La tutela delle vittime di violenza: il Codice Rosso – Dott. Piccolo

Di Carlo Piccolo

Il 28 novembre scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato il “codice rosso”, disegno di legge a tutela delle vittime di violenza domestica e di genere, proposto dai Ministri Bonafede, Salvini, Trenta, Bongiorno e Tria, votato successivamente il 3 aprile alla Camera dei Deputati con 380 voti a favore, nessuno contrario e 92 astenuti del PD e Leu e votato al Senato della Repubblica il 17 luglio, con 197 voti a favore, nessuno contrario e 47 astensioni, sempre da parte del PD e Leu. 

Saranno quindi predisposte misure efficaci e relative tutele normative poiché sono stato apportate delle modifiche al Codice Penale, di Procedura Penale ed altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere. 

La legge infatti prevede che la Polizia Giudiziaria, nell’acquisizione della notizia di reato, riferisca immediatamente al PM anche in forma orale; che lo stesso PM, entro tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato, assuma informazioni dalla persona offesa; che gli atti d’indagine delegati dal PM alla polizia giudiziaria avvengano senza ritardo. Sono inoltre quattro i reati introdotti nel Codice Penale: il delitto di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso delle persone rappresentate (il c.d. revenge porn), il reato di deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso, il reato di costrizione o induzione al matrimonio, il reato di violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare, oltre che il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. Occorre evidenziare anche l’aumento delle sanzioni per lo stalking e la violenza sessuale, potendo sporgere querela fino a dodici mesi dal fatto reato, con l’inasprimento delle circostanze aggravanti quando la violenza sessuale è commessa ai danni di minore, anche in cambio di denaro o di altra utilità. Nell’omicidio, si allarga il campo di applicazione delle aggravanti comprendendo anche le relazioni personali.      

Il codice rosso rappresenta, pertanto, una corsia preferenziale che come negli ospedali prevede l’urgenza del caso da affrontare. Considerato che i dati parlano di una vittima ogni 72 ore, occorre intervenire per sensibilizzare con determinazione questo problema sociale attraverso appositi convegni con le associazioni che sui territori da sempre combattono ogni tipo di violenza, di concerto con gli organi di Polizia e professionisti del settore.  Il “Codice Rosso” è un testo normativo che guarda al futuro e riconosce nuovi diritti alle vittime indifese di crimini atroci, una nuova e grande opportunità per tutte quelle donne che vogliono venga garantita loro giustizia.

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