghesia del capoluogo ligure. Il padre Domenico è comproprietario di una società chimica che, per curiosità del lettore, nel suo portafoglio clienti ha la Veneziani SPA che all’interno del suo organico ha lo scrittore Italo Svevo. Non la classica biografia che inizia dalle frequentazioni degli ambienti di strada così cara a certi illuminati della letteratura. A livello scolastico il giovane Eugenio si diploma in ragioneria ma allo stesso tempo tra una partita doppia e l’altra coltiva la sua passione per la letteratura approfondendo i grandi classici della letteratura, prendendo lezioni private di filosofia e frequentando la biblioteca della città. La sua è una formazione da auto didatta. Qualcosa che aveva dentro. Durante la sua giovinezza, nel periodo fascista , il Montale prende le distanze dalla dittatura, non tanto da un punto di vista politico ma da un punto di vista culturale. In quegli anni la sua visione della vita è negativa, dove vede il poeta racchiudersi nei borghi della riviera di levante e iniziare a scrivere. Questa parentesi di vita apparentemente negativa dell’artista fa tirar fuori dal suo animo il suo estro poetico uscendo dai vicoli della provincia per scrivere la storia della letteratura italiana. È proprio in quei primi anni del ventennio che prendono forma le raccolte ‘Ossi di seppia’ e ‘Le Occasioni’. Forse le raccolte più famose che tutti studiamo a scuola. Dopo il periodo ligure Montale si trasferisce a Firenze, ingaggiato dalla casa editrice Bemporad. Qui incontra il podestà Giuseppe della Gherardesca che addirittura gli propose una candidatura alle elezioni. Durante il periodo fiorentino collabora anche con la rivista Solaria. Tuttavia la vita a Firenze si trascina tra incertezze economiche e complicati rapporti sentimentali; nel 1933 conosce l’italianista americana Irma Brandeis con cui avvia una quinquennale storia d’amore, cantandola con il nome di Clizia in molte poesie confluite ne ‘Le occasioni’ . Dopo il periodo fiorentino , fatto di alti e bassi , Montale trascorre l’ultima parte della sua vita (dal 1948 alla morte) a Milano. Diventa redattore del Corriere della Sera e critico musicale per il “Corriere d’informazione”. Scrive inoltre reportage culturali da vari Paesi (fra cui il Medio Oriente, visitato in occasione del pellegrinaggio di Papa Paolo VI in Terra Santa). Il 23 luglio 1962 sposa Drusilla Tanzi , con cui conviveva dal 1939, di dieci anni più anziana di lui. Le ultime raccolte di versi, Xenia (1966, dedicata alla moglie Drusilla Tanzi, morta nel 1963), Satura (1971) e Diario del ‘71 e del 72 (1973) testimoniano in modo definitivo il distacco del poeta, ironico e mai amaro, dalla Vita con la maiuscola: «pensai presto, e ancora penso, che l’arte sia la forma di vita di chi veramente non vive: un compenso o un surrogato»

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