Codice Rosso: in Italia le donne non si toccano

Codice Rosso: ieri sera anche al Senato è stato approvato, dopo il passaggio alla Camera, il testo di legge che prevede nuove disposizioni in materia di difesa delle donne.

In un momento storico in cui – in media, secondo fonti del Ministero della Giustizia – ogni 72 ore una donna muore uccisa da chi dovrebbe amarla, l’introduzione di queste norme non può che essere un piccolo trionfo.

Ma andiamo nel dettaglio, cosa prevede il cd. Codice Rosso?
  • Impone alla polizia giudiziaria di riferire immediatamente, anche in forma orale, al pubblico ministero, il quale deve, entro 3 giorni, assumere informazioni dalla persona offesa o da chi denuncia.
  • Viene rafforzato il divieto di avvicinamento, anche con dispositivi elettronici, vengono aumentate le pene per la violazione dei divieti dell’autorità giudiziaria, da 6 mesi a 3 anni.
  • Aumento delle pene per le violenze contro familiari o conviventi, dai 3 ai 7 anni, in caso di lesione personale grave dai 4 ai 9 anni, con una lesione gravissima la pena aumenta ulteriormente dai 7 ai 15 anni. Viene introdotto, seguendo questa ratio anche un apposito reato per le lesioni permanenti gravissime, troppo spesso sentiamo di “amori” deviati che sfregiano con acidi, liquidi infammabili o altro il volto alla vecchia fiamma, non rassegnati alla fine di una relazione.
  • Violenza sessuale, si inaspriscono le pene che, in caso di violenze su un minore di anni dieci, va dai 12 ai 24 anni.
  • Viene prevista la possibilità, su richiesta del condannato per reati sessuali, di sottoporsi ad un trattamento psicologico di recupero, anche per beneficiare di concessioni penitenziarie.
  • Revenge porn, da 1 a 6 anni e multa da 5mila a 15mila euro per chi dovesse diffondere video sessualmente espliciti senza il consenso delle persone presenti a scopo di danneggiarle – un’aggravante è prevista nel caso in cui fosse il coniuge, l’ex coniuge o una persona con legami affettivi con la persona offesa a diffonderle.
  • Matrimonio forzato, la costrizione o l’induzione al vincolo matrimoniale o di unione civile approfittando di una vulnerabilità, necessità o inferiorità psichica. Viene introdotto anche in ottica del fenomeno dei matrimoni all’estero del cittadino italiano, o, in Italia, da straniero per l’ottenimento della cittadinanza tramite ius connubii, evidentemente viziato.

Si dichiara molto soddisfatta la maggioranza, attraverso le parole sia del Ministro della PA, Giulia Buongiorno, “rappresenta il massimo che si può attualmente fare sul piano legislativo per combattere la violenza sulle donne”, sia il Ministro di Grazia e Giustiza, Bonafede, “ora lo Stato dice ad alta voce che le donne in Italia non si toccano”.

Si sono astenuti PD e LeU, non soddisfatti appieno dal dispositivo.

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