Appuntamento con Castrum XV – l’intervista al presidente del NES Edoardo Arrigo

Torna l’appuntamento estivo con la comunità del NES. Quest’anno, Castrum, fa tappa in Umbria.

Di William Grandonico

Siete giunti alla XV edizione di Castrum Italia, ogni anno è una bella soddisfazione per voi e per i ragazzi che vi partecipano, spiegaci le motivazioni per cui ritagliate un pezzo del vostro tempo estivo per questo tipo di attività.

Castrum Italia, il campo comunitario del Nes, è giunto alla sua XIV edizione, il che ne fa il campo più longevo della destra giovanile italiana. È un evento che raccoglie diverse sigle e realtà che si ritrovano all’interno della nostra comunità.
Per noi si tratta dell’appuntamento comunitario più importante per rilanciare l’attività politica dell’anno seguente e per permettere ai più e meno giovani di crescere attraverso la formazione. Crediamo che sia l’aspetto più importante e tramite lo strumento di Castrum la formazione è sempre stata in cima agli obbiettiva della comunità del Nes.
Castrum è poi un luogo di programmazione che negli anni ha sempre avuto il pregio di anticipare l’agenda politica italiana e crediamo che quest’anno non sarà da meno.

Dove nasce l’idea di organizzare queste attività e da chi?

Castrum come detto è da 15 edizioni il campo in cui si riunisce tutta la comunità, indipendentemente dalle sigle in cui le varie realtà si ritrovano, nelle contingenze del presente. È un campo che nasce dal NES e che riunisce una comunità che si espande su tutto il territorio nazionale in virtù di una visione del mondo sociale ed identitaria.

Gli appuntamenti vedo che sono molto interessanti, sarà un momento di crescita politica per tutti voi.

Il tema di quest’anno sarà Controélite – Verso una nuova Aretè. Con questo indirizzo vogliamo sottolineare la necessità di un Élite che nasca dalla legittimazione popolare e che sappia guidare il popolo. Il mondo in cui viviamo è dominato da un’élite tecno-finanziaria che governa le scelte mondiali imponendo la propria visione politica tramite l’uso e l’abuso del potere economico. Analizzeremo questo tema attraverso diversi dibattiti ricchi di spunti e di prospettive, grazie al contributo di professori, giornalisti e politici che hanno fatto di questo tema la loro battaglia politica.

Contro Elite e contro il mondo moderno, come vi ponete anche nei confronti di questa Unione Europea?

Noi crediamo fortemente nella necessità di una prospettiva europea identitaria e popolare. Un’Europa dei Popoli e delle Identità, un’Europa politica che debba sorgere in contrapposizione a un’Unione Europa dei regolamenti, dei vincoli e dell’austerità. L’UE ha dimostrato in questi decenni che il suo obbiettivo non è altro che quello della creazione di un’unione di mercato che avvantaggi e faccia gli interessi di quella élite finanziaria che vogliamo rovesciare.
Crediamo, quindi, che l’Europa che vogliamo costruire passi dalla creazione di un nuovo concetto di Élite che delineeremo attraverso questo campo.
Siamo convinti che se l’Europa non inizi a parlare d’identità, di temi sociali, di welfare, di disuguaglianze fiscali e di Famiglia, tutto questo si tradurrà in una totale disgregazione. L’Italia, e tutti gli Stati europei, hanno bisogno, oggi più che mai, di un’Europa politica che non si debba dividere tra Trump e Putin, ma che sia essa stessa protagonista nel contesto globale in cui viviamo.

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